Il mestiere delle armi e della diplomazia: Alessandro ed Elisabetta Farnese nelle collezioni del Real Palazzo di Caserta
S. Mosca, detto Moschino, Monumento ad Alessandro Farnese, particolare, Caserta Palazzo Reale, sala delle Guardie del Corpo
Dal 23 October 2013 al 6 January 2014
Caserta
Luogo: Palazzo Reale - Appartamenti storici
Indirizzo: Viale Douhet 2/A
Orari: Tutti i giorni 8.30 – 19.30. Chiuso il martedì
Curatori: Vega de Martini
Enti promotori:
- Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici ed Etnoantropologici per le Province di Caserta e Benevento in collaborazione con Civita
Costo del biglietto: appartamenti storici+parco+mostre 13,80 €, appartamenti storici+mostre 10,80 €
Telefono per informazioni: 0823 448084
Sito ufficiale: http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it
Il 23 ottobre alle ore 12 si inaugura, negli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, la mostra “Il mestiere delle armi e della diplomazia: Alessandro ed Elisabetta Farnese nelle collezioni del Real Palazzo di Caserta”, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici ed Etnoantropologici per le Province di Caserta e Benevento, in collaborazione con Civita.
Nell’ambito di un intenso programma di valorizzazione del proprio patrimonio, la Soprintendenza di Caserta celebra i Farnese nella figura di Alessandro (Roma, 1545 - Arras, 1592) - straordinario condottiero e “vessillo” della Spagna cattolica del XVI secolo - ed Elisabetta (Parma, 1692 - Aranjuez, 1766), moglie di Filippo V di Spagna, madre di Carlo di Borbone, abile tessitrice di trame diplomatiche.
La mostra, curata da Vega de Martini, ruoterà intorno alle due carismatiche figure principalmente attraverso l’esposizione di dipintidi Ilario Giacinto Mercanti, detto Spolverini (Parma, 1657 - Piacenza, 1734) che raccontano le “Gesta” di Alessandro Farnese e i “Fasti” raffiguranti i preparativi per le nozze di Elisabetta.
Per la gran parte i dipinti in esposizione fanno parte della vasta collezione ereditata da Carlo di Borbone quando ottenne il Ducato di Parma e Piacenza: le vicende storiche dell’epoca portarono non solo Carlo sul trono del Regno di Napoli, ma segnarono indirettamente anche il destino dell’immenso patrimonio artistico dei Farnese. Giunte a Napoli, le collezioni farnesiane trovarono una prima sistemazione nel vecchio Palazzo Reale della città, poi si decise di trasferirle nel Palazzo di Capodimonte. Un nucleo di circa 37 quadri comprendenti i “Fasti di Elisabetta” ed alcune “Battaglie”, in gran parte di mano dello Spolverini, furono poi trasferiti nel 1859 presso la Reggia di Caserta con la finalità di decorare la costituenda Armeria Reale, un progetto poi non andato in porto. Sono questi i dipinti che costituiranno il nucleo principale della mostra e a cui saranno affiancate opere provenienti da altri musei come la grande tela recentemente attribuita al pittore Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 - Venezia, 1734) raffigurante Alessandro Farnese in trono accoglie una supplica alla presenza della Fede di pertinenza del Museo Civico di Piacenza; il Ritratto di Alessandro Farnese nell’armatura di Alonso Sánchez Coello (Benifayó, 1531 - Madrid, 1588) della Galleria Nazionale di Parma e il ritratto di Elisabetta Farnese eseguito da Giovanni Maria Delle Piane detto il Molinaretto (1660 - 1745) del Collegio Alberoni (Piacenza).
Saranno esposte, inoltre - provenienti dal Museo di Capodimonte - una serie di armature appartenute ad Alessandro nonché antichi volumi di pertinenza della Biblioteca Universitaria di Napoli relativi sia alle imprese guerresche del condottiero Farnese sia ai “Fasti” di Elisabetta.
Nell’ambito di un intenso programma di valorizzazione del proprio patrimonio, la Soprintendenza di Caserta celebra i Farnese nella figura di Alessandro (Roma, 1545 - Arras, 1592) - straordinario condottiero e “vessillo” della Spagna cattolica del XVI secolo - ed Elisabetta (Parma, 1692 - Aranjuez, 1766), moglie di Filippo V di Spagna, madre di Carlo di Borbone, abile tessitrice di trame diplomatiche.
La mostra, curata da Vega de Martini, ruoterà intorno alle due carismatiche figure principalmente attraverso l’esposizione di dipintidi Ilario Giacinto Mercanti, detto Spolverini (Parma, 1657 - Piacenza, 1734) che raccontano le “Gesta” di Alessandro Farnese e i “Fasti” raffiguranti i preparativi per le nozze di Elisabetta.
Per la gran parte i dipinti in esposizione fanno parte della vasta collezione ereditata da Carlo di Borbone quando ottenne il Ducato di Parma e Piacenza: le vicende storiche dell’epoca portarono non solo Carlo sul trono del Regno di Napoli, ma segnarono indirettamente anche il destino dell’immenso patrimonio artistico dei Farnese. Giunte a Napoli, le collezioni farnesiane trovarono una prima sistemazione nel vecchio Palazzo Reale della città, poi si decise di trasferirle nel Palazzo di Capodimonte. Un nucleo di circa 37 quadri comprendenti i “Fasti di Elisabetta” ed alcune “Battaglie”, in gran parte di mano dello Spolverini, furono poi trasferiti nel 1859 presso la Reggia di Caserta con la finalità di decorare la costituenda Armeria Reale, un progetto poi non andato in porto. Sono questi i dipinti che costituiranno il nucleo principale della mostra e a cui saranno affiancate opere provenienti da altri musei come la grande tela recentemente attribuita al pittore Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 - Venezia, 1734) raffigurante Alessandro Farnese in trono accoglie una supplica alla presenza della Fede di pertinenza del Museo Civico di Piacenza; il Ritratto di Alessandro Farnese nell’armatura di Alonso Sánchez Coello (Benifayó, 1531 - Madrid, 1588) della Galleria Nazionale di Parma e il ritratto di Elisabetta Farnese eseguito da Giovanni Maria Delle Piane detto il Molinaretto (1660 - 1745) del Collegio Alberoni (Piacenza).
Saranno esposte, inoltre - provenienti dal Museo di Capodimonte - una serie di armature appartenute ad Alessandro nonché antichi volumi di pertinenza della Biblioteca Universitaria di Napoli relativi sia alle imprese guerresche del condottiero Farnese sia ai “Fasti” di Elisabetta.
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sebastiano ricci
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ilario giacinto mercanti detto spolverini
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giovanni maria delle piane detto il molinaretto
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