AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana
Dal 3 Luglio 2026 al 15 Novembre 2026
Luogo: Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano
Indirizzo: Viale Enrico de Nicola 78
Orari: Dal 3 al 9 luglio: dalle 09.00 alle 23.00 Dal 10 luglio al 15 novembre, orari: dalle ore 09.00 alle 19.00 - Ultimo ingresso ore 18.00
Curatori: Alfonsina Russo, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi e Alessio De Cristofaro, Elisabetta Bruscolini
Enti promotori:
- Ministero della Cultura
- Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale
- Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo
- Istituto centrale per la valorizzazione economica e promozione del patrimonio culturale
- Museo Nazionale Romano
Sito ufficiale: http://www.museonazionaleromano.it
Il progetto, ideato da Elisabetta Bruscolini, è curato da Alfonsina Russo, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi e Alessio De Cristofaro ed Elisabetta Bruscolini nell'ambito delle attività di cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo.
Promossa dal Ministero della Cultura, dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, dall’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo, dall’Istituto centrale per la valorizzazione economica e promozione del patrimonio culturale e dal Museo Nazionale Romano, la mostra accompagna il visitatore alla scoperta di un Egitto diverso da quello dei faraoni, dove il deserto diventa luogo di incontro, scambio e dialogo tra culture, popoli e religioni.
L'iniziativa si colloca nell'ambito delle linee strategiche promosse dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, finalizzate a coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale e individua nella cultura un fondamentale strumento di dialogo e conoscenza condivisa, in grado di rafforzare i rapporti tra i popoli, valorizzare un patrimonio storico comune e favorire nuove opportunità di cooperazione internazionale, soprattutto nel Mediterraneo e in Africa.
Grazie al fondamentale contributo degli archeologi e delle archeologhe impegnati negli scavi greco-romani in Egitto, realizzati con il sostegno del Ministero delle Antichità Egiziano, AEGYPTUS si configura come una grande installazione che trasforma la visita in un'esperienza sensoriale e narrativa. Ospitata nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, la prima parte della mostra, curata da Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Sara Colantonio con Massimiliana Pozzi, mantiene la vocazione che ha permesso la costituzione del Museo dell’Arte salvata: all’interno delle vetrine disposte secondo il perimetro dell’Aula sono esposti reperti che raccontano il contesto storico e archeologico dell’Egitto romano; i materiali provengono sia dalle collezioni del Museo Nazionale Romano, e in particolare dai depositi, sia dalle attività del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale, che ha contribuito con la selezione di alcune opere d’arte trafugate o spontaneamente consegnate. I reperti, che spaziano dal racconto dell’attrazione esercitata dall’Egitto sul mondo romano, alle pratiche funerarie e religiose, all’artigianato locale, con un originale e inedito approfondimento sui falsi moderni e sul mercato antiquario, dialogano con i contenuti audiovisivi e digitali esposti lungo il percorso, creando un contrasto originale che consente di vedere in una nuova prospettiva l’Egitto romano.
Completata la visita della mostra archeologica, infatti, il percorso conduce il visitatore al cuore della mostra multimediale curata da Elisabetta Bruscolini: un grande schermo curvo, concepito come il luogo della narrazione. È qui che prende forma la struttura narrativa dell'intero progetto espositivo: tre racconti audiovisivi si susseguono nello stesso spazio costruendo un dialogo continuo tra ricerca scientifica, interpretazione artistica e innovazione tecnologica.
Ad aprire il racconto multimediale è AEGYPTUS, l'opera di videoarte realizzata da Studio Convertino. L'opera non si limita a
ricostruire i luoghi, ma ne offre un'interpretazione immersiva attraverso immagini in movimento, ricostruzioni digitali, musica, suoni ed effetti. Lo sguardo si posa sui dettagli meno evidenti dei monumenti — iscrizioni, tracce di colore, superfici e materiali — restituendo il fascino delle oasi e del deserto romano e facendo emergere la trama di relazioni culturali che ha caratterizzato questi territori nel corso dei secoli.
Il secondo racconto è dedicato ai cantieri delle missioni archeologiche italiane in Egitto. Attraverso filmati realizzati nei siti di Soknopaiou Nesos (Fayyum), Umm el-Dabadib (Kharga), della Necropoli romana di Aswan e di Kom al-Ahmer, il pubblico entra nel vivo del lavoro degli archeologi, seguendo il percorso che conduce dalla ricerca sul campo alla ricostruzione della storia. Un'occasione per conoscere da vicino il lavoro di studio, documentazione e scavo che permette di riportare alla luce testimonianze rimaste per secoli nascoste sotto la sabbia del deserto.
A chiudere la sequenza dei racconti audiovisivi è “I Doni della Grande Oasi”, un cortometraggio realizzato con l'intelligenza artificiale da Riccardo Boccuzzi, con la consulenza scientifica delle archeologhe Paola Davoli e Corinna Rossi. Il film propone la ricostruzione di un'oasi del IV secolo d.C. attraverso lo sguardo di una bambina, accompagnando il pubblico nella quotidianità dell'Egitto romano tra mercati, templi, sistemi di irrigazione, fortezze e paesaggi desertici ai confini dell'Impero.
Frutto dell'incontro tra ricerca archeologica e innovazione tecnologica, il cortometraggio traduce le più recenti conoscenze scientifiche in un linguaggio visivo capace di coinvolgere adulti e bambini, offrendo una chiave di lettura emozionale e accessibile del passato e confermando la vocazione della mostra a coniugare rigore scientifico, divulgazione e sperimentazione narrativa.
È questa la cifra dell'intero progetto espositivo: fare della ricerca archeologica un racconto capace di parlare a pubblici, interessi e generazioni diverse. Il progetto è pensato per un pubblico ampio, dai bambini agli adulti, dagli appassionati di archeologia a chi è semplicemente curioso di conoscere mondi e storie diverse.
Più che una mostra tradizionale, AEGYPTUSè un vero e proprio evento che invita a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d'arte e nuove tecnologie. In questa prospettiva, il deserto non appare come una periferia dell'Impero, ma come uno spazio vitale di connessione, scambio e contaminazione culturale, dove si intrecciano esperienze, identità e civiltà diverse. Un mondo in cui gli insediamenti romani emergono come un miraggio nel cuore del deserto, restituendo l'immagine di un territorio vivo, attraversato da commerci, migrazioni, culti e incontri fra popoli.
La mostra è accompagnata da un Public Program a cura di Alfonsina Russo, Alessio De Cristofaro ed Elisabetta Bruscolini, che prevede incontri e approfondimenti con archeologi e studiosi italiani e internazionali, ideato per avvicinare il pubblico ai temi della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. Gli appuntamenti si svolgeranno dal 3 al 9 luglio, dalle ore 21.00 alle 23.00, nello spazio antistante la sede espositiva. In occasione del Public Program, in via eccezionale, il Museo Nazionale Romano manterrà aperta la mostra fino alle ore 23.00, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere il percorso espositivo anche nelle ore serali. Accompagna il progetto un catalogo scientifico, curato dal Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e di Storia dell'Arte dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Alla realizzazione del progetto hanno contribuito: per il coordinamento in Egitto, Ambasciata d'Italia al Cairo e Centro Archeologico Italiano al Cairo; Studio Convertino per l'opera di videoarte e il progetto grafico; Riccardo Boccuzzi per la realizzazione del cortometraggio con intelligenza artificiale; Studio VPS Architetti per il progetto allestitivo multimediale; Mappe di Mondi per l'organizzazione. Alla mostra archeologica hanno contribuito Calliope Società Cooperativa per l’allestimento dei reperti, Rosa dei Venti per le movimentazioni, il Consorzio Innova con la ditta l’Utile per la parte impiantistica. Il progetto illuminotecnico della mostra è stato realizzato con la sponsorizzazione tecnica di iGuzzini Illuminazione S.p.A.
L'iniziativa coinvolge studiosi e archeologi di importanti università e istituzioni italiane e internazionali, tra cui l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l'Università degli Studi di Milano, il Politecnico di Milano, l'Università del Salento, Università degli Studi di Verona, l'Università degli Studi di Padova e la University of Leicester.
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