Zhensheng: l’odissea di un fotografo
Il fotografo Li Zhensheng
03/02/2004
Prima mostra in Italia per il grande fotografo cinese Li Zhensheng. Palazzo Magnani di Reggio Emilia, presenta, in una interessantissima mostra, la testimonianza fotografica di quel cataclisma sociale che fu la Rivoluzione Culturale Cinese; un fenomeno storico che provocò centinaia di migliaia di morti. Dopo il grande successo ottenuto all’Hôtel de Sully di Parigi, arriva anche nel nostro paese Li Zhensheng. L’odissea di un fotografo cinese nella Rivoluzione Culturale (1966-1976).
Li Zhensheng nasce nel 1940. Dopo aver frequentato la Scuola di Cinema a Changchun, il governo cinese decide di riconvertire la professione da lui scelta, in un’attività giudicata più utile, quella di ”fotografo della stampa”. Cancellato così il suo sogno di diventare regista, ottiene un posto al Quotidiano di Heilongjiang, con sede ad Harbin, capitale della provincia settentrionale, vicino alla frontiera con l’Unione Sovietica.
Attirato dalla Rivoluzione Culturale, Zhensheng comprende il ruolo straordinario che possono avere i fotografi e fonda all’interno del giornale un gruppo di rivolta. Dopo aver ricevuto dal governo il riconoscimento di ”soldato rosso dell’attualità”, il fotografo entra rapidamente in conflitto con le gerarchie del giornale, a causa del suo desiderio di documentare tutti gli avvenimenti che lo circondano.
Censurato per ”essersi discostato dalla linea editoriale”, accusato di essere un ”nuovo piccolo borghese” e persino un ”agente dello straniero”, il 26 dicembre 1968, il fotografo viene messo su un podio nei locali del giornale, e sottoposto a una denuncia pubblica. Inviato in campagna per essere rieducato, trascorre due anni di lavori forzati in una ”scuola di correzione”. Solo nel 1972 l’artista riconquista il posto di responsabile del servizio fotografico al quotidiano del partito comunista del nord-est della Cina.
Il percorso espositivo curato da Robert Pledge e Gabriel Bauret, presenta 140 scatti di Zhensheng del periodo in cui lavorava per il Quotidiano di Heilongjiang. Le foto in mostra, che furono scattate e sviluppate dall’artista stesso, durante la Rivoluzione Culturale, sono divise in cinque sezioni principali: Ribellarsi è giusto, preludio alla Rivoluzione Culturale; Fuoco sul quartiere generale, 1966; Il sole rosso nei nostri cuori, 1967; La rivoluzione non è un pranzo di gala, 1968-1972; Morire combattendo, 1972-1976
Le splendide immagini dell’artista, che costituiscono l’unica testimonianza fotografica della Rivoluzione Culturale sono rimaste segrete fino ad oggi, fatta eccezione per venti scatti la cui pubblicazione fu autorizzata nel 1988. Con la circolazione delle venti immagini, il fotografo ottenne il primo premio per il concorso fotografico nazionale cinese National Press Association Photo Competition.
Li Zhensheng. L’odissea di un fotografo cinese nella Rivoluzione Culturale (1966-1976)
Fino al 15 febbraio 2004
Palazzo Magnani
Corso Garibaldi 29, Reggio Emilia
Tel. 0522 454437
www.palazzomagnani.it
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