Gianmaria Giannetti. Senza Titolo (Anche se è il mio quasi compleanno)
Gianmaria Giannetti. Senza Titolo (Anche se è il mio quasi compleanno)
Dal 21 Giugno 2014 al 30 Giugno 2014
Ostuni | Brindisi | Visualizza tutte le mostre a Brindisi
Luogo: Spazio Purgatorio
Indirizzo: via Alfonso Giovine
Orari: tutti i giorni 10-22
Curatori: Carmelo Cipriani
Telefono per informazioni: +39 0831 335373 / 348 8032506
E-Mail info: info@orizzontiarte.it
Sito ufficiale: http://www.orizzontiarte.it
Il secondo evento con cui per quest'anno la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni movimenta lo Spazio Purgatorio, è rappresentato dalla mostra con cui Gianmaria Giannetti ci presenta i suoi nuovi lavori: “Senza Titolo (Anche se è il mio quasi compleannoi)”.
Personaggi strani, un po’ funesti ma buffi sono quelli che si affacciano dalle opere di Giannetti che sceglie di raccontarci di una vita passata, lontana ma non troppo, vissuta però con gli occhi del “ragazzo” di oggi.
Ecco come Carmelo Cipriani, curatore della mostra, ci apre al nuovo mondo dell’artista:
“Ha il fascino dell’eccentrico Giannetti, l’irriverente compostezza dell’outsider captato dal sistema. Un magnetismo personale che nella pittura trova un puntuale riscontro, mediante la creazione d’immagini ironiche e attraenti, sottilmente provocatorie e animate da un’attitudine multiculturale. Il suo vocabolario è composto da frammentate annotazioni, sia iconiche che testuali, ricomposte in un package pittorico e registrate con spontaneità infantile. Un’accumulazione di elementi dissimili, che entrano in un impianto formale preesistente, frantumandone l’unità e creando un sistema di pause e accostamenti.
L’artista semplifica l’immagine attraverso un tratto veloce che delinea e campisce le figure, relegandole su un piano strettamente bidimensionale. Un movimento ritmico lega fra loro le sue maschere ossessionanti, la cui irruente presenza aggetta da fondi sbiaditi di vecchie immagini in bianco-nero. Il ricordo, flebile, si cristallizza in immagini caleidoscopiche, cronologicamente sospese, in cui attitudini, linguaggi e iconografie antiche si combinano ad un immaginario futuristico.
I suoi curiosi personaggi assumono la moderna condizione di segni: figure umane stilizzate e metamorfiche dotate di una peculiare forza comunicativa e animate da una tensione irrisolta tra il mondo fittizio dei cartoons e quello della realtà umana, spesso fatta di angoscia e degrado. Un’universalità meticcia basata sulla categoria della simbiosi e dell’ibridazione.
Ricorrendo ad immagini di repertorio, Giannetti pone in discussione le consuete strutture socio-culturali, provocando ripetutamente lo spettatore. Un attacco al mondo borghese e perbenista, compiuto inscenando figure aberranti, caricature di uomini mediocri stagliati su scenari anonimi come quelli davanti ai quali, un tempo, negli studi fotografici, si ponevano compiaciuti effigiati.
La sua realtà scarnificata, manipolata con leggerezza, dispiegata senza timore, è composta da un repertorio iconico assolutamente personale, perfettamente riconoscibile nella sua ridondante sintesi. Abolizione di regole prospettiche, segni volutamente acerbi e taglienti, immagini fumettistiche, puerili nella resa, ma concettualmente inquietanti, sono gli ingredienti di una figurazione di sicuro impatto, di fronte alla quale si resta attoniti e inermi; un universo parallelo in cui rifugiarsi riacquisendo la dimensione infantile, senza perdere, però, coscienza e consapevolezza dell’età adulta”.
Personaggi strani, un po’ funesti ma buffi sono quelli che si affacciano dalle opere di Giannetti che sceglie di raccontarci di una vita passata, lontana ma non troppo, vissuta però con gli occhi del “ragazzo” di oggi.
Ecco come Carmelo Cipriani, curatore della mostra, ci apre al nuovo mondo dell’artista:
“Ha il fascino dell’eccentrico Giannetti, l’irriverente compostezza dell’outsider captato dal sistema. Un magnetismo personale che nella pittura trova un puntuale riscontro, mediante la creazione d’immagini ironiche e attraenti, sottilmente provocatorie e animate da un’attitudine multiculturale. Il suo vocabolario è composto da frammentate annotazioni, sia iconiche che testuali, ricomposte in un package pittorico e registrate con spontaneità infantile. Un’accumulazione di elementi dissimili, che entrano in un impianto formale preesistente, frantumandone l’unità e creando un sistema di pause e accostamenti.
L’artista semplifica l’immagine attraverso un tratto veloce che delinea e campisce le figure, relegandole su un piano strettamente bidimensionale. Un movimento ritmico lega fra loro le sue maschere ossessionanti, la cui irruente presenza aggetta da fondi sbiaditi di vecchie immagini in bianco-nero. Il ricordo, flebile, si cristallizza in immagini caleidoscopiche, cronologicamente sospese, in cui attitudini, linguaggi e iconografie antiche si combinano ad un immaginario futuristico.
I suoi curiosi personaggi assumono la moderna condizione di segni: figure umane stilizzate e metamorfiche dotate di una peculiare forza comunicativa e animate da una tensione irrisolta tra il mondo fittizio dei cartoons e quello della realtà umana, spesso fatta di angoscia e degrado. Un’universalità meticcia basata sulla categoria della simbiosi e dell’ibridazione.
Ricorrendo ad immagini di repertorio, Giannetti pone in discussione le consuete strutture socio-culturali, provocando ripetutamente lo spettatore. Un attacco al mondo borghese e perbenista, compiuto inscenando figure aberranti, caricature di uomini mediocri stagliati su scenari anonimi come quelli davanti ai quali, un tempo, negli studi fotografici, si ponevano compiaciuti effigiati.
La sua realtà scarnificata, manipolata con leggerezza, dispiegata senza timore, è composta da un repertorio iconico assolutamente personale, perfettamente riconoscibile nella sua ridondante sintesi. Abolizione di regole prospettiche, segni volutamente acerbi e taglienti, immagini fumettistiche, puerili nella resa, ma concettualmente inquietanti, sono gli ingredienti di una figurazione di sicuro impatto, di fronte alla quale si resta attoniti e inermi; un universo parallelo in cui rifugiarsi riacquisendo la dimensione infantile, senza perdere, però, coscienza e consapevolezza dell’età adulta”.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A BRINDISI
Visualizza tutte le mostre a Brindisi
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 3 Luglio 2026 al 15 Novembre 2026
Roma | Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano
AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana
-
Dal 3 Luglio 2026 al 25 Luglio 2026
Firenze | Palazzo Vecchio
Davide Puma. IO NATURA - La meccanica divina
-
Dal 6 Luglio 2026 al 17 Luglio 2026
Roma | Palazzo Valdina - Camera dei deputati
Renzo Eusebi. Geometrie spirituali
-
Dal 26 Giugno 2026 al 15 Novembre 2026
Roma | Musei Capitolini Centrale Montemartini
Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale
-
Dal 27 Giugno 2026 al 27 Settembre 2026
L'Aquila | Museo Nazionale d’Abruzzo
La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo
-
Dal 1 Luglio 2026 al 20 Settembre 2026
Milano | Palazzo Reale
Mario Raciti. Opere 1952-2025
