GEN Z ART STORIEZ, il 1° dicembre il secondo episodio sui canali web e social

Alla Collezione Peggy Guggenheim la "Generazione Z" a tu per tu con le atmosfere oniriche di Magritte

 

Samantha De Martin

01/12/2021

Venezia - Una studentessa di giurisprudenza appassionata di musica e scherma, assieme a Marcello, studente di informatica, amante della fotografia, si immerge nell’atmosfera surreale di un tempo sospeso che Magritte affida al suo capolavoro, L’impero della luce, dove la combinazione paradossale del giorno e della notte, accompagna l’osservatore in un contesto reso ancora più straniante da un lampione acceso.
Una strada buia, di notte, sullo sfondo di un cielo blu, cosparso di vaporose nubi cumuliformi delinea l’atmosfera insolita della tela, capolavoro della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
Sofia e Marcello la osservano, condividendo quel sentimento di “sorpresa” e “incanto” che Magritte ha voluto trasmettere a chi guarda. Ne nasce un confronto che, travalicando i confini della pittura per estendersi alla fotografia, permette ai due ragazzi della "Generazione Z" di raccontare l’arte come piace a loro.

Sofia e Marcello sono i protagonisti del secondo episodio di Gen Z Art Storiez, una mini serie realizzata dalla Collezione Peggy Guggenheim in collaborazione con il team editoriale e creativo di ARTE.it, con il sostegno di Lavazza, Institutional Patron del museo dal 2016.
La seconda clip dedicata al capolavoro surrealista di Magritte sarà online da oggi, mercoledì 1° dicembre sui canali social e sul sito di ARTE.it e del museo.


Gen Z Art Storiez | © Collezione Peggy Guggenheim e ARTE.it | Courtesy of Lavazza

“Lo scorso anno, durante il lockdown - spiega la direttrice Karole P. B. Vail - il museo ha cominciato a riflettere su alcune attività destinate ai ragazzi tra i 17 e i 24 anni, con il desiderio di realizzare programmi pensati per e da loro che prevedessero anche la progettazione partecipata, per ascoltare le loro parole e renderli protagonisti attraverso la creazione di contenuti. Gen Z Art Storiez vede, fin dalle fasi iniziali della sua ideazione, la partecipazione attiva dei ragazzi di quella età, con i quali abbiamo avviato un dialogo reale e diretto che ci ha portato a creare insieme dei contenuti a loro destinati. Il nostro desiderio era, e rimane, quello di stabilire una conversazione con i giovani per realizzare iniziative e progettualità che ne interpretino la freschezza, ma che, con i loro interrogativi e riflessioni, possano anche raccontare l’arte come piace a loro”.

Come Alice C., Alice S., Enrico, Eugenia, Lorenzo, Maia, Pietro - alcuni studenti all’ultimo anno delle superiori, altri universitari o neo laureati, ma tutti di età compresa tra i 17 e i 24 anni, protagonisti degli altri tre episodi - anche Marcello e Sofia, nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni, raccontano l’arte dal loro punto di vista, illuminati dal contributo di chi, pur non essendo un critico d’arte, pensa “fuori dal coro”, accendendo una riflessione su quei capolavori ammirati solitamente troppo in fretta.


René Magritte, L’impero della luce, 1953-54, Olio su tela, 131.2 x 195.4 cm, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © René Magritte, by SIAE 2021

“Fare parte di questo progetto così innovativo e entusiasmante - racconta Sofia - accompagnata da un gruppo dinamico di giovani come me, è stato motivo di nuove riflessioni e prospettive, di condivisione e di crescita. Avere avuto modo poi di trascorrere diverse giornate al museo, potendomi immergere nell'atmosfera sospesa e magica che contraddistingue la Collezione Peggy Guggenheim, mi ha permesso di creare ricordi indelebili e di riscoprire l’arte con occhi nuovi”.

La dimensione onirica, centrale nell’opera dell’artista belga, è altrettanto presente nell’immaginario visivo del fotografo pugliese Piero Percoco i cui scatti, che trascendono la realtà del mondo visibile, sono approdati alle pagine del New Yorker e del British Journal of Photography.
A Percoco Marcello e Sofia si rivolgono per rintracciare l’esistenza di un contesto surrealista e onirico anche nella fotografia. Che cos’è che accomuna i quadri di Magritte ai contesti immortalati dall’obiettivo del fotografo pugliese? La risposta è racchiusa nella clip, dove i contesti ripresi dal pittore e le situazioni immortalate dal fotografo sembrano sovrapporsi, fino a sfumare e confondersi.


Piero Percoco | Courtesy Peggy Guggenheim

“Non ero mai entrato alla Collezione Peggy Guggenheim ed è stato illuminante - confessa Piero Percoco -. Vedere dal vivo L’impero della luce è stata un’emozione. L’aver creato una connessione con la "Generazione Z" è stato super interessante perché mi ha permesso di imparato qualcosa di nuovo sul mio stesso lavoro. Siamo abituati solitamente a guardare le immagini sugli smartphone, sugli schermi… Appena ho visto L’impero della luce ho notato una serie di dettagli che sullo schermo sfuggono, come il masso a terra che si intravede appena, il muro all’angolo, il cielo di giorno, elemento importante che tuttavia emerge solo in un secondo momento”.

Percoco, protagonista di questo secondo episodio, è uno dei quattro ospiti scelti dal team, secondo un gioco di affinità elettive, invitati a dialogare con i ragazzi in uno scambio reciproco di idee e opinioni. D’altra parte è anche questo l’obiettivo di Gen Z Art Storiez: accendere una riflessione su quei capolavori ammirati solitamente troppo in fretta, facendo scorgere l’ “invisibile”.


Piero Percoco con il team di Gen Z Art Storiez | Courtesy Peggy Guggenheim

“La co-produzione con la Collezione Peggy Guggenheim e ARTE.it - commenta Marcello - mi ha permesso di conoscere a pieno il museo e le sue dinamiche e mi ha coinvolto in un'indagine minuziosa sulle diverse opere del museo che hanno stimolato un'importante riflessione di ampio respiro sui paradigmi socioculturali del nostro tempo”.

I quattro video co-progettati insieme al team di ragazzi della "Generazione Z", attraverso alcune opere del museo, hanno l’obiettivo di fare emergere temi in linea con i loro interessi, legati all’attualità, e a cui questo gruppo dà voce per far arrivare il messaggio sia ai coetanei che al pubblico tutto.
 Dopo il musicista Lorenzo Senni e il fotografo Piero Percoco, il terzo episodio, il prossimo mercoledì 8 dicembre, avrà come protagonista Alice C. ed Eugenia che, affiancate dall’attivista Carlotta Vagnoli, dialogheranno al cospetto dell’enigmatica opera di Leonor Fini La pastorella delle sfingi. Seguirà, il 15 dicembre, l’ultimo video che accoglierà il confronto sull’opera di Umberto Boccioni, Dinamismo di un cavallo in corsa + case, emblema dell’avanguardia futurista. Stay tuned!

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