Max Cavuoto. Chemical Vagaries
© Max Cavuoto
Dal 7 Febbraio 2019 al 18 Febbraio 2019
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: PAN Palazzo delle Arti Napoli
Indirizzo: via dei Mille 60
Enti promotori:
- Assessorato alla Cultura e il Turismo del Comune di Napoli
- Con patrocinio dell’Associazione Aoros
“Chemical Vagaries” è il titolo della personale di X-Max, nome d’arte di Massimo Cavuoto, che sarà inaugurata organizzata giovedì 7 febbraio nella sala Foyer del Pan ore 17,00, in collaborazione con Assessorato alla Cultura e il Turismo del Comune di Napoli e patrocinata dall’Associazione benefica “Aoros” che sostiene il ricordo del giovane Valerio Castiello prematuramente scomparso in un incidente d’auto.
Circa una trentina di opere realizzate a tecnica mista di vario formato ripropongono, ma in maniera completamente nuova, il progetto sviluppato su immagini allucinatorie causate da un disturbo psicotico di cui l’artista napoletano ha sofferto per molti anni fino al 2012, data della sua completa guarigione.
“Questi lavori - spiega - nascono dalla mia volontà di condividere l’interpretazione, oltre il reale, del genere umano che interagisce con energie invisibili che circondano e plasmano silenti le vite, le scelte, la chimica, le credenze religiose in interazione con il cosmo.”
Allucinazioni, percezioni di realtà parallele, mondi paralleli, reali e immaginari popolati da figure “aliene” hanno danno vita ad una fantasiosa interpretazione della realtà quasi “disneyana” ricca di figure fantasmagoriche. Personaggi atipici, tipologie di terrestri, esseri mai visti prima, vengono riprodotti da X-Max fotograficamente e pittoricamente con disegni vettoriali. Paesaggi invisibili dove corpo e mente si incontrano nel loro transito temporale, visioni distorte dai colori alterati della natura, immagini di cellule organiche, ricordi visivi, fenomeni legati alla percezione e processi cerebrali permetteranno al visitatore di inoltrarsi in una realtà “altra” immaginata.Dal sole ai pianeti, chi e cosa ci circonda e plasma invisibile le nostre scelte, le energie invisibili, silenti, vengono trasferite nelle opere da Cavuoto per mostrare a tutti il mondo che ha attraversato la sua esistenza fino a poco tempo fa e per riuscire ad andare avanti nella creazione di opere d’arte del tutto nuove. Tra reale e onirico, concreto e fantastico, oggettivo e soggettivo come in un eterno fotogramma pittorico e fotografico di suggestioni visive, le opere entrano anche fisicamente nello spazio per rendere impossibile la distinzione tra le due dimensioni: una metafora del vivere attraverso una continua riflessione dicotomica sul suo senso. Mente e corpo, artificiale e naturale si incontrano per esplorare la relazione esistente tra arte e natura, attraverso un paziente lavoro di smembramento delle forme organiche e non ricavate dalla realtà e dalla fantasia fino a raggiungere i termini della loro rappresentazione. Attraverso la sua ricerca intendefar riflettere sulle nostre radici, memorie, tracce, sentimenti ed emozioni, con tutte le implicazioni filosofiche che i temi trattati comportano.L’arte, per l’artista napoletano, è una condizione esistenziale, una ricerca della bellezza che ci sovrasta, la possibilità di stabilire un contatto diretto con le opere attraverso le quali tenta di restituirci la sensazione di una magia, un incantesimo come una sorta di viaggio introspettivo nelle vicende esistenziali della vita rese con immagini e naturalezza per analizzare ciò che c’è nel profondo del suo animo e per edificare come un “muratore dell’universo”, in maniera astratta, cieli, colline, case e oggetti, sensazioni che lo colpiscono e che gli restano nella memoria. Attraverso le opere in mostra, realizzate con diversi medium-fotografia, disegno, computer -viene analizzata la “frattura” che esiste tra realtà e immaginazione per riuscire ad indagare la vita. Una via di accesso alle strutture profonde del reale, una ricerca continua che approdando ad un’immagine del mondo è nel contempo il riverbero della propria coscienza, la sua esplicitazione sensibile resa con un’intima urgenza espressiva.
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