Unforgettable. Women artists from Antwerp to Amsterdam, 1600–1750

Judith Leyster, Self-Portrait, c. 1630, Oil on canvas, National Gallery of Art, Washington, DCGift of Mr. and Mrs. Robert Woods Bliss

 

Dal 7 March 2026 al 31 May 2026

Ghent |

Luogo: Museum of Fine Arts Ghent

Indirizzo: Fernand Scribedreef 1

Orari: Mar - Ven 9.30 - 17.30 | Sab - Dom 10 - 18 | Lun chiuso

Costo del biglietto: 19 €

Telefono per informazioni: +32 9 323 67 00

E-Mail info: museum.msk@stad.gent

Sito ufficiale: http://www.mskgent.be


Artisti di successo come Rembrandt van Rijn (1606–1669), Johannes Vermeer (1632–1675), Frans Hals (1582–1666), Peter Paul Rubens (1577–1640) e Anthony van Dyck (1599–1641), insieme a innumerevoli colleghi uomini, dominano la narrazione storico-artistica dei Paesi Bassi del XVII secolo. Grazie alle numerose mostre monografiche dedicate alle loro opere negli ultimi decenni, il loro lavoro è conosciuto in tutto il mondo, ampiamente riconosciuto e giustamente ammirato. La loro fama, tuttavia, contrasta nettamente con quella delle artiste donne dello stesso periodo e dello stesso contesto geografico-culturale.

Sebbene un numero limitato di importanti mostre monografiche dedicate ad artiste dei Paesi Bassi, come Clara Peeters (ca. 1587–dopo il 1637) e Michaelina Wautier (1604–1689), abbia recentemente attirato l’attenzione di un vasto pubblico offrendo preziose informazioni sulle loro vite e sulle loro opere, non è mai stata realizzata una grande mostra di ampio respiro dedicata al contributo delle donne alle arti nei Paesi Bassi del Seicento. Il MSK e il NMWA intendono colmare questa lacuna con Unforgettable. A partire dall’autunno 2025, la mostra offrirà una rara opportunità di vedere in un unico luogo le opere di quaranta diverse artiste, permettendo di comprendere il loro apporto a uno dei periodi artisticamente più ricchi della storia dei Paesi Bassi. L’esposizione non si limita alla pittura, ma presenta una grande varietà di linguaggi delle arti visive, ampliando in modo significativo la nostra comprensione della fiorente economia artistica dell’“Età dell’Oro”.

L’impatto di oltre quaranta donne

Con questo progetto espositivo si intende mettere in discussione l’idea comunemente accettata secondo cui le artiste donne sarebbero state semplici eccezioni. Presentando il lavoro di più di quaranta donne, ciascuna con una personalità e una biografia uniche, si crea un dialogo articolato all’interno di un quadro contestuale che offre maggiore profondità, comprensione e consapevolezza dell’impatto e della portata delle aspettative sociali rivolte alle donne dell’epoca, nonché della loro evoluzione nel tempo. Vengono inoltre messi in luce i molteplici modi in cui queste donne, a partire dalla propria identità di artiste, hanno affrontato e interpretato tali aspettative. Il carattere “corale” della mostra offre anche un’occasione privilegiata per evidenziare le interconnessioni tra le artiste e le reti sociali, professionali ed economiche in cui si muovevano.

Pittura, scultura, incisione… e molto altro

È opinione diffusa che le artiste abbiano avuto un’influenza marginale nelle discipline artistiche dominate dagli uomini, come pittura, scultura e incisione. La mostra intende mettere in discussione questa convinzione, evidenziando al contempo il contributo straordinario delle donne in altri ambiti artistici. Si pensi al découpage su carta, all’incisione su vetro, alla calligrafia, al merletto e al ricamo: tutte forme artistiche che, pur avendo un valore specifico e peculiare, sono raramente valorizzate. Il merletto è un esempio emblematico. La maggior parte delle donne che realizzavano opere di grande bellezza in questo campo apparteneva a classi sociali inferiori e, nonostante i loro lavori fossero molto richiesti dalle élite, queste artiste sono rimaste in gran parte anonime. Questo fenomeno è strettamente legato alla gerarchia tradizionale delle arti, che distingue tra arti “maggiori” e “applicate”, assegnando a queste ultime un valore e una qualità inferiori. Tale percezione ha contribuito alla progressiva rimozione dalla memoria storica di un ampio gruppo di artiste, incluse quelle che furono innovatrici, collezioniste o commercianti nell’economia artistica del loro tempo. Presentare le loro opere in mostra significa non solo restituire loro visibilità, ma anche dimostrare la qualità dei manufatti e l’elevato livello di competenza con cui furono realizzati. Le vendite oltre i confini nazionali e i prezzi, spesso superiori a quelli dei dipinti, parlano — allora come oggi — da soli.

Un percorso tematico per una nuova prospettiva sulle artiste

Attraverso un percorso tematico, i visitatori vengono guidati alla scoperta delle opere e del mondo affascinante di oltre quaranta artiste note per nome, accanto ai lavori di numerose donne anonime, ugualmente parte di questa ricca storia. La mostra si articola in quattro grandi sezioni, suddivise in temi e distribuite in otto sale museali, accompagnando il pubblico da una dimensione micro a una macro del vissuto di queste donne.

L’esposizione si apre con la sezione Presenza, articolata nei temi Identità e Tradizione e Ambizione. Qui si dimostra come le artiste abbiano avuto un ruolo attivo in quasi tutte le discipline artistiche immaginabili. Allo stesso tempo, viene sottolineata l’importanza di considerarle come individui unici, ciascuna con una propria identità sociale e aspirazioni artistiche. Attraverso autoritratti e ritratti realizzati da contemporanei, il visitatore entra in contatto diretto con queste donne, immergendosi nel loro ambiente di vita. Le opere esposte, realizzate in diversi generi, stili e media, offrono anche un campionario rappresentativo della cultura visiva olandese del lungo Seicento, permettendo di apprezzare il talento, le competenze, la conoscenza della tradizione artistica e le ambizioni personali delle artiste.

La sezione successiva, Scelte, è suddivisa nei temi Legami familiari e Aspettative sociali. Qui si analizza l’influenza della società sulle decisioni delle donne come artiste e come individui. Attraverso presentazioni tematiche delle loro opere, si esaminano le possibilità di formazione artistica, il ruolo dell’ambiente familiare, lo status socioeconomico, il matrimonio, la maternità e le diverse forme di pressione sociale che condizionavano l’attività artistica femminile.

La terza sezione, Economia, con i temi Reti locali e Reti globali, esplora l’impatto del lavoro artistico delle donne sulle economie del lusso locali e internazionali dei Paesi Bassi, fiorite grazie a reti commerciali che si estendevano fino al Sud America e all’Asia. I visitatori scoprono il ruolo delle donne come produttrici e fornitrici di beni di lusso — dai dipinti alle sculture, dai découpage ai merletti e ai ricami — e le reti amicali, intellettuali, artistiche e commerciali che resero possibile questa attività. All’interno di questi temi si approfondisce anche il modo in cui le opere riflettevano la crescente globalizzazione dell’epoca. Attraverso diversi casi di studio, viene analizzato come l’espansione del commercio coloniale abbia offerto nuove opportunità alle donne, pur implicando anche benefici derivanti da un sistema economico fondato sulla schiavitù.

La sezione finale, Valore ed eredità, rappresenta il culmine del percorso espositivo. Qui il pubblico è invitato a riflettere sul contrasto tra la fama di cui queste donne godevano in vita e la relativa oscurità in cui sono cadute in seguito. La sezione evidenzia inoltre i cambiamenti nel valore monetario e sociale delle loro opere dal momento della creazione a oggi, con particolare attenzione all’influenza del genere sul riconoscimento dell’opera. Infine, si analizzano le strategie adottate dalle artiste e dal loro ambiente per preservare il proprio lascito artistico, il nome e la memoria, interrogandosi su come continuare oggi questo lavoro di riscoperta e valorizzazione.


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