Darren Almond. In Temple Grounds

Opera di Darren Almond

 

Dal 16 Novembre 2019 al 04 Gennaio 2020

Napoli

Luogo: Galleria Alfonso Artiaco

Indirizzo: piazzetta Nilo 7

Orari: Monday - Saturday 10 am - 7 pm

Telefono per informazioni: +39 081 4976072

E-Mail info: info@alfonsoartiaco.com

Sito ufficiale: http://www.alfonsoartiaco.com


Comunicato Stampa:
Per la sua quinta personale (2005, 2007, 2010 e 2014) alla Galleria Alfonso Artiaco, l’artista britannico Darren Almond presenta “In Temple Grounds”, un’esposizione di nuovi dipinti e sculture. Questi ultimi lavori seguono il forte interesse dell’artista per il ridimensionamento dell’infinito in relazione alla mente del singolo individuo.
Le nuove opere multi-pannello intitolate “Counter Paintings” sono influenzate dalla geometria e dalla matematica, dai paesaggi e dalle costellazioni. Sistemati in griglia, questi dipinti policromi presentano numeri frammentati la cui disposizione ritmica appare catturarli in uno stato di permanente divenire.
La struttura a griglia fornisce un’atmosfera d’immutabilità contro la quale gli altri elementi vengono mostrati in apparente trasformazione, sia i frammenti di numeri che di colori sembrano aumentare e diminuire, comparendo in differenti gradi di intensità. Il lessico composto di Almond utilizza una struttura affine ai ‘Seishi’, pali di legno verticali, usati nei giardini giapponesi. I ‘Seishi’ supportano i rami più lontani degli antichi pini, durante la loro centenaria ascesa, permettendo di arrivare a crescere in spazi altrimenti irraggiungibili.
Operando nell’intersezione tra figurazione e astrazione, queste composizioni richiamano non solo alla sistemazione e alla forma ma anche agli spazi e ai passaggi nei giardini dei templi giapponesi rimandano all’esperienza del vuoto. Almond crea dipinti che possiedono stratificazioni molto sensibili e riflettenti. Questi strati sono costituiti non solo da disegno, pittura ma dall’applicazione di rame, argento e oro, metalli conduttori e trasformatori di energia. 
Questi dipinti mutano il loro aspetto nei diversi momenti del giorno e per periodi di tempo prolungati. In un istante, la loro superficie potrebbe trasformarsi da qualcosa di brillante, splendente e impenetrabile in altro di più scuro, luminescente, quasi acquoso. Questi lavori costantemente reagiscono e rispondono all’ambiente e alle mutevoli condizioni dell’atmosfera, sentieri di luce naturale sono riflessi in un istante, nel tempo presente, dove lo spettatore inequivocabilmente si trova.
In contrapposizione ai dipinti multi-pannello troviamo i “Divided Icon”, opere paradossalmente statiche. Questi lavori enigmatici presentano l’immagine di uno Zero diviso in due. Per alcuni lo zero potrebbe esprimere una condizione di essenziale interezza del Tutto e, ancora, qui, sta aspettando forse, uno spettatore che potrebbe ricostruirlo attraverso la compiutezza della sua mente come un luminoso portale, mediatore verso l’infinito.
La mostra “In Temple Grounds” racconta l’evoluzione ad oggi della ricerca artistica costante di Darren Almond sulla tematica del tempo, del suo scorrere, della percezione che ne ha il singolo individuo e allo stesso tempo la relazione invece che ne scaturisce con la memoria e coscienza collettiva.
 
Darren Almond è nato a Wigan, in Inghilterra, nel 1971. Lavora con una grande varietà di media che includono la fotografia, la scultura, la pittura e il video. Nel 2005 è stato nominato per il Turner Prize ed ha avuto numerose mostre personali in tutto il mondo: The Renaissance Society, Chicago (1999); De Appel, Amsterdam e la Kunsthalle Zürich, Zurigo (2001), Tate Britain, Londra (2001); Fondazione Nicola Trussardi/Palazzo della Ragione, Milano, Italia (2003); K21, Düsseldorf (2005); Museum Folkwang, Essen (2006); SITE Santa Fe (2007); Parasol Unit, Londra (2008); Villa Merkel, Esslingen and FRAC Haute- Normandie, Sotteville-les-Rouen (2011); Domaine de Chaumont-sur-Loire, Chaumont-sur-Loire (2012); Kunsthaus Graz, Graz (2015), SCAI the Bathhouse, Tokyo (2016); MUDAM, Lussemburgo (2017). Tra le principali mostre collettive si annoverano le partecipazioni a Biennale di Berlino (2001), Biennale di Venezia (2003), Biennale di Busan (2004), la mostra connessa al Turner Prize, Tate Britain, Londra (2005), Biennale di Mosca (2007) e Tate Triennal, Tate Britain, Londra (2009). Tra le altre ricordiamo poi The Nothing That Is, Royal Academy of Arts, Londra; Photographing Monet Gardens: Five Contemporary Views, Musée des Impressionismes, Giverny (2015); Fire under Snow, Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Sublime, les tremblements du monde, Centre Pompidou, Metz (2016); In My Shoes: Art and the Self since the 1990s, Yorkshire Sculpture Park, Wakefield e The MOON: From Inner Worlds to Outer Space, Louisiana  Museum of Modern Art, Humlebaek (2018); Apollo’s Muse: The Moon in the Age of Photography, The Metropolitan Museum, New York (2019)

Inaugurazione sabato 16 novembre 2019 alle ore 11.30

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