Due proiezioni in agenda il 28 dicembre
Quella notte a Pompei
"Pompei dal British Museum"
L.S.
28/12/2013
Salerno - Sabato 28 dicembre, il Museo Archeologico Provinciale di Salerno presenta “Pompeii Live from British Museum”, documentario realizzato insieme alla mostra londinese “Life and death in Pompeii and Herculaneum”, dedicata all’antica civiltà impietrita dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
I visitatori del Museo, grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione Fonderie Culturali in collaborazione con la Provincia di Salerno, potranno così farsi travolgere dalla memoria viva di quella notte attraverso le due proiezioni fissate per le 19:00 e 21:00. E la struttura rimarrà aperta fino alle 22:30 inserendo l’evento nel programma Una Notte al Museo.
Non si tratta però di un’iniziativa di promozione culturale dell’Associazione, come spiega il Presidente di Fonderie Culturali, Giuseppe Ariano: “è una provocazione rivolta a chi lascia i preziosi reperti artistici italiani nei sotterranei dei musei, piuttosto che renderli fruibili”.
Il film non documenta infatti solo la ricostruzione dell’eruzione ma coinvolge lo spettatore in una visita guidata che ha la forma di un viaggio nel tempo. Il primo mai prodotto da un museo.
Una testimonianza di come la cultura resa più dinamica e alla portata di tutti possa umiliare i nostri “burocratismi”.
Consulta anche:
Pompei ed Ercolano sul grande schermo
Il regalo del Mibact
I visitatori del Museo, grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione Fonderie Culturali in collaborazione con la Provincia di Salerno, potranno così farsi travolgere dalla memoria viva di quella notte attraverso le due proiezioni fissate per le 19:00 e 21:00. E la struttura rimarrà aperta fino alle 22:30 inserendo l’evento nel programma Una Notte al Museo.
Non si tratta però di un’iniziativa di promozione culturale dell’Associazione, come spiega il Presidente di Fonderie Culturali, Giuseppe Ariano: “è una provocazione rivolta a chi lascia i preziosi reperti artistici italiani nei sotterranei dei musei, piuttosto che renderli fruibili”.
Il film non documenta infatti solo la ricostruzione dell’eruzione ma coinvolge lo spettatore in una visita guidata che ha la forma di un viaggio nel tempo. Il primo mai prodotto da un museo.
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