In mostra i pittori dell'800 inglese
Alma Tadema porta a Roma l'Aesthetic Movement
Sir Alma Tadema, La question
E.B.
15/02/2014
Roma - Arrivano da Parigi e faranno tappa a Roma le 50 opere della collezione Pérez Simòn, protagoniste di "Alma-Tadema e i pittori dell'800 inglese".
La mostra, curata da Véronique Gerard-Powell, si fermerà al Chiostro del Bramante dal 16 febbraio al 5 giugno 2014, prima di ripartire per il Thyssen-Bornemisza di Madrid.
All'epoca di una bigotta Londra vittoriana, interrotta dall'ardita voce di artisti e uomini di cultura come Oscar Wilde, prende vita l'Aesthetic Movement. I suoi esponenti, da Millais e Rossetti ai padri preraffaelliti, da Burnes Jones, fino al genio di sir Alma Tadema, possiedono stili estremamente personali, ma sono accomunati da tendenze simili.
Nelle loro opere ricorrono i temi della Grecia e della Roma imperiale, il simbolismo della mitologia mediterranea e delle leggende celtiche, fino all'ispirazione delle fiabe inglesi.
Al centro della scena c'è sempre una donna. Musa o modella, femme fatale o eroina, strega o principessa, la figura femminile, dai tratti angelici o demoniaci, è il soggetto prediletto.
Questo movimento artistico, talvolta amato, talvolta disprezzato, secondo i mutevoli gusti dell'epoca, è stato riscoperto da importanti collezionisti, dal principe di Broadway sir Andrew Lloyd Webber allo stesso industriale messicano Pérez Simòn, che circa venticinque anni fa decise di investire le sue risorse per creare una delle raccolte private più importanti dell'America Latina.
La mostra, curata da Véronique Gerard-Powell, si fermerà al Chiostro del Bramante dal 16 febbraio al 5 giugno 2014, prima di ripartire per il Thyssen-Bornemisza di Madrid.
All'epoca di una bigotta Londra vittoriana, interrotta dall'ardita voce di artisti e uomini di cultura come Oscar Wilde, prende vita l'Aesthetic Movement. I suoi esponenti, da Millais e Rossetti ai padri preraffaelliti, da Burnes Jones, fino al genio di sir Alma Tadema, possiedono stili estremamente personali, ma sono accomunati da tendenze simili.
Nelle loro opere ricorrono i temi della Grecia e della Roma imperiale, il simbolismo della mitologia mediterranea e delle leggende celtiche, fino all'ispirazione delle fiabe inglesi.
Al centro della scena c'è sempre una donna. Musa o modella, femme fatale o eroina, strega o principessa, la figura femminile, dai tratti angelici o demoniaci, è il soggetto prediletto.
Questo movimento artistico, talvolta amato, talvolta disprezzato, secondo i mutevoli gusti dell'epoca, è stato riscoperto da importanti collezionisti, dal principe di Broadway sir Andrew Lloyd Webber allo stesso industriale messicano Pérez Simòn, che circa venticinque anni fa decise di investire le sue risorse per creare una delle raccolte private più importanti dell'America Latina.
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