La fotografia di Paolo Monti

Paolo Monti, Forlì Chiesa e Convento di San Domenico. Veduta generale. Piazza Guido da Montefeltro, ca. 1971. Forlì, Biblioteca civica “A. Saffi”, Fondo Monti, inv. 4826

 

Dal 06 Ottobre 2018 al 06 Gennaio 2019

Forlì | Forlì-Cesena

Luogo: Musei San Domenico

Enti promotori:

  • Comune di Forlì - Assessorato alla Cultura

Costo del biglietto: Intero Euro 5, Ridotto Euro 3, Biglietto cumulativo (Musei Civici + Mostra “Ferdinando Scianna”) Euro 15

Telefono per informazioni: +39 0543 712627

E-Mail info: musei@comune.forli.fc.it

Sito ufficiale: http://www.cultura.comune.forli.fc.it/


Comunicato Stampa:
Il fotografo Paolo Monti (Novara, 1908 – Milano, 1982) è oggi uno dei principali esponenti della fotografia in Italia e rappresenta per la città di Forlì un personaggio chiave, un protagonista della valorizzazione del territorio forlivese. Per primo nel 1971 realizzò, su commissione del Comune e con il coinvolgimento dell’allora soprintendente Andrea Emiliani, la campagna di censimento del centro storico. Il censimento del centro storico di Forlì rientrava in un progetto più ampio a dimensione regionale, sulla base del quale si è poi costituito un archivio fotografico in dotazione agli enti territoriali della Regione Emilia Romagna.
Con le 4 mostre comprese dall’iniziativa “La fotografia di Paolo Monti” che sarà aperta dal 6 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019 negli spazi dei Musei San Domenico di Forlì, la città rende omaggio, a 110 anni dalla nascita, al fotografo, e all’uomo, che con grande sensibilità riuscì e a esplorare il rapporto tra la fotografia e il patrimonio culturale in particolare rispetto al paesaggio, aprendo la strada al riconoscimento del paesaggio stesso come patrimonio culturale. 
Il ruolo di Paolo Monti risultò cruciale nell’elaborazione di un metodo che fosse il giusto approccio della fotografia all’esplorazione e documentazione del patrimonio paesaggistico. Per tale motivo fu coinvolto attivamente nell'elaborazione delle campagne di rilevamento regionali, a loro volta espressione di una nuova e rivoluzionaria strategia che prediligeva la tutela e valorizzazione del patrimonio stesso. In Emilia Romagna trovò la sua massima attuazione nell'attività sistematica del nascente Istituto dei Beni Culturali della Regione.

Quattro i percorsi espositivi allestiti:
Il primo, dal titolo “Paolo Monti – Fotografie 1935-1982”, propone la mostra monografica tenutasi al Castello Sforzesco di Milano tra 2016 e 2017, composta da circa 200 fotografie originali datate tra 1935 e 1982, libri e materiali archivistici. La mostra, a cura di Silvia Paoli (da un progetto di Pierangelo Cavanna e Silvia Paoli, curatori anche del catalogo, edito da Silvana Editoriale), è l’esito di un’indagine scientifica condotta sull’intero archivio di Paolo Monti, di proprietà della Fondazione BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) e depositato presso il Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano. Lo studio ha consentito di mettere in luce lo straordinario ruolo culturale di Monti apportando nuovi elementi di conoscenza e confermandolo come uno dei più importanti fotografi italiani del Novecento. L’esposizione fornisce spunti interpretativi utili anche per la comprensione delle altre mostre (in collaborazione con Comune di Milano e Fondazione Beic). 
 
Nella seconda mostra dal titolo: “Paolo Monti e il censimento del centro storico di Forlì (a cura di Roberta Valtorta) sono esposte circa 80 stampe scelte dal Fondo Fotografico sul censimento del 1971 del  Centro Storico di Forlì, conservato presso la Biblioteca Saffi. Attraverso queste immagini si vuole dare al visitatore un’idea del metodo di lavoro di Paolo Monti proponendo la rappresentazione di un percorso lungo le vie della città. Sarà inoltre esposta una selezione di oggetti che raccontano la vita e il lavoro Monti come i suoi taccuini e le sue macchine fotografiche.
 
La terza mostra dal titolo: “Paolo Monti dalle campagne di rilevamento al censimento delle vallate forlivesi” espone una serie di circa 30 fotografie (a cura di Andrea Emiliani e Marina Foschi). Le immagini dei rilevamenti effettuati nel 1969, provengono dall'archivio privato di Andrea Emiliani e si affiancano alle fotografie stampate dai file digitali dal Fondo Case di proprietà del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. La mostra racconta il metodo che veniva usato nelle campagne che furono alla base della costituzione dell'Istituto Beni Culturali per affrontare la conoscenza e l'analisi del patrimonio culturale. Accanto una documentazione esplicativa del metodo di rilevamento IBC e pubblicazioni IBC.
 
Il percorso espositivo si conclude con: 2018 Muri di Forlì: letture fotografiche di Luca Massari50 immagini per una narrazione in chiave contemporanea di uno dei temi cari a Paolo Monti, ovvero quello dei dettagli urbani. Nello specifico sono esposte fotografie dedicate ai muri della città di Forlì appositamente scattate da Luca Massari. 
Questa parte intende attuare un censimento contemporaneo della città attraverso la lettura dei muri: le superfici, i colori, i tessuti edilizi, la materia, i murales, le parole scritte, diventano la narrazione cronologica e la chiave di lettura di un patrimonio urbano nella memoria della città e della sua comunità.
 
Paolo Monti - Fotografie 1935-1982
a cura di Silvia Paoli, da un progetto di Pierangelo Cavanna e Silvia Paoli 
Paolo Monti e il censimento del centro storico di Forlì.
a cura di Roberta Valtorta
Paolo Monti dalle campagne di rilevamento al censimento delle vallate forlivesi 
a cura di Andrea Emiliani e Marina Foschi
2018 Muri di Forlì: letture fotografiche di Luca Massari

Orari di apertura: da martedì a venerdì ore 9,30-18,30; sabato, domenica e festivi ore 10-19; 24 e 31 dicembre ore 9,30-13,30; 1 gennaio 2019 ore 14,30-19. Chiuso tutti i lunedì e il 25 dicembre. La biglietteria è aperta fino a un'ora prima della chiusura

In collaborazione con 
Comune di Milano – Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco
Fondazione Beic (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Milano
Regione Emilia Romagna
Ibacn Regione Emilia Romagna
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
Centro Studi Melandri
Italia Nostra


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