Identità e Memoria. Opere di Alain Breyer e Sergio Nannicola

Identità e Memoria. Opere di Alain Breyer e Sergio Nannicola, L'Aquila

 

Dal 02 Aprile 2016 al 05 Aprile 2016

L'Aquila

Luogo: Muspac - Museo sperimentale di arte contemporanea / Accademia di Belle Arti

Indirizzo: piazza d’Arti / via Leonardo da Vinci

Enti promotori:

  • Comune dell’Aquila
  • Accademia di Belle Arti dell’Aquila
  • Muspac dell’Aquila
  • Galerie KOMA di Mons (Belgio)
  • Associazione Arte e Territorio dell’Aquila

Telefono per informazioni: +39 338.6685160

E-Mail info: info@associazionearte.net



Nell’ambito delle celebrazioni del 6 aprile 2016, si inserisce a pieno titolo la riflessione sul tema “Identità e Memoria” organizzata dall’Associazione Arte e Territorio dell’Aquila. L’evento è costituito da due iniziative distinte.

Per l’occasione saranno presentate le pubblicazioni “La zona rossa” dell'artista fotografo belga Alain Brayer e “Rinascere con l’arte” di Sergio Nannicola, artista aquilano docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

Due pubblicazioni che in modo diverso affrontano il dramma legato al sisma dell’Aquila; due testimonianze che provano a ricucire il difficile rapporto tra le relative certezze del prima e le incredibili vicissitudini del poi, mettendo in evidenza ognuno dal proprio punto di osservazione ciò che di positivo e di negativo si è realizzato a ridosso del tragico evento.

Il programma oltre la presentazione dei libri, prevede l’esposizione di alcune opere fotografiche di Alain Breyer realizzate a L’Aquila dopo il sisma del 2009 e alcune opere di Sergio Nannicola che insieme ai “Piatti del cratere sismico” realizzerà la oramai nota performance “NutriMenti”, attraverso la quale i presenti potranno consumare cibi che riproducono la sagoma del centro storico della città dell’Aquila.

Il primo dei due eventi sarà realizzato presso il Muspac (Museo sperimentale di arte contemporanea) di L’Aquila in piazza d’Arti il giorno sabato 2 aprile alle ore 17.00, il secondo martedì 5 aprile 2016 alle ore 10.30 presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Alle iniziative interverranno: Marco Brandizzi direttore dell’Accademia di Belle arti dell’AquilaMartina Sconci direttrice del MuspacJean-Pierre Denefve direttore della Galerie Koma di Mons (Belgio)Enrico Sconci docente di Beni culturali, Marcello Gallucci docente di Storia dello spettacoloValter Battiloro docente di GraficaMaurizio Coccia storico dell’arteDomenico Spinosa docente di EsteticaAntonello Santarelli docente di Progettazione GraficaValeria Tassinari storica dell’Arte, Antonio Gasbarrini storico dell’arteMarco Pellizzola artista, Alain Breyer artista fotografoSergio Nannicola artista.         

Le iniziative inserite nel programma delle celebrazioni del 6 aprile 2016 godono del Patrocinio del Comune dell’Aquila, e saranno realizzate in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, il Muspac dell’Aquila, la Galerie KOMA di Mons (Belgio), l’Associazione Arte e Territorio dell’Aquila. Durante le due giornate di lavoro saranno distribuite ai presenti circa duemila cartoline esplicative dell’evento.

La zona rossa
Préface
André Laurenti
Questo progetto fotografico ambizioso è il frutto di un incontro tra l’autore dell’opera Alain Breyer e un amico italiano che gli ha fatto scoprire gli effetti devastanti di un terremoto, quello de L’Aquila.
Recandosi sul posto Alain Breyer è restato sbalordito dall’abbondanza delle strutture metalliche che cingono quasi tutti gli edifici del centro storico della città e dice giustamente “non si può rimanere insensibili davanti a questo”.
È con questa visione di disastro e di smarrimento degli abitanti che ha voluto immortalare un momento di storia facendo sosta su immagini fuori dall’ordinario…
…Attraverso quest’opera, l’autore rende un brillante omaggio al lavoro metodico ed efficace realizzato dagli italiani per la messa in sicurezza delle costruzioni. Un lavoro che può apparire fin troppo lungo, anzi interminabile, eppure…
…I pompieri italiani, a parte la loro missione istituzionale di spegnere gli incendi, sono selezionati tra artigiani, muratori, fabbri, carpentieri e falegnami, ciò fa di loro un personale molto operativo per questo genere di interventi poiché devono essere in grado di realizzare lavori di stabilizzazione, spesso acrobatici, e dare anche prova di immaginazione…
…Mi auguro che questa opera attiri l’attenzione di tutti coloro che Alain Breyer ha incontrato.
Una raccolta, una pubblicazione che contribuisca anche a far prendere coscienza alle comunità della regione de L’Aquila di restare prudenti nell’esecuzione dei lavori di trasformazione delle antiche costruzioni…

Rinascere con l’arte

Testimoniare la propria identità
Massimo Bignardi
La città è il tema centrale di questo libro che ricostruisce la oltre trentennale esperienza artistica di Sergio Nannicola, restituendoci una traccia che, dalla metà degli anni Settanta, arriva fino ad oggi. È una sequenza di sguardi e di momenti operativi diversi, di proiezioni immaginative e di interferenze linguistiche che si fa testimonianza di una dichiarata necessità di identità, propria ad una misura esistenziale del lavoro dell’artista aquilano. Sergio ha chiamato al suo fianco critici, storici dell’arte, sociologi e, fondamentalmente, amici che hanno condiviso con lui pagine delle sue attuali esperienze, ma soprattutto l’impegno civile quale file rouge indelebile del suo operare nella dimensione ambientale.
Si tratta di un libro, dunque, a più voci che nell’articolazione dei vari contributi, risponde al bisogno dell’artista di dar voce ad un gesto creativo partecipato, in tal senso profondamente intriso di vita. Seguendo questa linea poetica Nannicola ha raccolto il lavoro svolto nel corso di tre decenni, lasciando, al contempo, un largo spazio alle esperienze realizzate all’indomani del terremoto del 2009 che ha distrutto L’Aquila e in particolare il suo centro storico e innumerevoli antichi borghi che le diedero vita, testimoniando, con un chiaro accento diacronico, la battaglia di un popolo e di una città protesi a non disperdere la propria identità.
Sergio non lascia campo libero alla distorta visione postmoderna della città e, in primis della sua storia: non accetta la citazione fine a se stessa, evocata come frammento che facilmente si disperde. Riflette sull’attualità degli archetipi, sulla loro viva presenza proiettando ancora lo sguardo alle materie che segnano i lemmi del dizionario della natura: in sostanza accoglie la scrittura come esperienza del molteplice.
Nella sagoma della pianta dell’Aquila, del suo centro antico, con la quale modella i Piatti del cratere, Nannicola ha racchiuso il respiro della civitas, con il suo immenso bagaglio immaginifico.


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