Tra una settimana l’apertura dell’appartamento del maestro

Casa Balla trasloca al MAXXI. E il futurismo è sempre più contemporaneo

CASA BALLA, Via Oslavia, Studiolo rosso dettaglio I Foto M3Studio I Courtesy Fondazione MAXXI I © GIACOMO BALLA, by SIAE 2021
 

Francesca Grego

18/06/2021

Roma - “Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente”, scrivevano due grandi protagonisti dell’avanguardia italiana nel 1915. Da quel momento in poi arte e vita si sarebbero indissolubilmente intrecciate in un’irripetibile esperienza, a partire dalla dimensione più intima della casa, che per entrambi gli artisti si trasformerà in un’opera totale. Abbattuti drasticamente i confini tra arte e decorazione, la vena creativa trabocca dalla tela agli arredi, fino agli abiti e ai più comuni oggetti del quotidiano. Se l’abitazione di Fortunato Depero a Rovereto è stata da tempo convertita in una coloratissima casa-museo, l’appartamento romano di Giacomo Balla sta finalmente per aprire le proprie porte al pubblico dopo un importante restauro, a 150 anni dalla morte dell’artista. A partire da venerdì 25 giugno sarà possibile visitarlo ed entrare in un universo parallelo fatto di colori brillanti, forme inusuali, decorazioni dinamiche realizzate dal maestro insieme alle figlie pittrici Elica e Luce. 

Segnalato dall’inequivocabile targa “FuturBalla”, nell’elegante quartiere delle Vittorie il portone di via Oslavia si apre su un’incredibile casa-fucina: tra mobili e piastrelle dipinte, utensili costruiti in famiglia, documenti memorabili, quadri, sculture, abiti disegnati e cuciti con fantasia pressoché inesauribile, è possibile leggere l’evoluzione dell’arte di Balla attraverso i decenni, dalla figurazione giovanile al futurismo e poi al realismo della maturità. Oppure semplicemente lasciar spaziare lo sguardo dal soggiorno alla cucina e alla stanza da bagno, pronti a lasciarsi investire da una valanga di energia e di stupore. 


CASA BALLA, Via Oslavia. Soggiorno I Foto M3Studio I Courtesy Fondazione MAXXI I © GIACOMO BALLA, by SIAE 2021

A una settimana dall’apertura dell’abitazione del maestro, un’anticipazione del progetto Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno si svela ai visitatori nella scenografica Galleria 5 del MAXXI. Arazzi, disegni, bozzetti, mobili e arredi firmati dal pittore dialogano qui con le creazioni contemporanee di architetti, artisti e designer internazionali, evidenziando tutta l’attualità della visione di Balla. Opere originali recentemente restaurate arrivano dall’appartamento di via Oslavia e dalle proprietà degli eredi dell’artista, ma anche da altre importanti raccolte private come la Collezione Laura e Lavinia Biagiotti e la Fondazione Biagiotti Cigna che, in omaggio alle ricerche di Balla nel campo della moda, hanno messo insieme oltre trecento dei suoi lavori. Tra questi spicca la porta del celebre Studiolo Rosso, un luogo iconico dell’arte del maestro. 


CASA BALLA, Via Oslavia. Camera di Elica dettaglio I Foto M3Studio I Courtesy Fondazione MAXXI I © GIACOMO BALLA, by SIAE 2021

Riunite per la prima volta in un’unica sede, al MAXXI le opere di Balla diventano un caleidoscopico crogiolo di ispirazioni. Lo scopriamo già nell’atrio, dove un’ipnotica installazione di Jim Lambie introduce gli ascensori che conducono alla Galleria 5. Grafiche, film, danza, moda, performance rendono omaggio alla fusione futurista delle arti con i lavori di Leonardo Sonnoli, Alex Cecchetti e Beka & Lemoine, creando un ponte tra gli spazi contemporanei del museo e la casa anni Trenta di via Oslavia. Le sculture in legno, bronzo e specchio di Emiliano Maggi ricordano l’interesse di Balla per la dimensione onirica e immaginifica della notte, mentre le fotografie di Carlo Benvenuto evocano la quotidianità dell’artista catturando i suoi oggetti domestici in un’atmosfera rarefatta. 
Si ispira alle asimmetrie dei mobili di Balla e alle sue amate compenetrazioni iridescenti l’avveniristico e coloratissimo tavolo in policarbonato trasparente disegnato per Cassina da Patrizia Urquiola. Lo ammiriamo poco prima di Camera Balla, versione filmica del lavoro degli architetti di Space Popular: una ricostruzione virtuale della casa dell’artista realizzata senza averla mai visitata, seguendo unicamente le suggestioni dei racconti e delle immagini. 


Alex Cecchetti, Trametes versicolor, 2021. Acquerello su carta I Collezione dell’artista

“Quella immaginata da Balla e dalle sue figlie è una modernità che oggi ci risulta molto familiare”, spiega Domitilla Dardi, curatrice del progetto insieme al direttore del MAXXI Bartolomeo Pietromarchi: “Parla di superamento delle barriere disciplinari, di contaminazioni e commistioni concettuali, di convivenza tra linguaggio astratto e figurativo. E soprattutto di identificazione tra arte e vita: vivere senza soluzione di continuità la propria arte è quello che rende il loro un ‘progetto diffuso’ che riguarda i quadri tanto quanto i piatti di ogni giorno, le sculture, gli arredi, ma anche i vestiti che indossavano diventando essi stessi opere d’arte semoventi. Non a caso i grandi progettisti degli anni Settanta avevano trovato in questo approccio le loro radici e i contemporanei riescono con agilità a proseguirne la riflessione, oggi che quel futuro è divenuto il nostro presente”.

Il progetto Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno è prodotto e realizzato dal MAXXI in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio, con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e il contributo di Banca d’Italia e degli sponsor Laura Biagiotti, Mastercard e Cassina. 


Space Popular, Camera Balla. Still da video

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