Rosanna Forino. Personale

Rosanna Forino, Colonna, 80x115, 2014, tecnica mista

 

Dal 01 Marzo 2014 al 26 Marzo 2014

Milano

Luogo: Spazio Tadini

Indirizzo: via Jommelli 24

Orari: da martedì a sabato 15.30-19

Curatori: Francesco Tadini

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 26829749 / 366 4584532

E-Mail info: ms@spaziotadini.it

Sito ufficiale: http://spaziotadini.wordpress.com/2014/02/21/mostre-milano-rosanna-forino-dal-1-al-26-marzo-a-spazio-tadini-a-cura-di-francesco-tadini/


Comunicato Stampa: “Il mio modo di guardare il quadro non è puramente istintivo, emotivo, ma razionale, intuitivo; posso capovolgere il quadro, riguardarlo e scoprirlo, questo mi fa vedere altro, mi stimola anche se è un gesto spontaneo, lo ha fatto anche Kandinsky con un suo paesaggio e questo gesto lo ha portato lontano... “ così racconta l’artista Rosanna Forino parlando del suo lavoro. Qui a Spazio Tadini vogliamo fare un omaggio a un’artista che riteniamo abbia dato un contributo importante al panorama artistico e culturale milanese, proponendo una selezione di suoi lavori recenti. Scrivono di lei: Alberto Veca (2008) “Sono in antagonismo, sia pure concordi nel mettere insieme un'immagine risultante, il tratto del disegno, netto e definito e il tratto disteso della pennellata: in questo caso si vuole sottolineare la registrazione di un tempo della realizzazione, con tutta l'emozione che il percorrere la superficie con un colore determina; in quello l'attenzione è concentrata su quanto viene delineato, una precisione calligrafica rispetto all'immediatezza del gesto. Una felice consonanza di opposti del linguaggio figurativo che in effetti sono antitetici in un ristretto mondo del fare immagine attenta al valore "linguistico" degli elementi che costituiscono l'immagine. L'allusione a una figuratività è costante nel lavoro dell'artista, una meditazione sul "paesaggio", inteso come esplorazione delle coordinate spaziali in cui l'uomo determina la propria posizione rispetto allo spazio e al tempo, alla propria storia (...)” Flaminio Gualdoni (2001) È una sorta di piacere intenso, e per fortuna non segreto, a presiedere la vita d'atelier di Rosanna Forino. Una vita fatta di luci alte, nette e d'un rapporto di limpida sensuosità con le sostanze coloristiche. Da sempre, Forino ha scelto per sè, per questi suoi haiku pittorici, il linguaggio della geometria, delle forme prime ? non pure, non ideologicamente stabilizzate: essenziali, piuttosto. Forme che non valgono sagome, bensì la distillazione di gesti formativi. E’ su questi due punti che può impostarsi una lettura pertinente del suo lavoro, che soprattutto nelle stagioni ultime ha trovato il passo, la souplesse, la pienezza del raggiungimento definitivo. Sono forme prime, perché non derivano ortopedicamente dal sogno di perfezione plastica che pure molte avanguardie del secolo avevano coltivato. Forino, ha ben notato Dmitrij Sarabianov, scava entro la sensazione naturale: meglio, verrebbe da dire, entro un sentimento del naturale che, in questi anni, è giunto a identificare nell'animo della pittrice lo stream vitale dell'ondeggiare marino, e il mistero meravigliato del variare di sostanza luminosa di mare e cielo, come valore complessivo dell'altro, di ciò che, fuori di noi, ci consente di pensarci. (…) Dmitrj Sarabianov (1989) “Rosanna Forino tende a conciliare i due poli estremi fra cui oscilla la tradizione italiana. Da una parte la matrice rinascimentale, la più classica rispetto alle scuole europee, il cui ricordo si è mantenuto a lungo nella pittura italiana. Dall'altra il futurismo, uno dei movimenti più innovatori e sovversivi dell'arte mondiale del XX secolo. La Forino è come se modernizzasse la tradizione classica, continuando le ricerche di armonia e bellezza, basandosi sul linguaggio artistico dell'era contemporanea. Nello stesso tempo, mantenendo le distanze dagli estremismi, prende questo linguaggio da maestri dell'avanguardia come Vasilij Kandinskij e Frantisek Kupka, mostrando chiaramente un trasporto per le tradizioni che si sono venute a creare nel nostro secolo. (...)



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