Inferno, Purgatorio, Paradiso. Divine illustrazioni

Milton Glaser, Purgatorio

 

Dal 25 Ottobre 2021 al 25 Novembre 2021

Firenze

Luogo: Accademia di Belle Arti

Indirizzo: Via Ricasoli 66

Orari: dal lunedì al venerdì ore 10-19

Curatori: Alessandro Baldanzi e Cristina Taverna

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.accademia.firenze.it


L’Accademia di Belle Arti celebra Dante nel 700° anniversario della sua morte con una mostra che porta per la prima volta a Firenze le opere di tre celebri illustratori contemporanei: Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Jean Giraud, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Moebius. Artisti che nel 1999 diedero alle stampe per la galleria Nuages una preziosissima Divina Commedia illustrata che ora, in occasione dell’anno dantesco, la stessa galleria milanese ha voluto ristampare in un’edizione celebrativa e in coedizione con l’Accademia di Belle Arti, esponendo allo stesso tempo alcune delle illustrazioni originali contenute al suo interno. Colori dalle tinte accese, figure dai contorni labili e atmosfere oniriche fanno da sfondo alla Commedia, accompagnando delicatamente le terzine con i suoi celebri personaggi, i suoi angeli e demoni, nella dimensione contemporanea.
 
La mostra, dal titolo Inferno, Purgatorio, Paradiso. Divine illustrazioni si compone di un nucleo centrale, allestito all’interno della Sala Ghiberti dell’Accademia in cui sarà possibile ammirare le copertine originali delle tre cantiche dantesche illustrate da Mattotti, Glaser e Moebius – rispettivamente Inferno, Purgatorio e Paradiso – oltre a una selezione di tavole a colori originali e ad altre opere inedite, fra cui disegni preparatori e incisioni. Lungo il porticato del cortile centrale, poi, circa sessanta illustrazioni realizzate da altrettanti studenti dell’Accademia – ciascuna ispirata a un canto diverso della Divina Commedia – si porranno in dialogo con l’esposizione principale.

La mostra è anche l’occasione per inaugurare il nuovo corso della Sala Ghiberti dell’Accademia di Belle Arti. A lungo utilizzata come spazio dedicato alla didattica – è stata la sede della Scuola Libera del Nudo sin dai tempi di Giovanni Fattori ndr – dal prossimo anno la Sala Ghiberti diventerà uno spazio aperto alla città con mostre e iniziative artistiche promosse dall’Accademia e da altri enti partner. La sala, che conserva al suo interno un calco originale della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, nei mesi scorsi è stata oggetto di un elaborato restyling, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, per un totale di 80 mila euro. Un intervento che l’ha trasformata in un moderno spazio espositivo.  

Siamo davvero felici di poter riaprire finalmente le nostre porte e di poterlo fare attraverso una mostra particolarmente significativa – commentano il Presidente e il Direttore dell’Accademia di Belle Arti, Carlo Sisi Claudio Rocca – un evento che giunge in un anno così importante per Firenze e per il mondo della cultura in generale, e che per noi assume anche una valenza simbolica. Dopo oltre un anno e mezzo di incertezze a causa della pandemia, apriamo finalmente un nuovo spazio di dialogo con la città, che ci auguriamo possa essere sempre più intenso e costruttivo”.

L’Accademia di Belle Arti rappresenta un’istituzione di eccellenza per la formazione artistica e rappresenta un prezioso capitale di conoscenza per il nostro territorio – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze –. Per questo la Fondazione ha sostenuto non soltanto questa mostra, ma anche un intervento di ristrutturazione della sala in cui essa è allestita, che ha permesso di trasformarla in uno spazio espositivo permanente, nell’ottica di potenziare l’Accademia all’interno del sistema cittadino delle arti contemporanee”.

La mostra Inferno, Purgatorio, Paradiso. Divine illustrazioni è curata dal docente Alessandro Baldanzi e da Cristina Tavernadella galleria Nuages, e si inserisce all'interno del ricco cartellone di eventi promossi dalla Città di Firenze in occasione dell’anno dantesco, attraverso il Comitato 700 Dante Firenze. La mostraè stata resa possibile grazie anche al coinvolgimento di alcuni collezionisti privati.

Inaugurazione il 25 ottobre alle ore 17.30 con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per partecipare all’inaugurazione sarà necessario esibire il Green pass. 

In mostra anche i volumi sulle opere dantesche custoditi nella Biblioteca dell’Accademia
In occasione della mostra sarà possibile visitare anche la bellissima Biblioteca ottocentesca dell’Accademia che custodisce al suo interno, fra gli altri, un vasto patrimonio librario sulle opere del Sommo Poeta. Volumi molto spesso illustrati da importanti maestri fra i quali Adolfo De Carolis, Giulio Aristide Sartorio, Adolfo Wildt. Per comprendere la preziosità di questo patrimonio basti pensare che uno fra gli incunaboli della collezione della Biblioteca è recentemente entrato a far parte del database MEI - Material Evidence in Incunabola, curato dal Consortium of European Research Libraries. Valeria Bruni, docente e storica dell’Arte, insieme a Simonetta Luti, bibliotecaria dell’Accademia di Belle Arti, hanno selezionato undici titoli fra quelli più significativi per offrire una visione d'insieme sul patrimonio librario dedicato Dante. Il risultato è una mostra dal titolo Dante nella biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, visitabile fino al 19 novembre, che guarda a Dante attraverso la lente degli autori ispirati dalle sue opere. Orario di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì, ore 10-13. Ingresso libero e gratuito con controllo del Green pass in entrata.
 
Le opere di Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Moebius sono state gentilmente concesse da: Carlo Ardissono, Sergio Cereda, Giovanni Cespa, Serena Coloni, Lorenzo Mattotti, Marta Motterlini, Maurizio Quarti, Galleria Nuages.
Studenti in mostra: Alessia Borzi, Amir Oliaei, Angela Zubic, Carlo Settembrini, Caterina Giorgi, Costanza Bertani, Daniela Calvetti, Teresa Parenti, Davide Coi, Federica Ricci, Francesco Defilpo, Lin Guanxiang, Siavash Shabannejad, Jiang Yuchu, Lorenzo Dini, Luca Bastianelli, Marinella Fontana, Marzia Polverino, Viviana Ricatto, Sara Pelagalli, Xian Shuting, Silvia Franchini, Siria Friello, Yue Wentao, Adiana Tripoli, Andrea Pizzo, Cosimo Ermini, Elena Benedetti, Francesca Amoroso, Gaia Cesarano, Gianmarco Tielli, Giuditta Amendola, Joana Preza, Rebecca Lauritano, Letizia di Stefano, Mahadavi Partini, Mattia Morbidelli, Melanie Machaco La Torre, Jia Yinning, Saida Tarducci, Alessia Usai, Alice Tropepi, Anna Capra, Ayawo Endo, Benedetta Trani Gatti, Chiara Nencioni, Clara Paoli, Francesca Bruni, Lorena Scremin, Maria Lucia Carbone, Elia Mazzantini, Rosa Podda, Marta Vangelisti, Yin Jiamin, Wu Yiyin, Zhang Zhibo.

Lorenzo Mattotti (Brescia, 1954) esordisce alla fine degli anni Settanta come autore di fumetti. Nel 1983 fonda, insieme ai disegnatori bolognesi Daniele Brolli, Giorgio Carpinteri, Igort, Marcello Jori e Jerry Kramsky, Valvoline.  La rivista si prefìgge di mettere il fumetto in dialogo con i linguaggi dell’arte. Nel 1984, esce Fuochi che lo fa apprezzare a livello internazionale. Dal 1998 si trasferisce stabilmente a Parigi. Mattotti si confronta, in questi anni, con due classici della letteratura italiana: Le avventure di Pinocchio La Divina Commedia di cui illustra L’Inferno. Oltre a proseguire le numerose collaborazioni editoriali (ad esempio con il New Yorker per cui ha disegnato, in trent’anni, più di 35 copertine) accetta commissioni in vari ambiti della comunicazione visiva.  Disegna copertine di libri e manifesti per importanti eventi culturali, come, nel 2000, il Festival del Cinema di Cannes. Nel 2009 collabora con Lou Reed per le illustrazioni di The Raven, tratto da un poema di Edgar Allan Poe. Sempre in questi anni, Mattotti si avvicina al linguaggio cinematografico. Dopo l’esperienza delle animazioni per ragazzi di Eugenio Pinocchio, si confronta con grandi autori: nel 2004, realizza le illustrazioni per Eros, pellicola a episodi diretta da Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh e Wong Kar-wai. Successivamente collabora all’opera di animazione collettiva Peur(s) du noir (2008). Il linguaggio del cinema è particolarmente congeniale a Mattotti. Ed è proprio un’opera di animazione quella che lo ha più̀ intensamente impegnato in questi ultimi anni: la realizzazione del lungometraggio La famosa invasione degli orsi in Sicilia, vincitore del Premio Speciale della Fondazione Gan pour le Cinema nel 2016 e presentato al Festival di Cannes nel 2019. 

Milton Glaser è nato nel 1929. Ha studiato alla High School of Music and Art, alla Cooper Union Art School di New York e, tramite una borsa di studio Fulbright, all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in Italia. Ha co-fondato i rivoluzionari Pushpin Studios nel 1954, ha fondato il New York Magazine con Clay Felker nel 1968, ha fondato Milton Glaser, Inc. nel 1974 e ha collaborato con Walter Bernard nel 1983 per formare la società di progettazione di pubblicazioni WBMG. Nel corso della sua carriera, Glaser è stato un prolifico creatore di manifesti e stampe. Le sue opere sono state esposte in mostre in tutto il mondo, comprese mostre personali al Centre Georges Pompidou di Parigi e al Museum of Modern Art di New York. Il suo lavoro è nelle collezioni permanenti di molti musei. Glaser è anche un rinomato designer grafico e architettonico con un corpo di lavoro che va dal logo iconico a programmi grafici e decorativi completi per i ristoranti del World Trade Center a New York. Glaser è una figura influente sia nella comunità del design che in quella dell’istruzione. Tra i molti premi nel corso degli anni, ha ricevuto, nel 2004, il Lifetime Achievement Award dallo Smithsonian Cooper-Hewitt, National Design Museum, per il suo contributo profondo e significativo a lungo termine alla pratica contemporanea del design e nel 2009, la National Medal of Arts, consegnatagli dal Presidente Obama, per il suo eccezionale contributo allo sviluppo dell’arte grafica. La sua grande amicizia con Jean-Miche Folon ha fatto nascere, nel 1987, quella con Nuages. Con Nuages ha pubblicato I fiori del male
di Baudelaire, Il Purgatorio di Dante Alighieri, Drawing is Thinking, una raccolta di suoi disegni, e alcuni cataloghi di esposizioni curate da Cristina Taverna e Andrea Rauch. Muore a New York il 26 giugno 2020, giorno del suo 91° compleanno. 

Jean Giraud, Moebius, alias Mœbius e Gir, è un autore e disegnatore leggendario di fumetti. Nato nel 1938 à Nogent-sur-Marne, entra alla scuola di Arti Applicate di Parigi nel 1954. Lascia la Francia nel 1956 per raggiungere la madre in Messico dove rimane otto mesi impregnandosi dei paesaggi desertici. Nel 1963, crea con Jean-Michel Charlier la serie Blueberry che continuerà sino alla morte. Allo stesso tempo con la firma Mœbius inizia dal 1962 nuove serie di lavori rivolti all’humour, il fantastico e la fantascienza. Cofondatore nel 1975 della rivista Métal Hurlant et della casa editrice Les Humanoïdes Associés, Jean Giraud vi sviluppa uno stile unico firmato Mœbius. Pubblica opere che rivoluzionano il fumetto come Arzach (1976) e Le Garage hermétique (1979) di cui è anche sceneggiatore. Su sceneggiatura di Alejandro Jodorowsky, inizia il racconto delle avventure di John Difool nell’Incal (1980), la serie il cui successo lo mette tra i disegnatori più innovativi della fantascienza. In seguito inizia la serie Le Monde d’Edena. I suoi disegni attirano l’attenzione di grandi registi con i quali collabora a diversi film. Alien di Ridley Scott per i costumi, Les Maîtres du temps di René Laloux per lo storyboard, Tron di Steven Lisberger per i costumi, Abyss di James Cameron, per le creature sottomarine, e ancora Le Cinquième Élément di Luc Besson. Alla metà degli anni ‘80, Jean Giraud va a vivere negli Stati Uniti per sviluppare i suoi progetti cinematografici e scrivere nuove sceneggiature. Nel 1988 ritorna in Francia con la sua nuova famiglia. Continua le sue serie, Blueberry, Le monde d’Edena e lavora a nuovi progetti di film come Starwatcher, Arzack, La planète encore... Nel 1996 inizia la collaborazione con Nuages, con la galleria e casa editrice milanese Mœbius crea le illustrazioni per i volumi Ballate di François Villon e nel 1999 quelle per La Divina Commedia Paradiso di Dante. Nel 1997 rifonda, insieme alla moglie Isabelle, la sua casa editrice Mœbius-Productions/Stardom dove pubblicano la serie Inside Mœbius e l’ultimo album di Arzach, L’Arpenteur e alcune edizioni limitate e preziose. Una grande esposizione, Mœbius-Transe Forme, gli è stata consacrata presso la Fondation Cartier a Parigi, da ottobre 2010 a marzo 2011. Muore a Parigi il 10 marzo 2012. 


 


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