Massimo Marchesotti. Mare del Nord
Massimo Marchesotti. Mare del Nord, Galleria Magenta Spazio7, Magenta (MI)
Dal 9 June 2014 al 13 July 2014
Magenta | Milano
Luogo: Galleria Magenta Spazio7
Indirizzo: via Roma 43
Telefono per informazioni: +39 02 9791451
E-Mail info: relazioniesterne@galleriamagenta.it
Sito ufficiale: http://www.galleriamagenta.it
Il pittore-viaggiatore, ma anche lo scrittore che descrive i proprio viaggi, o il cineasta che li filma, è un inventore ma anche un non inventore. Nel senso che egli si muove, guarda, sente, registra, si impressiona, s’infinge immagini mentali ed emozioni, ha esperienze d’altrove e del diverso che visita e attinge materiali per una messa in opera del proprio lavoro.
Certo l’artista è qualcosa di differente da un narratore o un poeta. La sua discorsività si affida a un repertorio di silhouttes, colori, timbri, che per tanti indizi e segni di riconoscimento non si discostano in genere dalla mera visione dei luoghi incontrati nel viaggio. Valgano quali esempi i protocolli convenzionali degli artisti scesi in Italia tra Rinascimento e Romanticismo, e di quanti si abbandonarono ai fasti dell’esotismo, in lontane terre orientali, tra Ottocento e Novecento.
Ma è giusto l’esotismo a metterci in guardia. Mostrando negli autori più grandi non già il colore locale o il dettaglio curioso, ma invece l’aspetto di un’interiorità che è nostalgia del proprio Heimat come anche di un paese dell’anima. A maggior ragione questo interviene con i pittori e i disegnatori, specie se essi si volgano a mete in fatto contrapposte a quelle lussureggianti del colore esteriore. Tali, ad esempio, i paesaggi foschi e grigi del nord dell’Europa: manifestazioni violente di una natura in conflitto con se stessa, drammatica e difficilmente penetrabile specie con un senso ed un occhio mediterraneo. Ma la cifra figurativa è poi il predicato mutevole che accompagna il soggetto costante. Così cambia persino la prospezione visiva di un pittore impegnato in una simile iniziazione. E si fa intenso e carico, e stilisticamente “nordico”, come nel caso di Massimo Marchesotti.
In quella Danimarca in cui da anni Marchesotti soggiorna per qualche mese, ispiratrice protagonista del suo più recente ciclo pittorico “Mare del Nord”. Né momenti né colline interrompono la monotonia senza limiti. Ma, sopra le pianure ristanti il mare s’innalzano solo grandi onde quando esso è in burrasca. A sovrastare ogni cosa e ogni pianura stanno i cieli, queste sterminate superfici. I cieli del nord hanno nuvole esterne, mobili, multiformi, varie di luce, di gravezza, di oscurità, di spessori.
Nell’opera marchesottiana esse sono le compagne costanti che determinano l’atmosfera, il modificarsi delle luci e delle ombre.Persino i mari si muovono e variano nella loro sconfinata uniformità e nel loro rapporto con il cielo, che non rovescia il mondo, bensì la visione poetica dell’artista.
Si potrebbero fare sottili disquisizioni e distinzioni ermeneutiche per spiegare la sua apparenza o meno all’espressionismo. Soutine gli attaglia per l’eccitazione immaginifica orlata di una bruciatura vaneggiante e utopica; Nolde per l’intensità dell’interpretazione cromatica. Certo si è servito della “Nuova Oggettività” per esprimere la naturalità con quell’impeto, con la forza che sente dentro di sé, Marchesotti cerca nel nodo figurativo, la via dell’espressione e dell’impronta vitale che giustifichi la sua singolare Wahrheit creativa.
Floriano De Santi
Certo l’artista è qualcosa di differente da un narratore o un poeta. La sua discorsività si affida a un repertorio di silhouttes, colori, timbri, che per tanti indizi e segni di riconoscimento non si discostano in genere dalla mera visione dei luoghi incontrati nel viaggio. Valgano quali esempi i protocolli convenzionali degli artisti scesi in Italia tra Rinascimento e Romanticismo, e di quanti si abbandonarono ai fasti dell’esotismo, in lontane terre orientali, tra Ottocento e Novecento.
Ma è giusto l’esotismo a metterci in guardia. Mostrando negli autori più grandi non già il colore locale o il dettaglio curioso, ma invece l’aspetto di un’interiorità che è nostalgia del proprio Heimat come anche di un paese dell’anima. A maggior ragione questo interviene con i pittori e i disegnatori, specie se essi si volgano a mete in fatto contrapposte a quelle lussureggianti del colore esteriore. Tali, ad esempio, i paesaggi foschi e grigi del nord dell’Europa: manifestazioni violente di una natura in conflitto con se stessa, drammatica e difficilmente penetrabile specie con un senso ed un occhio mediterraneo. Ma la cifra figurativa è poi il predicato mutevole che accompagna il soggetto costante. Così cambia persino la prospezione visiva di un pittore impegnato in una simile iniziazione. E si fa intenso e carico, e stilisticamente “nordico”, come nel caso di Massimo Marchesotti.
In quella Danimarca in cui da anni Marchesotti soggiorna per qualche mese, ispiratrice protagonista del suo più recente ciclo pittorico “Mare del Nord”. Né momenti né colline interrompono la monotonia senza limiti. Ma, sopra le pianure ristanti il mare s’innalzano solo grandi onde quando esso è in burrasca. A sovrastare ogni cosa e ogni pianura stanno i cieli, queste sterminate superfici. I cieli del nord hanno nuvole esterne, mobili, multiformi, varie di luce, di gravezza, di oscurità, di spessori.
Nell’opera marchesottiana esse sono le compagne costanti che determinano l’atmosfera, il modificarsi delle luci e delle ombre.Persino i mari si muovono e variano nella loro sconfinata uniformità e nel loro rapporto con il cielo, che non rovescia il mondo, bensì la visione poetica dell’artista.
Si potrebbero fare sottili disquisizioni e distinzioni ermeneutiche per spiegare la sua apparenza o meno all’espressionismo. Soutine gli attaglia per l’eccitazione immaginifica orlata di una bruciatura vaneggiante e utopica; Nolde per l’intensità dell’interpretazione cromatica. Certo si è servito della “Nuova Oggettività” per esprimere la naturalità con quell’impeto, con la forza che sente dentro di sé, Marchesotti cerca nel nodo figurativo, la via dell’espressione e dell’impronta vitale che giustifichi la sua singolare Wahrheit creativa.
Floriano De Santi
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 20 February 2026 al 19 July 2026
Roma | Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali
Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito
-
Dal 18 February 2026 al 19 July 2026
Padova | Centro Culturale Altinate | San Gaetano
M.C. ESCHER. Tutti i capolavori
-
Dal 14 February 2026 al 31 May 2026
Parma | Palazzo Tarasconi
Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard
-
Dal 14 February 2026 al 16 April 2026
Ancona | Pinacoteca Civica Francesco Podesti
TIZIANO VECELLIO E LORENZO LOTTO. Due capolavori del Rinascimento alla Pinacoteca Civica di Ancona per due mostre studio
-
Dal 12 February 2026 al 14 June 2026
Roma | Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
BERNINI E I BARBERINI
-
Dal 11 February 2026 al 7 June 2026
Venezia | Gallerie dell’Accademia
Tintoretto racconta la genesi. Ricerca, analisi e restauro