Roberto Ghezzi. Naturalis Historia a Cortona
Roberto Ghezzi, Entropia 1, tecnica mista su tela, 2016, 100x120
Dal 30 Luglio 2016 al 18 Settembre 2016
Cortona | Arezzo | Visualizza tutte le mostre a Arezzo
Luogo: Palazzo Ferretti
Indirizzo: via Nazionale 45
Dal 30 luglio al 18 settembre 2016 Palazzo Ferretti a Cortona ospita “Naturalis Historia a Cortona”, personale di pittura di Roberto Ghezzi.
La mostra sarà visitabile a ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10,30 alle 23 con orario continuato.
Dopo il successo ottenuto lo scorso marzo con la personale “Naturalis Historia” nella Fortezza Medicea di Montepulciano, Roberto Ghezzi presenta nella sua città cinquanta opere realizzate nel 2016, tra pezzi inediti e altri esposti per la prima volta durante la mostra poliziana di primavera.
Oli e tecniche miste su tela in cui l’artista cortonese prosegue nella sua reinterpretazione personale del paesaggio attraverso un elegante e originale minimalismo in bilico tra astrazione e figurazione, da cui si evincono nuove evoluzioni stilistiche e concettuali.
Come scrive la curatrice della mostra di Montepulciano Maria Nicole Iulietto, «Mare, terra e cielo, protagonisti indiscussi della ‘sinfonia’ artistica e cosmica di Ghezzi, si abbracciano fino quasi a confondersi, sospesi in un tempo immobile e in uno spazio ideale». Proprio i mari, le terre e i cieli sono da tempo motivi per condurre una ricerca sull’estetica della natura, sul ritorno alla purezza, sullo scorrere del tempo.
Sono posti lontani quelli di Ghezzi, ripetuti e volutamente stereotipati, privi di tracce umane visibili e contaminazioni. Anche l’uso del colore è il risultato di una ricerca di sintesi ed epurazione, fatta di soluzioni monocrome su toni grigi e blu nelle varie declinazioni, che contribuiscono ad allontanare l’idea di un luogo a misura d’uomo.
Lo studio del talentuoso pittore lo porta ad andare oltre le apparenze, con l’obiettivo di trovare le verità più recondite.
«In questo continuo tentativo di disvelamento – osserva la curatrice, – realtà e interiorità non possono che confondersi, in uno spazio in cui l’oggettività mimetica del paesaggio cede il passo alla sua idealità facendosi metafisica trascendenza, all’interno di una ‘cosmologia artistica’ che rimanda inevitabilmente a una concezione armonica e simpatetica dell’universo».
Nella estrema semplificazione del paesaggio, utile a scoprire meglio la forma, emergono il virtuosismo tecnico dell’artista, il modo articolato di stendere le velature, la capacità di dare ritmo e dinamicità attraverso colature, graffi, linee parallele e incrociate, la profonda indagine spaziale che porta i paesaggi, solo in apparenza dal taglio fotografico, a proseguire oltre i limiti della tela.
«Nell’ideale punto di convergenza tra il piano dell’umana cognizione e la dimensione metafisica dell’inspiegabile sta la ‘Naturalis Historia’ di Roberto Ghezzi – conclude la Iulietto, – ultimo approdo e, al contempo, nuovo punto di partenza dell’instancabile e ispirata ricerca di un uomo che mira a restituire, attraverso la sua arte, le verità nascoste della Natura».
Roberto Ghezzi è nato a Cortona nel 1978, dove attualmente vive e lavora. Nipote del noto artista cortonese Gino Ghezzi, inizia a dipingere molto precocemente, frequentando lo studio di scultura e pittura di famiglia. Apprende le basi del disegno e della pittura dal nonno e dal padre.
Negli anni approfondisce la tecnica del suo linguaggio artistico alla Scuola “Processi Percettivi” all’interno dell’Istituto d’Arte “Piero della Francesca” di Arezzo e successivamente frequentando l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
A partire dagli anni Novanta tiene personali in alcune tra le più prestigiose sedi espositive d’Italia, come il Museo Luciana Matalon a Milano, il Chiostro del Bramante a Roma, Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Casa dei Carraresi a Treviso, il Museo Michelangiolesco di Caprese Michelangelo, la Fortezza Medicea di Montepulciano, e all’estero (Battersea Park-Londra, PuDong - Shanghai), ottenendo positivo e crescente riscontro di pubblico e critica, nonché di galleristi e collezionisti.
Le sue prime opere hanno restituito il paesaggio attraverso il suo sguardo, con una mimesi del dato fenomenico che, negli anni, è andata dissolvendosi assumendo i toni della soggettività, della rarefazione formale e arricchendosi di profondi aspetti concettuali. Dal 2014 compare all’interno del Catalogo dell’Arte Moderna, Editoriale Giorgio Mondadori.
www.robertoghezzi.it
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