Spiritualità, cultura e tecnologie per il quarto centenario
La Basilica di San Pietro compie 400 anni e guarda al futuro
Interno della Basilica di san Pietro, Roma | Foto: sarra22 / Shutterstock.com
Francesca Grego
20/02/2026
Roma - Il 18 novembre del 1626 Papa Urbano VIII consacrava la nuova Basilica di San Pietro, sorta al posto della chiesa eretta da Costantino sulla tomba del primo Apostolo. A 400 anni dalla dedicazione, la Fabbrica di San Pietro è pronta a celebrare l’anniversario con un anno di eventi e iniziative che guardano lontano: momenti di spiritualità e di cultura, ma anche nuovi servizi digitali dedicati ai pellegrini e un’infrastruttura di altissima tecnologia per il monitoraggio e la salvaguardia della straordinaria architettura alla quale lavorarono Bramante, Michelangelo e Bernini.
Dopo il Giubileo della Speranza, i propositi per il 2026 parlano di accoglienza e di vicinanza alle persone, ma anche del desiderio di coniugare memoria e futuro nel luogo che è considerato il cuore della Cristianità, attualizzandone il messaggio. L’arte è in prima linea in questo programma: è stata inaugurata oggi la nuova Via Crucis del giovane artista svizzero Manuel Andreas Dürr, che sarà protagonista delle celebrazioni quaresimali, mentre nei prossimi mesi il cammino "Quo Vadis" inviterà a scoprire le testimonianze monumentali degli Apostoli nella città di Roma e una mostra racconterà le complesse vicende della progettazione e costruzione della Basilica, impressionante impresa corale pronta a rivivere dagli schizzi del Bramante al completamento per mano di Maderno. L’anniversario sarà ricordato perfino nel mondo della grafica grazie al nuovo font Michelangelus ispirato alla grafia del Buonarroti, presto disponibile nel pacchetto Office di Microsoft.
Accanto a un fitto calendario di appuntamenti religiosi che culminerà il 18 novembre 2026 - a 400 anni esatti dalla dedicazione - in una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Pontefice, sono le tecnologie a fare la parte del leone. Come nei secoli del Rinascimento e del Barocco, la Chiesa mostra una costante attenzione verso i linguaggi del presente. Nasce così l’Ecosistema Digitale fruibile sulla piattaforma www.basilicasanpietro.va, pensato per accompagnare l’esperienza di fedeli e visitatori nel luogo simbolo della Cristianità. Avviato in occasione del Giubileo, è ora disponibile in versione ampliata, per rispondere a ogni esigenza degli ospiti della Basilica. Audioguide in sette lingue conducono dalle Grotte di San Pietro alla Pietà di Michelangelo, fino alla Cupola, andando oltre la funzione informativa in un invito a riflettere e a vivere la Basilica come spazio di introspezione e di scoperta. Nuovo di zecca è lo Smart Pass, un servizio di prenotazione in tempo reale che favorirà l’ordinata gestione dei flussi grazie a un sistema avanzato di monitoraggio delle presenze. A breve, inoltre, verrà implementato il Social Wall, una sezione interattiva che permetterà a fedeli e turisti di raccontare la loro visita a San Pietro, trasformandoli in creatori di un’esperienza condivisa attraverso foto e messaggi.

Baldacchino di San Pietro (dettaglio), Gian Lorenzo Bernini, 1623-1634, Basilica di San Pietro a Roma
Ma il progetto più ambizioso è un altro. Oltre il Visibile è un sistema di monitoraggio strutturale, integrato e permanente ad alta precisione nato dalla collaborazione della Fabbrica di San Pietro con Eni, con l’obiettivo di preservare nel tempo la stabilità delle architetture della Basilica. Mai prima d’ora il monumento era stato studiato e mappato così accuratamente in tutte le sue parti, iniziando dal suolo e dal sottosuolo, dove quasi duemila anni fa per la costruzione della Basilica Costantiniana fu necessario livellare una collina. Indagini geofisiche, geologiche, topografiche e strutturali condotte su una superficie di circa 80 mila metri quadrati - dalle parti visibili, come la facciata, i colonnati, il corpo basilicale, le coperture e il sagrato, a quelle non visibili, come le Grotte Vaticane e la Necropoli - hanno concorso alla realizzazione del progetto: un vero e proprio viaggio “dietro le quinte” di San Pietro, che ha permesso di individuare le tracce degli interventi di ciascuno dei grandi architetti della Fabbrica. “Quella che non si vede è forse la parte più poetica e affascinante di questo progetto ”, ha osservato con emozione Fabrizio Mastai, Project Manager e Civil Engineering Knowledge Owner di Eni.
La ricerca iniziata nello sterminato Archivio Storico della Fabbrica di San Pietro, custode di volumi, progetti e manoscritti datati tra il XVI e il XVIII secolo, è sfociata infine nella creazione di un modello digitale tridimensionale che, attraverso tre reti di sensori installati sulle superfici del monumento, ne monitora in tempo reale lo stato di salute, fornendo informazioni precise al millimetro. Tra i sorvegliati speciali c’è il pilone della Veronica, uno degli elementi su cui insiste il peso del tamburo della cupola, che in passato ha evidenziato spostamenti meritevoli di attenzione seppur millimetrici.
“Negli ultimi anni come Fabbrica di San Pietro abbiamo avviato un percorso organico che ci ha portati a pensare la Basilica come un sistema vivo, da conoscere, custodire e comunicare con strumenti adeguati al nostro tempo”, ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro: “Il progetto realizzato con Eni e le altre iniziative che abbiamo presentato spingono lo sguardo verso il futuro, verso il quarto Millennio, unendo ricerca storica, studio scientifico e digitalizzazione, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della Basilica e di prendersene cura in modo sempre più consapevole. Se la tecnologia è guidata da visione e responsabilità condivise, può esprimere un linguaggio capace di aiutare l’uomo di oggi a leggere quell’intreccio di storia, arte e spiritualità che fa della Basilica di San Pietro un unicum nel mondo”.

La basilica di San Pietro, Roma | Foto: KKulikov
Dopo il Giubileo della Speranza, i propositi per il 2026 parlano di accoglienza e di vicinanza alle persone, ma anche del desiderio di coniugare memoria e futuro nel luogo che è considerato il cuore della Cristianità, attualizzandone il messaggio. L’arte è in prima linea in questo programma: è stata inaugurata oggi la nuova Via Crucis del giovane artista svizzero Manuel Andreas Dürr, che sarà protagonista delle celebrazioni quaresimali, mentre nei prossimi mesi il cammino "Quo Vadis" inviterà a scoprire le testimonianze monumentali degli Apostoli nella città di Roma e una mostra racconterà le complesse vicende della progettazione e costruzione della Basilica, impressionante impresa corale pronta a rivivere dagli schizzi del Bramante al completamento per mano di Maderno. L’anniversario sarà ricordato perfino nel mondo della grafica grazie al nuovo font Michelangelus ispirato alla grafia del Buonarroti, presto disponibile nel pacchetto Office di Microsoft.
Accanto a un fitto calendario di appuntamenti religiosi che culminerà il 18 novembre 2026 - a 400 anni esatti dalla dedicazione - in una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Pontefice, sono le tecnologie a fare la parte del leone. Come nei secoli del Rinascimento e del Barocco, la Chiesa mostra una costante attenzione verso i linguaggi del presente. Nasce così l’Ecosistema Digitale fruibile sulla piattaforma www.basilicasanpietro.va, pensato per accompagnare l’esperienza di fedeli e visitatori nel luogo simbolo della Cristianità. Avviato in occasione del Giubileo, è ora disponibile in versione ampliata, per rispondere a ogni esigenza degli ospiti della Basilica. Audioguide in sette lingue conducono dalle Grotte di San Pietro alla Pietà di Michelangelo, fino alla Cupola, andando oltre la funzione informativa in un invito a riflettere e a vivere la Basilica come spazio di introspezione e di scoperta. Nuovo di zecca è lo Smart Pass, un servizio di prenotazione in tempo reale che favorirà l’ordinata gestione dei flussi grazie a un sistema avanzato di monitoraggio delle presenze. A breve, inoltre, verrà implementato il Social Wall, una sezione interattiva che permetterà a fedeli e turisti di raccontare la loro visita a San Pietro, trasformandoli in creatori di un’esperienza condivisa attraverso foto e messaggi.

Baldacchino di San Pietro (dettaglio), Gian Lorenzo Bernini, 1623-1634, Basilica di San Pietro a Roma
Ma il progetto più ambizioso è un altro. Oltre il Visibile è un sistema di monitoraggio strutturale, integrato e permanente ad alta precisione nato dalla collaborazione della Fabbrica di San Pietro con Eni, con l’obiettivo di preservare nel tempo la stabilità delle architetture della Basilica. Mai prima d’ora il monumento era stato studiato e mappato così accuratamente in tutte le sue parti, iniziando dal suolo e dal sottosuolo, dove quasi duemila anni fa per la costruzione della Basilica Costantiniana fu necessario livellare una collina. Indagini geofisiche, geologiche, topografiche e strutturali condotte su una superficie di circa 80 mila metri quadrati - dalle parti visibili, come la facciata, i colonnati, il corpo basilicale, le coperture e il sagrato, a quelle non visibili, come le Grotte Vaticane e la Necropoli - hanno concorso alla realizzazione del progetto: un vero e proprio viaggio “dietro le quinte” di San Pietro, che ha permesso di individuare le tracce degli interventi di ciascuno dei grandi architetti della Fabbrica. “Quella che non si vede è forse la parte più poetica e affascinante di questo progetto ”, ha osservato con emozione Fabrizio Mastai, Project Manager e Civil Engineering Knowledge Owner di Eni.
La ricerca iniziata nello sterminato Archivio Storico della Fabbrica di San Pietro, custode di volumi, progetti e manoscritti datati tra il XVI e il XVIII secolo, è sfociata infine nella creazione di un modello digitale tridimensionale che, attraverso tre reti di sensori installati sulle superfici del monumento, ne monitora in tempo reale lo stato di salute, fornendo informazioni precise al millimetro. Tra i sorvegliati speciali c’è il pilone della Veronica, uno degli elementi su cui insiste il peso del tamburo della cupola, che in passato ha evidenziato spostamenti meritevoli di attenzione seppur millimetrici.
“Negli ultimi anni come Fabbrica di San Pietro abbiamo avviato un percorso organico che ci ha portati a pensare la Basilica come un sistema vivo, da conoscere, custodire e comunicare con strumenti adeguati al nostro tempo”, ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro: “Il progetto realizzato con Eni e le altre iniziative che abbiamo presentato spingono lo sguardo verso il futuro, verso il quarto Millennio, unendo ricerca storica, studio scientifico e digitalizzazione, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della Basilica e di prendersene cura in modo sempre più consapevole. Se la tecnologia è guidata da visione e responsabilità condivise, può esprimere un linguaggio capace di aiutare l’uomo di oggi a leggere quell’intreccio di storia, arte e spiritualità che fa della Basilica di San Pietro un unicum nel mondo”.

La basilica di San Pietro, Roma | Foto: KKulikov
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