Gen Z Art Storiez, dal 24 novembre sui canali web e social

Alla Peggy Guggenheim la "Generazione Z" interpreta i grandi maestri dell'arte

 

Samantha De Martin

24/11/2021

Venezia - Cosa ci fanno nove ragazzi della "Generazione Z", affiancati da un musicista, da due fotografi, da un’attivista, al cospetto del Paesaggio con macchie rosse n.2 di Vasily Kandinsky, de L’impero della luce di René Magritte o de La pastorella delle sfingi di Leonor Fini?
Nelle sale della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia raccontano l’arte come piace a loro, illuminati dal punto di vista di chi, pur non essendo un critico d’arte, pensa “fuori dal coro”, accendendo una riflessione su quei capolavori ammirati solitamente troppo in fretta.

È se è vero che l’attualità delle opere d’arte sta principalmente nello sguardo di chi le osserva, e in una rinnovata interpretazione, allora il team di ragazzi tra i 17 e i 24 anni, ha davvero fatto centro.

Alice C., Alice S., Enrico, Eugenia, Lorenzo, Maia, Marcello, Pietro, Sofia - alcuni studenti all’ultimo anno delle superiori, altri universitari o neo laureati - amano l’arte, in ogni sua forma. E l’arte la leggono, interpretandola alla luce del contemporaneo, affondando i loro sguardi indagatori su una delle collezioni tra le più importanti al mondo, attualizzando i temi racchiusi in alcuni capolavori e stimolando un appassionato dibattito sul nostro vivere quotidiano.

Il loro megafono artistico per arrivare al pubblico, di coetanei e non, e per sviluppare un personale pensiero critico si chiama Gen Z Art Storiez, una mini serie realizzata dalla Collezione Peggy Guggenheim in collaborazione con il team editoriale e creativo di ARTE.it, con il sostegno di Lavazza, Institutional Patron del museo dal 2016.


Gen Z Art Storiez | © Collezione Peggy Guggenheim

A partire da oggi, 24 novembre, e per i successivi mercoledì, quattro video verranno condivisi sui canali web e social del museo, sul sito di ARTE.it e sui canali social di Lavazza Official, dando spazio al team di ragazzi che racconterà, attualizzandoli, quattro capolavori della Collezione Peggy Guggenheim: Paesaggio con macchie rosse n.2 di Vasily Kandinsky, L’impero della luce di René Magritte, La pastorella delle sfingi di Leonor Fini e Dinamismo di un cavallo in corsa + case di Umberto Boccioni.
Ad affiancarli saranno, di volta in volta, quattro guest scelti dai ragazzi stessi e invitati a rapportarsi con l’arte dei quattro pittori, in uno scambio reciproco di idee e opinioni su tematiche e valori che rendono queste opere incredibilmente attuali.

“Lo scorso anno, durante il lockdown - spiega la direttrice Karole P. B. Vail - il museo ha cominciato a riflettere su alcune attività destinate ai ragazzi tra i 17 e i 24 anni, con il desiderio di realizzare programmi pensati per e da loro che prevedessero anche la progettazione partecipata, per ascoltare le loro parole e renderli protagonisti attraverso la creazione di contenuti. Gen Z Art Storiez vede, fin dalle fasi iniziali della sua ideazione, la partecipazione attiva dei ragazzi di quella età, con i quali abbiamo avviato un dialogo reale e diretto che ci ha portato a creare insieme dei contenuti a loro destinati. Il nostro desiderio era, e rimane, quello di stabilire una conversazione con i giovani per realizzare iniziative e progettualità che ne interpretino la freschezza, ma che, con i loro interrogativi e riflessioni, possano anche raccontare l’arte come piace a loro”.

Davanti al paesaggio astratto di Kandinsky, al centro del primo video, Pietro ed Enrico, “illuminati” dal compositore Lorenzo Senni, affrontano il rapporto che lega arte e musica, fondamentale tanto per l’artista russo, autore de Lo spirituale nell’arte, quanto per il musicista che svela come l’arte visiva abbia sempre influenzato la sua musica. “Mi serve trovare un corrispettivo anche nell’arte visiva per giustificare e sviluppare il mio lavoro - spiega Senni - questa necessità di parlare di qualcosa senza descriverla. Mi sono divertito a coniare dei termini tipo “pontillistic trance” per dare degli indizi anche visivi, e quindi di suoni molto brevi e molto precisi”.


Con Lorenzo Senni dal backstage di GEN Z ART STORIEZ, Venezia 2021 | © ARTE.it Originals

Paesaggio con macchie rosse n.2 di Vasily Kandinsky è il primo quadro oggetto del confronto tra i giovani protagonisti della Guggenheim e i loro ospiti.

“Ad appassionarmi di più di tutto il progetto - spiega Enrico - è stata la possibilità di poter apprezzare l’originale punto di vista di chi, come i nostri guest, non è un critico d’arte, ma pensa fuori dal coro. Il confronto con artisti che si sanno distinguere nel proprio campo è stato stimolante e mi ha permesso di sviluppare un pensiero critico. Ho anche avuto modo di soffermarmi di più su quei capolavori della Collezione che avevo finora osservato superficialmente, senza andare realmente in profondità”.

La relazione tra sogno e realtà, incanto e sorpresa è invece centrale nel dialogo tra Marcello, Sofia e il fotografo Piero Percoco, a confronto davanti al capolavoro di Magritte, L’impero della luce, che condivide con l’immaginario visivo del fotografo quella dimensione onirica e surreale, centrale nell’opera del pittore belga.
“Non ero mai entrato alla Collezione Peggy Guggenheim - racconta Percoco - ed è stato illuminante. Vedere dal vivo L’impero della luce è stata un’emozione indescrivibile a parole. La connessione che la Collezione Peggy Guggenheim è riuscita a creare con la Generazione Z mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo anche sul mio lavoro, sulla base della chiacchierata con Sofia e Marcello, ragazzi veramente in gamba”.

La parità di genere e il ruolo della donna oltre gli stereotipi di genere - tematiche attuali e urgenti del vivere contemporaneo - emergono invece dal dialogo tra Alice C., Eugenia, e la scrittrice e attivista Carlotta Vagnoli. I loro sguardi sono tutti rivolti all’enigmatica figura femminile dalla provocante fisicità, protagonista de La pastorella delle sfingi della pittrice argentina Leonor Fini.


© Peggy Guggenheim Collection | Foto: Matteo De Fina

L’ultimo video accoglie infine il confronto sull’opera di Umberto Boccioni, Dinamismo di un cavallo in corsa + case, emblema dell’avanguardia futurista. Il tema della velocità e del movimento stuzzica il confronto tra Lorenzo, Alice S. e Matteo Marchi, fotografo sportivo per anni sul parquet delle grandi sfide dell’NBA, e che proprio su quella dinamicità, per lui sinonimo di libertà, focalizza i suoi scatti.
“Aver partecipato a questo progetto - confessa Alice - ha rappresentato un'occasione unica per poter dar voce a noi ragazzi della Generazione Z, e soprattutto per dimostrare quanto l'arte possa essere letta anche in chiave contemporanea, collegata a tematiche attuali. Fondamentale, in questo, è stato il dialogo con i guest, con i quali è stato possibile uno scambio di idee sui nostri interessi e sui valori che queste opere d'arte della Collezione ci trasmettono. Così come questa esperienza ha permesso a me di conoscere più a fondo l'opera di Leonor Fini e degli altri artisti presentati nel progetto, spero che questi video possano avvicinare sempre più ragazzi e ragazze al mondo dell'arte”.

Il dialogo tra la Collezione Peggy Guggenheim e questo consolidato team di giovani proseguirà anche nel 2022, attraverso nuovi progetti legati alle tante attività in programma, come la mostra temporanea Surrealismo e magia. La modernità incantata che aprirà al pubblico il 9 aprile 2022 con Public Programs ad essa correlati.


© Peggy Guggenheim Collection | Foto: Matteo De Fina

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