La cultura che riparte

Roma dopo il lockdown: cinque luoghi imperdibili nella città eterna

Una visitatrice della Galleria Borghese scatta una foto alla Paolina Borghese di Antonio Canova durante il primo giorno di riapertura dopo il lockdown | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it
 

Samantha De Martin

20/05/2020

Roma - «Oggi abbiamo undici prenotati, ma il primo è già in ritardo. Poi, di fronte al termoscanner dovremmo posizionare uno sgabello altrimenti i bambini non arrivano all’altezza dello schermo».
Roma, Piazza del Campidoglio, ore 10 del 19 maggio. In effetti non è facile centrare, con il viso, l’ovale del monitor, soprattutto per i meno alti, che devono sollevarsi in punta di piedi per la misurazione della temperatura corporea. Non deve superare i 37.5 gradi, altrimenti niente accesso al museo.

• Visita silenziosa ai Musei Capitolini
Piccole prove nelle prime ore della ripartenza. È il primo giorno dopo il lockdown e fervono gli ultimi aggiustamenti per riservare agli ospiti la migliore accoglienza di sempre. Il primo visitatore dei Musei Capitolini si avvicina. “36” garantisce la voce robotica del rilevatore. Poi è il momento di disinfettare le mani con il gel all’esterno della biglietteria. Si entra.
All’ingresso del museo pubblico più antico al mondo il buongiorno degli addetti alle sale, armati di guanti e mascherine, filtra dai loro sguardi accoglienti. Prima di far passare gli zaini al metal detector bisogna inserirli in una busta che dovrà poi essere gettata dal visitatore stesso nella sala del guardaroba, a destra dell’ingresso.


Un'ospite dei Musei Capitolini effettua i controlli prima di accedere alle sale | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

Un signore rimane fuori. Non ha la MIC Card dei Musei di Roma, necessaria in questo primo giorno di apertura e fino al 21 maggio, assieme alla prenotazione online, anche questa obbligatoria. Dal 22 maggio invece il complesso museale sarà aperto a tutti, anche ai non possessori della MIC, dal lunedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30, ma sempre su prenotazione.

«Pazienza, tornerò un’altra volta» si rassegna senza tante polemiche il visitatore distratto.
«La procedura dell’acquisto da casa - spiegano dai Musei Capitolini - risulta necessaria per annullare le code in biglietteria, garantendo le fasce orarie. Una volta comprato il biglietto è sufficiente stampare la ricevuta e mostrarla cartacea o digitale all’ingresso del museo o della mostra prescelti».


Un visitatore dei Musei Capitolini durante il primo giorno di riapertura dopo il lockdown | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

Ecco un altro ospite. «Sono di Roma, era da tanti anni che non venivo ai Musei Capitolini e ho pensato che questo fosse il momento giusto. Senza turisti e con pochissima gente l’arte si riesce ad apprezzare di più».
In effetti l’atmosfera nelle sale, semideserte, è surreale. Due addette alle pulizie stanno ultimando gli ultimi ritocchi accarezzando  marmi con un panno morbido. Il percorso di visita è indicato dalle frecce rosse sul pavimento. Ma nella prima mattina di questo primo giorno di apertura non occorrono. I pochi visitatori arrivano alla spicciolata e il rischio di assembramento non c’è.

Tra le Veneri, il Bruto Capitolino, il Sileno Marsia, il bronzeo Marco Aurelio corre un sorriso malizioso, che rimbalza tra gli stucchi, sul pavimento di alabastro, tra le vetrine con le offerte votive, come se in questi due mesi di buio, lontano da sguardi indiscreti, i padroni di casa in marmo e bronzo ne avessero combinate delle belle.


I Musei Capitolini riaprono dopo il lockdown | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

• Visita in solitaria alla mostra su Canova a Palazzo Braschi
In una manciata di pedalate in una Roma sonnecchiante, ancora stordita dalla lunga chiusura e sorprendentemente silente, raggiungiamo Piazza Navona. Arianna e Lorenzo sono tra i primi a varcare l’ingresso di Palazzo Braschi. Sono giovanissimi, come molti dei visitatori del Museo di Roma in questo primo giorno di apertura dopo il lockdown.


Una visitatrice osserva la mostra dedicata a Canova a Palazzo Braschi | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

«Non volevamo perderci la mostra di Canova, ma soprattutto volevamo goderci le opere in solitudine, con calma» spiegano senza distogliere lo sguardo dai capolavori. Camminano tra le sale con lentezza, soffermandosi su ogni gesso e didascalia. Sono da poco passate le 11 e anche in questo museo i nove visitatori attesi in mattinata arrivano alla spicciolata. Possono entrarne 50 all’ora in visita al museo e 50 in visita alla mostra, anche qui esclusivamente su prenotazione.

Ad ogni passaggio, l’Amorino alto, la Danzatrice con le mani sui fianchi, la sublime Maddalena Penitente sembrano sobbalzare con intrepido slancio per accogliere gli ospiti con un respiro che si espande dal gesso e dal marmo e che si fa carezza nonostante le mascherine. Sono loro i protagonisti indiscussi del percorso Canova. Eterna Bellezza - che ha accolto oltre 145 mila visitatori con le 170 opere del Maestro e degli artisti a lui contemporanei - eccezionalmente prorogato fino al 21 giugno 2020 e visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 22.30.


Gli scatti di Mimmo Jodice per la mostra Canova. Eterna Bellezza a Palazzo Braschi | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

• Un insolito Caravaggio a San Luigi dei Francesi

«Ha per caso 50 centesimi? Perché il dispositivo che serve per illuminare Caravaggio non accetta altre monete. Guardi un po’ che meraviglia...». La signora con la mascherina colorata, in visita alla Chiesa di San Luigi dei Francesi, non smette di fotografare. È di Roma, ma guarda e riguarda la Cappella Contarelli come fosse la prima volta.

A un certo punto si accendono le luci e il Martirio di San Matteo, San Matteo e l'Angelo, la Vocazione di San Matteo illuminano gli occhi. Ci voleva questa boccata di bellezza dopo i tempi tristi del virus.
Sembra trascorsa una vita da quando, nei primi giorni di marzo, messer Merisi era finito anch’egli in quarantena in seguito alla chiusura “per misura precauzionale” della Chiesa che lo ospita, dopo che un prete della diocesi di Parigi - al suo ritorno dall’Italia, dopo essere stato, tra gli altri luoghi, anche a San Luigi dei Francesi - era stato ricoverato in un ospedale parigino perché risultato positivo al coronavirus. Eppure sono trascorsi solo due mesi. Riapre così anche questo scrigno a due passi da Palazzo Madama, una tappa imperdibile per chi abita a Roma.


Due visitatori fotografano i capolavori di Caravaggio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

Visita alla Galleria Borghese aspettando Caravaggio e una mostra dedicata all'arte contemporanea
Ad attendere i visitatori della Galleria Borghese - tanti giovani e soprattutto più numerosi rispetto a quelli degli altri musei riaperti - c’è lo sguardo rassicurante della canoviana Paolina accanto allo stupore della Direttrice Anna Coliva, incredula per una così affettuosa risposta da parte dei visitatori.

Anche nella Galleria immersa nel cuore di Villa Borghese, tempio di capolavori senza tempo come l’Apollo e Dafne, il Ratto di Proserpina, Enea, Anchise e Ascanio di Bernini, o ancora il Ritratto di uomo di Raffaello, o il San Girolamo di Caravaggio, gli ingressi sono contingentati e solo su prenotazione: 80 persone per turno (di due ore).


Alla Galleria Borghese una visitatrice fotografa la Paolina di Canova | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

I servizi di accoglienza - biglietteria, guardaroba, bookshop - sono situati nei box lungo il viale esterno della Galleria in modo da limitare la permanenza dei visitatori all’interno dell’edificio per il tempo strettamente necessario alla visita del museo. All’ingresso viene misurata la temperatura e i visitatori vengono invitati a disinfettare le mani con l'apposito gel. Nelle sale non c’è un percorso a terra che assicuri, come negli altri musei, il distanziamento tra i visitatori.


 Due ragazze in visita alla Galleria Borghese dopo il lockdown | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

«Sono stati due mesi terribili, faticosissimi - spiega la direttrice Coliva -. Tanti progetti si sono tristemente fermati. Abbiamo comunque utilizzato questa chiusura per lavorare  all’interno del museo, provvedendo a effettuare la pulizia (e non solo la sanificazione) delle sale, con tanto di ponteggi. I restauratori hanno provveduto a ripulire i soffitti, il sopra delle statue, gli affreschi, le pitture. Abbiamo effettuato importanti lavori di rilievo 3D sul museo, che ci permetteranno di realizzare un perfetto prodotto di realtà virtuale utile per le visite a distanza. Spero che i romani ne approfittino. Visitare il museo in queste condizioni di tranquillità è un’occasione irripetibile».


Una visitatrice della Galleria Borghese di fronte al San Girolamo di Caravaggio | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

Intanto slitta all’autunno il progetto dedicato a Caravaggio. Poi sarà la volta di una mostra dedicata all’arte contemporanea perché, come spiega Coliva «più che mai adesso serve l’occhio, la sensibilità, l’orecchio di un artista per spiegarci cosa abbiamo vissuto». Il nome c’è ma resta ancora top secret.


Nella Sala di Apollo e Dafne di Bernini, Galleria Borghese | Foto: © Samantha De Martin per ARTE.it

• A Palazzo delle Esposizioni tra gli scatti di Basilico
L’ultima tappa del primo giorno di riapertura a Roma ci porta al Palazzo delle Esposizioni dove riprende la mostra dedicata all’artista americano Jim Dine, con oltre 60 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, europee e americane, che rimarrà aperta fino a data da destinarsi. Sarà invece prorogata fino al 2 giugno Metropoli, l’esposizione dedicata a Gabriele Basilico, incentrata sul tema della città e che accoglie oltre 250 opere.

Anche per accedere al Palazzo di Via Nazionale è necessaria la prenotazione gratuita. L’ingresso avviene con biglietto elettronico o Print@Home da esibire al controllo accessi. E anche questa volta misurazione della temperatura e uso della mascherina, ingressi contingentati e scaglionati ogni mezz’ora con obbligo di seguire la segnaletica e mantenere la distanza di sicurezza.

L’emozione, in questo primo giorno che ha davvero le sembianze della prima volta in un museo, è forte. Tornando verso casa Piazza San Pietro sbuca da un Tevere smilzo. Torna alla mente l’immagine di papa Francesco, solo, di fronte al Crocifisso ligneo di San Marcello, sotto una pioggia sottile. Un’immagine intensa e drammatica che lascia oggi il posto a una Piazza San Pietro che riapre e ai romani che si godono il colonnato del Bernini ancora per qualche settimana sgombro dal viavai di sempre. Ma soprattutto allo scroscio delle fontane che, in questi mesi, come non mai, hanno ripreso a farsi sentire, con il loro respiro carico di energia, nell’abbraccio rassicurante di Roma.


Angelo Cricchi, Roma, Piazza San Pietro, Aprile 2020 | Foto: © Angelo Cricchi

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