Osborne Studio Gallery Londra | Fino al 12 ottobre 2017
The Osborne Studio Gallery celebra il ritorno a Londra del Maestro inglese con un'affascinante retrospettiva dedicata ai cinquant'anni trascorsi nella sua Venezia.
Geoffrey Humphries dipinge senza sosta, da quando le luci del mattino cominciano a riverberare oltre il Bacino di San Marco e poi sulle acque del Canale della Giudecca, sotto la grande quadrifora del suo studio, fino all'ultimo raggio di quel glorioso tramonto, che in certi giorni attraversa la laguna irradiando le ampie vetrate di un cremisi portentoso.
Nello studio del pittore l'aria sa di trementina, un mix indefinito tra benzina ed essenza di fiori d'arancio. L'aria è luce e i colori sembra quasi di respirarli, in una dimensione rarefatta e sospesa, tra il presente di una posa che sembra eterna, i venti minuti di una storia inventata, raccontata sulla tela in un giorno limpido d'inverno, e l'indelebilità che ogni singola pennellata conquisterà tra circa cento anni.
Il tempo si dilata, oltre l'immobilità dei muscoli tesi a impersonare una figura, ad evocare notti d'estate o carnevali lontani, finché i minuti cominciano a librarsi verso un'altezza in bilico tra realtà e sogno, una sorta di incantamento in cui la mente valica le ore sulle note di un blues del primo '900 e tutto intorno è il mondo, e la giovinezza, e il tempo senza età.
La pittura di Geoffrey Humphries evoca storie di vita, musiche lontane e città amate, come New Orleans e, su tutte, Venezia, labirinto ondivago in cui tutti i confini si fanno labili, rivelando talvolta l'affaccio improvviso su un caleidoscopico, tragicomico osservatorio delle cose del mondo.
L.B. 2017
FOTO
Geoffrey Humphries "An Englishman from Venice"
Geoffrey Humphries, Silvia in Studio, 2010, Olio su tela (Particolare), 70 x 100 cm | Courtesy of the Artist and The Osborne Studio Gallery, London
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