Fino al 9 gennaio al Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Etruschi e Magna Grecia: a Taranto un confronto inedito

Ricostruzione della Tomba di Poggio Pelliccia, nell'ambito della mostra Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto, al MArTA di Taranto | Courtesy MArTA
 

Samantha De Martin

23/07/2021

Taranto - La punica e l’etrusca. Due giganti dell’Italia antica, dai destini intrecciati dal mare, si incontrano al MArTA - Museo Archeologico Nazionale di Taranto - per una grande mostra-evento.
Accomunate da una produzione orafa straordinaria e da un legame con i centri commerciali più importanti del Mediterraneo, dall’Egeo all’Asia minore, la colonia spartana di Taras-Taranto e la famosa città della Dodecapoli etrusca Vatl-Vetulonia (in provincia di Grosseto) saranno al centro di un appuntamento archeologico in corso da oggi, 23 luglio, fino al 9 gennaio.

Nata nel X secolo a.C su una collina dominante il lago Prile, Vatl, inserita nel circuito dell’ambra, fonda la propria economia sull’estrazione e la lavorazione dei metalli, con sfarzosi corredi funebri che esibiscono carri, armi, uova di struzzo istoriate, avori intagliati. Le tecniche dello sbalzo, della filigrana, del pulviscolo racchiudono l’estro raffinato dei maestri orafi siriani.


Ricostruzione della Tomba di Poggio Pelliccia, nell'ambito della mostra Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto, al MArTA di Taranto | Courtesy MArTA

L’allestimento al MArTA - nato dalla visione scientifico-culturale della direttrice Eva Degl’Innocenti - coniuga il rigore scientifico con la spettacolarità della ricostruzione realizzata con l’arte della cartapesta di tradizione pugliese, di Putignano e Massafra, impiegata in una spettacolare ricostruzione.

“Non sarà una rassegna di oggetti in vetrina decontestualizzati - chiarisce in una nota l’istituzione tarantina - ma un’esposizione in un contesto funerario realistico del VII secolo a.C. con 27 reperti in arrivo direttamente dall’area etrusca di Vetulonia”.


Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto, al MArTA di Taranto | Courtesy MArTA

Per la prima volta, in scala reale sarà restituita alla fruizione del pubblico, e grazie all’impiego della cartapesta, il monumentale tumulo di Poggio Pelliccia innalzato a Vetulonia e che, sottoposto nei secoli saccheggi ed oggi privo della cupola e dei letti funebri in pietra, tornerà e essere visibile e tangibile all’interno del museo tarantino.
Grazie ad un filologico rilievo topografico basato su un rigoroso studio, nonché alla documentazione fotografica, ai visitatori sarà offerta la possibilità di entrare nel tumulo, attraversando il dromos che conduce all’interno della camera funeraria, per esplorare i reperti da Vetulonia ricostruiti del loro contesto. I materiali rinvenuti - vasi di bucchero etrusco, ceramiche da Corinto e dell’ambito greco-orientale - esemplificano l’elevato livello di benessere raggiunto dalle élites locali tra il VII e il V secolo a.C.
Il visitatore avrà così l’impressione di ripercorrere, assieme al defunto, l’itinerario dalla vita alla morte, rivivendo il rituale funerario e il senso del sacro al quale Etruschi e Magno Greci attribuivano grande importanza.
Fibule in oro con teoria di cavalieri, appliques in bronzo con raffigurati leoni, provenienti dal tumulo di Poggio Pelliccia, e ancora una parure in oro dall’area di necropoli di Ruvo di Puglia dialogheranno con corredi funebri della tomba di un fanciullo e con un leoncino in faïence da una sepoltura infantile.


Ricostruzione della Tomba di Poggio Pelliccia, nell'ambito della mostra Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto, al MArTA di Taranto | Courtesy MArTA

Una sezione della mostra, interamente dedicata a Taranto, offre ancora uno spaccato della vita funeraria della città e della società durante l’utilizzo del tumulo di Poggio Pelliccia, abbandonato intorno al 470 a.C. per effetto della trasformazione della società tarantina e della probabile introduzione di leggi finalizzate a contenere l’ostentazione del lusso in ambito funerario.

Nei due secoli che seguirono alla fondazione della città da parte dei coloni di Sparta, le necropoli si erano concentrate in prevalenza nell’area del Borgo e il rito funerario quasi esclusivo era l’inumazione. Se per tutto il VII secolo gli oggetti deposti nelle tombe erano pochi e di livello modesto, dai primi decenni del VI si intensificano le importazioni dell’area greco orientale e, accanto alle ceramiche laconiche, fecero la loro comparsa i vasi attici a figure nere, destinati a sostituire la ceramica corinzia sui mercati del Mediterraneo. Rari erano gli ornamenti personali nelle tombe femminili, assenti le fibule, più diffuse invece in Etruria.


Monili, “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto", al MArTA di Taranto | Courtesy MArTA

La mostra Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto rientra nel progetto scientifico-culturale in tre atti “Taras e Vatl” - a cura di Eva Degl’Innocenti e Simona Rafanelli - assieme al percorso Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia, inaugurato lo scorso giugno al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. A questi appuntamenti si aggiungerà un convegno internazionale in programma al MArTA dal 17 al 19 novembre.

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