Una stagione informale. Capolavori della collezione Reverberi

Toshimitsu Imai, Una stagione informale. Capolavori della collezione Reverberi, Museo Archeologico Regionale, Aosta

 

Dal 20 Giugno 2014 al 26 Ottobre 2014

Aosta

Luogo: Museo Archeologico Regionale

Indirizzo: piazza Roncas 12

Curatori: Beatrice Buscaroli, Bruno Bandini

Enti promotori:

  • Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta

Costo del biglietto: € 6 intero, € 4 ridotto, gratuito per i minori di 18 anni e per i maggiori di 65 anni

Telefono per informazioni: +39 0165 274401

E-Mail info: u-mostre@regione.vda.it

Sito ufficiale: http://www.regione.vda.it


Comunicato Stampa: L'Assessorato dell’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che sarà inaugurata venerdì 20 giugno, alle ore 16, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, la mostra Una stagione informale. Capolavori della Collezione Reverberi, l’attesa “prima” di una delle più ampie collezioni private di arte informale, nata dalla volontà e dalla passione di Gian Piero Reverberi e che oggi la famiglia Reverberi custodisce e incrementa. Gian Piero Reverberi è musicista, arrangiatore e produttore. A lui sono legati molti dei maggiori successi di cantautori italiani, e non solo, come Gino Paoli, Luigi Tenco, Fabrizio De André, New Trolls, Le Orme, Lucio Battisti, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Paul Anka, Patty Pravo e Sergio Endrigo. Nel 1979 fonda il gruppo Rondò Veneziano che raggiunge l'apice del successo vendendo 20 milioni di copie in tutta Europa, con le sue originali musiche baroccheggianti. Accanto alla passione professionale per la musica, Reverberi ha coltivato infatti un’altra travolgente passione, quella per l’arte: tutte e due vissute da attento spettatore del suo tempo, con la capacità di cogliere le novità che emergevano sulla scena mondiale. Per iniziativa dell’Assessorato, questa Collezione, sino ad ora concessa solo all’ammirazione degli amici, fa la sua prima uscita pubblica, in occasione della quale Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini, che ne sono i curatori, hanno selezionato circa novanta opere tra le oltre 300 raccolte dal musicista. “Siamo particolarmente lieti di poter presentare ad Aosta – afferma l’Assessore all’Istruzione e Cultura, Emily Rini – questa anteprima della Collezione Reverberi che permetterà al pubblico di avvicinarsi alle ricerche creative di numerosi e importanti artisti, accomunati dall’attenzione nei confronti della pratica della pittura. La mostra rappresenta un’occasione unica per documentare un periodo molto fertile della ricerca pittorica del Novecento, che viene illustrato in tutta la sua complessità grazie alla particolare sensibilità di un collezionista.” La Collezione Reverberi si è costituita nell’arco di circa tre decenni, privilegiando una particolare stagione: quella della pittura informale. Un catalogo ricco, che da un lato esalta la centralità dell’investigazione europea, e dall’altro dedica ampio spazio a quella declinazione dell’Informale caratterizzata dalla dissoluzione della “figura” (come è testimoniato dall’esperienza CoBrA) e da originali evoluzioni di esperienze concettuali (come nei casi di Novelli e di Bendini). La “Stagione Informale” della Collezione Reverberi presenta quindi opere di Burri, Fautrier, Afro, Perilli, Santomaso, Marfaing, Appel, Jorn, Dorazio, Olivieri, Bargoni, Lindstrom, Shiraga, Manzoni, Schumacher, Nitsch, De Maria, Francis, Hartung e altri, grazie alle quali riesce a offrire uno spaccato di altissimo livello italiano, europeo ma anche internazionale. Le opere in mostra presentano una precisa testimonianza dell’arte del dopoguerra, contrassegnata dalla consapevolezza della natura effimera e priva di certezze del presente: essa si traduce in una frustrazione della visione, frutto di un primato che viene riconosciuto al gesto espressivo, alle dinamiche del segno e della materia. Rivoluzione del gesto, poetica del colore e della materia sembrano i veicoli originali cui affidare la creazione artistica, specie attraverso il mezzo della pittura. Automatismi psichici di matrice surrealista e attenzione per le varianti delle filosofie dell’esistenza vanno a comporre quel singolare e composito organismo artistico e culturale che solitamente viene definito Informale. Le vie dell’Informale sono molteplici, così come molteplici sono le consapevolezze che gli artisti vengono manifestando. Quella che appare più solida e destinata a durare nel corso del tempo è un’innegabile attenzione nei confronti della pratica della pittura, per quanto non più contenibile nei confini di una forma, nei limiti di una composizione che sembra costringere gli spazi di libertà della creazione. In una parola, si tratta di una pittura per la quale – come scrisse nel 1946 Francis Ponge presentando una mostra di Jean Fautrier – “la bellezza ritorna”. Ma si tratta di una bellezza tra virgolette, che può ritornare a condizione di sconvolgere i canoni espressivi che l’hanno preceduta. Non si rinuncia alla narrazione, piuttosto l’immagine si traduce in luogo in cui la libertà creativa dell’artista prende corpo attraverso una conversione dall’ignoto e dall’indicibile, intesi sia come lascito di una storia sempre più frammentata e disumanizzata, sia come groviglio dell’inconscio. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano e francese pubblicato da Silvana Editoriale con i testi di Beatrice Buscaroli, Bruno Bandini, Gian Piero Reverberi e Daria Jorioz. L’esposizione resterà aperta sino al 26 ottobre 2014 con orario continuato dal martedì alla domenica 10-18. Lunedì chiuso. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; entrata gratuita fino a 18 anni e oltre 65 anni. Sarà inoltre possibile acquistare un abbonamento con la mostra Gian Paolo Barbieri. La seduzione della moda che si svolge al Centro Saint-Bénin di Aosta al costo di 9 euro intero e 6 euro ridotto. 

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