Ordine Aperto - Postcards from Growing By Numbers di Paolo Cesaretti e Antonella Dedini
© Simone Simone | Simone Simone, GBN 3+9+7
Dal 20 Aprile 2026 al 26 Aprile 2026
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Ordine degli Architetti PPC di Milano
Indirizzo: Via Solferino 17
Orari: 20 - 25 aprile 2026, ore 10 - 19 26 aprile 2026, ore 10 - 14
In occasione della Milano Design Week 2026, nel cuore del Brera Design District, la Fondazione e l'Ordine degli Architetti PPC di Milano ospitano - nella propria sede di via Solferino 17 - Ordine Aperto, una mostra sulla città di Milano, con progetti, prototipi e lavori inerenti differenti scale del progetto, favorendo il dialogo tra ricerca, produzione culturale e i molteplici volti della professione dell’architetto.
Tra gli altri, la mostra presenta “Postcards from Growing By Numbers”, di Paolo Cesaretti e Antonella Dedini, un trittico light-box che – attraverso foto e video – documenta “Growing By Numbers”,una installazione luminosa a scala urbana che dal Dicembre 2010 all’Aprile 2011 divenne landmark distintivo della trasformazione della città. Anticipando pratiche oggi ormai affermate di uso temporaneo e cognitivo degli spazi urbani in via di riqualificazione –tipiche dell’urbanismo tattico e della public art-il progetto è stato selezionato per ADI Design Index 2011, concorrendo per il Compasso d'Oro.
Il trittico viene oggi esposto per la seconda volta dopo la partecipazionenel 2012 alla XIII Biennale d’Architettura di Venezia nell’ambito della collettiva Traces Of Centuries & Future Steps aPalazzo Bembo,che includeva realtà emergenti della ricerca architettonica mondiale al fianco di nomi affermati quali Arata Isozaki, Josep Lluis Mateo e Piero Lissoni.
“Growing By Numbers” prende il nome dal gioco in cui unendo punti numerati con un tratto di matita si va gradualmente a svelare un’immagine inizialmente misteriosa. Trasformando drawing, disegnare, in growing, crescere, gli architetti Paolo Cesaretti e Antonella Dedini nel 2011 realizzano un progetto con protagonisti i grattacieli di Milano, quelli storici, come il Pirellone, quelli sottoposti ad un retrofit in via di completamento, come le torri della Stazione Garibaldi e quelli ancora in fase di costruzione, come la torre di Cesar Pelli in Porta Nuova. Su ciascun grattacielo viene collocato un numero, da 0 a 9, alto nove metri e composto da ben 1650 punti luce Capix, un sistema d’illuminazione basato sull’allora esordiente tecnologia Led RGB. In breve tempo i grandi numeri, volteggiando nel cielo notturno, diventarono familiari nello skyline cittadino, contribuendo con la loro presenza enigmatica a stabilire un legame tra il luogo e le persone che lo abitavano.
Milano, in vista dell’Expo 2015, era nella fase di grandissima trasformazione che ne ha cambiato il volto in modo radicale, coinvolgendo inevitabilmente anche i suoi cittadini. E il progetto Growing by Numbersvoleva accompagnare questo cambiamento, non investigandone gli aspetti di pura attualità, ma quelli emozionali. I numeri che si accendevano al calare del sole, attraverso una linea immaginaria, volevano suggerire in chi li guardava un’immagine della città del futuro.
“Citando Ruedi Baur - dice Paolo Cesaretti - crediamo nell’incidente visivo che accade inaspettatamente. La città è luogo di sorprese. Quante persone hanno visto i numeri? Quante ne hanno parlato? L’apparente silenzio del progetto si contrappone all’inquinamento da informazione in favore del significato della città, del suo cambiamento e della sua crescita. Ci domandiamo quale reazione abbiano avuto i milanesi di fronte ai numeri. Quale elemento empatico abbia suscitato in loro.”
Tra gli altri, la mostra presenta “Postcards from Growing By Numbers”, di Paolo Cesaretti e Antonella Dedini, un trittico light-box che – attraverso foto e video – documenta “Growing By Numbers”,una installazione luminosa a scala urbana che dal Dicembre 2010 all’Aprile 2011 divenne landmark distintivo della trasformazione della città. Anticipando pratiche oggi ormai affermate di uso temporaneo e cognitivo degli spazi urbani in via di riqualificazione –tipiche dell’urbanismo tattico e della public art-il progetto è stato selezionato per ADI Design Index 2011, concorrendo per il Compasso d'Oro.
Il trittico viene oggi esposto per la seconda volta dopo la partecipazionenel 2012 alla XIII Biennale d’Architettura di Venezia nell’ambito della collettiva Traces Of Centuries & Future Steps aPalazzo Bembo,che includeva realtà emergenti della ricerca architettonica mondiale al fianco di nomi affermati quali Arata Isozaki, Josep Lluis Mateo e Piero Lissoni.
“Growing By Numbers” prende il nome dal gioco in cui unendo punti numerati con un tratto di matita si va gradualmente a svelare un’immagine inizialmente misteriosa. Trasformando drawing, disegnare, in growing, crescere, gli architetti Paolo Cesaretti e Antonella Dedini nel 2011 realizzano un progetto con protagonisti i grattacieli di Milano, quelli storici, come il Pirellone, quelli sottoposti ad un retrofit in via di completamento, come le torri della Stazione Garibaldi e quelli ancora in fase di costruzione, come la torre di Cesar Pelli in Porta Nuova. Su ciascun grattacielo viene collocato un numero, da 0 a 9, alto nove metri e composto da ben 1650 punti luce Capix, un sistema d’illuminazione basato sull’allora esordiente tecnologia Led RGB. In breve tempo i grandi numeri, volteggiando nel cielo notturno, diventarono familiari nello skyline cittadino, contribuendo con la loro presenza enigmatica a stabilire un legame tra il luogo e le persone che lo abitavano.
Milano, in vista dell’Expo 2015, era nella fase di grandissima trasformazione che ne ha cambiato il volto in modo radicale, coinvolgendo inevitabilmente anche i suoi cittadini. E il progetto Growing by Numbersvoleva accompagnare questo cambiamento, non investigandone gli aspetti di pura attualità, ma quelli emozionali. I numeri che si accendevano al calare del sole, attraverso una linea immaginaria, volevano suggerire in chi li guardava un’immagine della città del futuro.
“Citando Ruedi Baur - dice Paolo Cesaretti - crediamo nell’incidente visivo che accade inaspettatamente. La città è luogo di sorprese. Quante persone hanno visto i numeri? Quante ne hanno parlato? L’apparente silenzio del progetto si contrappone all’inquinamento da informazione in favore del significato della città, del suo cambiamento e della sua crescita. Ci domandiamo quale reazione abbiano avuto i milanesi di fronte ai numeri. Quale elemento empatico abbia suscitato in loro.”
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