Luca di Martino. Nepal. Una finestra dopo l’altra
Luca di Martino. Nepal. Una finestra dopo l’altra, Al Fresco - Luogo di incontro con cucina, Milano
Dal 25 Febbraio 2014 al 25 Maggio 2014
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Al Fresco - Luogo di incontro con cucina
Indirizzo: via Savona 50
Telefono per informazioni: +39 02 4953 3630 / 02 58107308
E-Mail info: res@resrelazionipubbliche.it
Sito ufficiale: http://www.alfrescomilano.it
Si inaugura martedì 25 Febbraio dalle ore 17 alle ore 19.30 nel piacevolissimo e rilassante Al Fresco - Luogo di incontro con cucina di Milano la mostra fotografica Nepal. Una finestra dopo l’altra di Luca di Martino.
“Le fotografie si fanno con i piedi. Si fanno misurando lo spazio con passi lenti….”
Inizio a scrivere le mie considerazione sul viaggio in Nepal di Luca con questa frase di Gabriele Basilico per poter idealmente abbracciare uno dei viaggiatori più famosi al mondo, Bruce Chatwin, che una volta disse: “La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”.
Siamo in Nepal nell’inverno del 2012 in un viaggio durato un mese e vissuto intensamente partendo dall’interno delle case dei contadini nepalesi e cercando di condurre la loro vita, in un continuo contatto con loro, guardando il loro mondo attraverso i loro occhi.
Tutta l’intensa mole di fotografie, al rientro dal viaggio, l’abbiamo divisa in tre storie: “Attraverso il tuo sguardo”, “Un millesimo di vita” e “Finestra dopo finestra”.
Sono tre frammenti di una umanità così lontana e così intensa nelle sue emozioni che diventa facile, dopo un po’, sentirsi accanto a questo popolo e provare a capire gli infiniti segni che fanno parte della loro vita.
Sono tre storie, ma in realtà ne è una soltanto.
E’ la storia di un villaggio nel quale tutto quello che c’è riporta alle origini delle relazioni umane.
“Attraverso il tuo sguardo” è il racconto dei piccoli abitanti di queste terre, amati da subito, da quando i primi sguardi tra il fotografo ed i bambini si sono incrociati e non hanno smesso, fino all’ultimo, di sorridersi ed abbracciarsi.
“Un millesimo di vita” è un titolo che nasce dalla doppia necessità: descrivere le scene di questa loro vita fatta di piccolissime cose, a contatto con la natura e sempre in mezzo a tutta la comunità e raccontare anche quanto sia molto forte la luce in quei luoghi, tanto da dover necessariamente usare dei tempi corti per fotografare.
“Finestra dopo finestre” chiude il ciclo narrativo Nepalese osservando uomini, donne e bambini dall’esterno, con un occhio leggero e poetico rivolto all’interno delle loro case, dei loro centri religiosi e delle loro attività commerciali.
Luca osserva tutto, vive con loro e poi li ritrae, provando a stare contemporaneamente davanti e dietro la fotocamera: occhi negli occhi, perché scegliendo di stare dalla parte degli “altri” si può provare a svelare la loro verità e raccontarli nell’essenza della loro intima natura, a stretto contatto con loro per vivere integralmente la loro vita ed arrivare così ad ottenere fotografie dirette ed intense, seguendo il pensiero di R. Capa che dice: “Se una fotografia non è buona vuol dire che non eri abbastanza vicino”.
E’ un’altra terra il Nepal ed è ancorata ad un tempo diverso dal nostro, ma nei sorrisi di chi la abita e nei loro piccoli gesti, tutto questo racconto a tratti sembra essere l’origine anche della nostra storia.
Federica Cerami
“Le fotografie si fanno con i piedi. Si fanno misurando lo spazio con passi lenti….”
Inizio a scrivere le mie considerazione sul viaggio in Nepal di Luca con questa frase di Gabriele Basilico per poter idealmente abbracciare uno dei viaggiatori più famosi al mondo, Bruce Chatwin, che una volta disse: “La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”.
Siamo in Nepal nell’inverno del 2012 in un viaggio durato un mese e vissuto intensamente partendo dall’interno delle case dei contadini nepalesi e cercando di condurre la loro vita, in un continuo contatto con loro, guardando il loro mondo attraverso i loro occhi.
Tutta l’intensa mole di fotografie, al rientro dal viaggio, l’abbiamo divisa in tre storie: “Attraverso il tuo sguardo”, “Un millesimo di vita” e “Finestra dopo finestra”.
Sono tre frammenti di una umanità così lontana e così intensa nelle sue emozioni che diventa facile, dopo un po’, sentirsi accanto a questo popolo e provare a capire gli infiniti segni che fanno parte della loro vita.
Sono tre storie, ma in realtà ne è una soltanto.
E’ la storia di un villaggio nel quale tutto quello che c’è riporta alle origini delle relazioni umane.
“Attraverso il tuo sguardo” è il racconto dei piccoli abitanti di queste terre, amati da subito, da quando i primi sguardi tra il fotografo ed i bambini si sono incrociati e non hanno smesso, fino all’ultimo, di sorridersi ed abbracciarsi.
“Un millesimo di vita” è un titolo che nasce dalla doppia necessità: descrivere le scene di questa loro vita fatta di piccolissime cose, a contatto con la natura e sempre in mezzo a tutta la comunità e raccontare anche quanto sia molto forte la luce in quei luoghi, tanto da dover necessariamente usare dei tempi corti per fotografare.
“Finestra dopo finestre” chiude il ciclo narrativo Nepalese osservando uomini, donne e bambini dall’esterno, con un occhio leggero e poetico rivolto all’interno delle loro case, dei loro centri religiosi e delle loro attività commerciali.
Luca osserva tutto, vive con loro e poi li ritrae, provando a stare contemporaneamente davanti e dietro la fotocamera: occhi negli occhi, perché scegliendo di stare dalla parte degli “altri” si può provare a svelare la loro verità e raccontarli nell’essenza della loro intima natura, a stretto contatto con loro per vivere integralmente la loro vita ed arrivare così ad ottenere fotografie dirette ed intense, seguendo il pensiero di R. Capa che dice: “Se una fotografia non è buona vuol dire che non eri abbastanza vicino”.
E’ un’altra terra il Nepal ed è ancorata ad un tempo diverso dal nostro, ma nei sorrisi di chi la abita e nei loro piccoli gesti, tutto questo racconto a tratti sembra essere l’origine anche della nostra storia.
Federica Cerami
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