Le Son de l’Art: l’Écho de la Matière - Biennale Arte Venezia 2026
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Isola di S.Servolo - Padiglione Guinea
Indirizzo: Isola di San Servolo
Orari: Mar - Dom 11.00 - 19.00 | Lun chiuso (Estivo); Mar - Dom 10.00 - 18.00 (Autunnale)
Curatori: Bilia Bah (commissioner) Carlo Stragapede (curator)
La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia di Koyo Kouoh si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 sotto il tema “In Minor Keys”. Questo titolo evoca tonalità musicali malinconiche e introspettive, invitando a esplorare narrazioni intime, sfumate o marginalizzate che spesso non trovano spazio nel coro dominante. Kouoh suggeriva una mostra incentrata su sottigliezze e resistenze nascoste, sintonizzandosi come un jazzista su mutazioni che possiedono forza e significato straordinario.
In questo scenario si inserisce la storica partecipazione della Repubblica di Guinea che, per la prima volta, presenta un padiglione nazionale. L’esposizione, intitolata “Le Son de l’Art: l’Écho de la Matière”, troverà sede presso l’Isola di San Servolo. La scelta della location è profondamente simbolica: da antico monastero, a ospedale psichiatrico, ultimamente convertita in struttura polifunzionale, San Servolo è un luogo dove le “minor keys” — note basse di isolamento e silenzio — risuonano con potenza, trasformando il vuoto in presenza assoluta. Il padiglione propone un dialogo universale tra la materia guineana e l’arte contemporanea europea. Non si tratta di una sterile ricerca di influenze, ma di una risonanza d’anime basata sulla condizione umana e sulla dignità. L’arte guineana, legata a funzioni rituali e spirituali, espresse attraverso suoni e colori, si confronta con la sensibilità europea: riattualizza i propri codici per abitare le dinamiche della globalizzazione e le complesse stratificazioni dell’identità post-coloniale. A San Servolo l’allestimento trasforma lo spazio in un diario visivo immersivo: gli arazzi fluttuano come manifesti di libertà, mentre la successione delle opere segue il flusso di un’onda sonora, una narrazione in tono minore. Il progetto riflette anche il potenziale economico di rinascita della nazione con il programma strategico Simandou 2040.
Artisti in esposizione
Francesco Tullio Altan, Paola Arrigoni, Bella Bah, Nino Barone, Stefania Basso, Emiliano Bazzanella, Giuliana Bellini, Milena Bellomo, Bluer (Lorenzo Viscidi), Alda Bòscaro, Alessandro Cadamuro, Carmine Calvanese, Carmela Candido, Giancarlo Caneva, Tommaso Cascella, Giancarlo Cazzaniga, Bruno Ceccobelli, Giorgio Celiberti, Giorgio Celiberti Jr., Maurizio Cervellati, Marco Ciani, Massimo Clemente, Bachir DiaIlo, Bruno Donzelli, Mauro Filigheddu, Mirko Filipuzzi, Pasquale Fraccalvieri, Ferruccio Franz, Carla Galli Morandi, Omar Galliani, Andrea Marco Ghia, King Emmanuel, Gianni Maglio, Paolo Marazzi, Rossella Marchesin, Marvin, Enzo Migneco (Togo), Zdravko Milić, Giampaolo Muliari, Lucia Paese, Bruno Paladin, Giorgio Pastres, Ottavio Pinarello, Giuseppina Pioli, Manuela Pittana, Adriano Piu, Stefano Pizzi, Claudia Raza, Rosaspina, Andrea Rossi Andrea, Marco Nereo Rotelli, Gernot Schmerlaib (BIX), Cesare e Noah Serafino, Alessio Serpetti, Leo Strozzieri, Sékou Oumar Thiam, Lucia Tomasi, Angelo Toppazzini, Maurizio Valdemarin, Andrea Vizzini, Luciana Zabarella, Marina Zambon, Tono Zancanaro, Leonardo Zanin;
In questo scenario si inserisce la storica partecipazione della Repubblica di Guinea che, per la prima volta, presenta un padiglione nazionale. L’esposizione, intitolata “Le Son de l’Art: l’Écho de la Matière”, troverà sede presso l’Isola di San Servolo. La scelta della location è profondamente simbolica: da antico monastero, a ospedale psichiatrico, ultimamente convertita in struttura polifunzionale, San Servolo è un luogo dove le “minor keys” — note basse di isolamento e silenzio — risuonano con potenza, trasformando il vuoto in presenza assoluta. Il padiglione propone un dialogo universale tra la materia guineana e l’arte contemporanea europea. Non si tratta di una sterile ricerca di influenze, ma di una risonanza d’anime basata sulla condizione umana e sulla dignità. L’arte guineana, legata a funzioni rituali e spirituali, espresse attraverso suoni e colori, si confronta con la sensibilità europea: riattualizza i propri codici per abitare le dinamiche della globalizzazione e le complesse stratificazioni dell’identità post-coloniale. A San Servolo l’allestimento trasforma lo spazio in un diario visivo immersivo: gli arazzi fluttuano come manifesti di libertà, mentre la successione delle opere segue il flusso di un’onda sonora, una narrazione in tono minore. Il progetto riflette anche il potenziale economico di rinascita della nazione con il programma strategico Simandou 2040.
Artisti in esposizione
Francesco Tullio Altan, Paola Arrigoni, Bella Bah, Nino Barone, Stefania Basso, Emiliano Bazzanella, Giuliana Bellini, Milena Bellomo, Bluer (Lorenzo Viscidi), Alda Bòscaro, Alessandro Cadamuro, Carmine Calvanese, Carmela Candido, Giancarlo Caneva, Tommaso Cascella, Giancarlo Cazzaniga, Bruno Ceccobelli, Giorgio Celiberti, Giorgio Celiberti Jr., Maurizio Cervellati, Marco Ciani, Massimo Clemente, Bachir DiaIlo, Bruno Donzelli, Mauro Filigheddu, Mirko Filipuzzi, Pasquale Fraccalvieri, Ferruccio Franz, Carla Galli Morandi, Omar Galliani, Andrea Marco Ghia, King Emmanuel, Gianni Maglio, Paolo Marazzi, Rossella Marchesin, Marvin, Enzo Migneco (Togo), Zdravko Milić, Giampaolo Muliari, Lucia Paese, Bruno Paladin, Giorgio Pastres, Ottavio Pinarello, Giuseppina Pioli, Manuela Pittana, Adriano Piu, Stefano Pizzi, Claudia Raza, Rosaspina, Andrea Rossi Andrea, Marco Nereo Rotelli, Gernot Schmerlaib (BIX), Cesare e Noah Serafino, Alessio Serpetti, Leo Strozzieri, Sékou Oumar Thiam, Lucia Tomasi, Angelo Toppazzini, Maurizio Valdemarin, Andrea Vizzini, Luciana Zabarella, Marina Zambon, Tono Zancanaro, Leonardo Zanin;
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