Perception Italia 70
Dal 8 Aprile 2015 al 30 Aprile 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria Deodato Arte
Indirizzo: via Carlo Pisacane 38
Orari: lun-ven 10-19; sab 10-13 / 15-19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 39521618
E-Mail info: galleria@deodato-arte.it
Sito ufficiale: http://www.deodato-arte.it
Dall'8 al 30 aprile presso la Galleria Deodato Arte saranno esposte le opere di artisti attivi nel panorama artistico italiano degli anni Settanta. Storicamente e politicamente noto come un periodo difficile per il nostro Paese, questo decennio ha portato anche fermenti e ripensamenti nel mondo dell'arte.
La mostra che sarà allestita presso la Galleria Deodato Arte, seguirà il fil rouge della percezione con opere appartenenti a tre diversi filoni risalenti agli anni Settanta: arte cinetica, pittura analitica e poesia visiva. Nel primo caso è la mutevolezza della stessa percezione ad interessare gli artisti cinetici, il cambiamento dato dal movimento apparente dell'opera. Si tratta di un filone basato sull'illusione ottica che l'opera muti di forma, mentre è l'osservatore che cambiando il suo punto di vista percepisce una visione diversa ad ogni angolazione da cui la guarda. Nomi importanti come Alberto Biasi, Franco Costalonga e Jorrit Tornquist, solo per fare degli esempi, testimonieranno questo aspetto della ricerca artistica.
Un tipo diverso di percezione è dato dalla riscoperta del colore e della tecnica pittorica fine a se stessa. Per i pittori analitici, quello che conta non è tanto il risultato finale ma enfatizzare e sottolineare quelli che sono gli elementi fondanti di un dipinto, il colore, la superficie, le stesse pennellate. Bellissimi esempi di Eugenio Carmi, Enzo Cacciola saranno indicativi di questa tendenza.
Tipicamente italiano è, infine, il filone della poesia visiva. Nato sulla base di ricerche e analisi della società del dopoguerra, finisce per esplodere tra gli anni Sessanta e Settanta non solo come critica verso la nuova cultura dei mass media, ma anche, e forse soprattutto, per comprenderla più a fondo e dar vita ad un'Arte che ne sia rappresentativa. A corollario dei nomi portati a testimonianza dei primi due filoni, esempi di poeti visivi saranno Eugenio Miccini, Sarenco e Lucia Marcucci.
Una mostra che sarà una riscoperta del rinnovamento artistico di questi anni, attraverso un'indagine che seguendo il comune denominatore della percezione darà modo all'osservatore di partecipare appieno al percorso pensato dal curatore. Non bisogna dimenticare che è proprio chi guarda l'opera che si rende elemento portante dello studio e delle ricerche sulla percezione portate avanti da tutti questi artisti, e tanti altri, presenti all'interno di questa interessante esposizione.
La mostra che sarà allestita presso la Galleria Deodato Arte, seguirà il fil rouge della percezione con opere appartenenti a tre diversi filoni risalenti agli anni Settanta: arte cinetica, pittura analitica e poesia visiva. Nel primo caso è la mutevolezza della stessa percezione ad interessare gli artisti cinetici, il cambiamento dato dal movimento apparente dell'opera. Si tratta di un filone basato sull'illusione ottica che l'opera muti di forma, mentre è l'osservatore che cambiando il suo punto di vista percepisce una visione diversa ad ogni angolazione da cui la guarda. Nomi importanti come Alberto Biasi, Franco Costalonga e Jorrit Tornquist, solo per fare degli esempi, testimonieranno questo aspetto della ricerca artistica.
Un tipo diverso di percezione è dato dalla riscoperta del colore e della tecnica pittorica fine a se stessa. Per i pittori analitici, quello che conta non è tanto il risultato finale ma enfatizzare e sottolineare quelli che sono gli elementi fondanti di un dipinto, il colore, la superficie, le stesse pennellate. Bellissimi esempi di Eugenio Carmi, Enzo Cacciola saranno indicativi di questa tendenza.
Tipicamente italiano è, infine, il filone della poesia visiva. Nato sulla base di ricerche e analisi della società del dopoguerra, finisce per esplodere tra gli anni Sessanta e Settanta non solo come critica verso la nuova cultura dei mass media, ma anche, e forse soprattutto, per comprenderla più a fondo e dar vita ad un'Arte che ne sia rappresentativa. A corollario dei nomi portati a testimonianza dei primi due filoni, esempi di poeti visivi saranno Eugenio Miccini, Sarenco e Lucia Marcucci.
Una mostra che sarà una riscoperta del rinnovamento artistico di questi anni, attraverso un'indagine che seguendo il comune denominatore della percezione darà modo all'osservatore di partecipare appieno al percorso pensato dal curatore. Non bisogna dimenticare che è proprio chi guarda l'opera che si rende elemento portante dello studio e delle ricerche sulla percezione portate avanti da tutti questi artisti, e tanti altri, presenti all'interno di questa interessante esposizione.
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