Antonio Rovaldi. Orizzonte in Italia. Sveglio mare liscio due barche gialle più fumo
Antonio Rovaldi. Orizzonte in Italia. Sveglio mare liscio due barche gialle più fumo
Dal 3 Luglio 2014 al 31 Agosto 2014
Gavoi | Nuoro | Visualizza tutte le mostre a Nuoro
Luogo: Museo Comunale
Indirizzo: piazza S. Croce
Telefono per informazioni: +39 0784 52207
E-Mail info: info@isoladellestorie.it
Sito ufficiale: http://www.isoladellestorie.it/
"Orizzonte in Italia" è un lavoro di Antonio Rovaldi nato dal viaggio in bicicletta compiuto nel 2011 lungo il perimetro della Penisola italiana. Al Festival Letterario di Gavoi - “L'Isola delle storie” che si svolgerà dal 3 al 6 luglio 2014 - e fino al 31 agosto 2014, il Museo MAN presenterà, negli spazi del Museo Comunale, la serie di 148 fotografie della linea dell’orizzonte realizzate in quella occasione dall’artista, accompagnate da un lavoro sonoro inedito, frutto anch’esso dell’esperienza del viaggio in Italia.
La mostra di Gavoi viene a costituirsi come la prima parte di un lavoro in due tappe che vedrà la sua conclusione a Nuoro, negli spazi del museo MAN, nel febbraio del 2015, al termine di un nuovo viaggio realizzato - ancora una volta in bicicletta - lungo il perimetro della Sardegna.
“Durante il viaggio in Italia – ha spiegato Rovaldi - ho fotografato la linea dell’orizzonte a intervalli più o meno regolari, a seconda della reazione del mio corpo agli sforzi fisici. Ho raccolto moltissime immagini di orizzonte a differenti ore del giorno e della sera, un lunghissimo pentagramma cromatico guardato dalla costa italiana, da Nord a Sud e poi ancora da Sud a Nord, a risalire”.
Gli spazi vuoti tra un’immagine di orizzonte e quella successiva sono, nel viaggio come nell’installazione fotografica, momenti di vuoto e di sospensione, pause fisiche di un respiro che sembra cogliere la linea sinuosa della costa in un unico sguardo, colmando per un istante la parzialità della nostra visione sul paesaggio. La coscienza precisa della morfologia della costa italiana si fa così immagine astratta e metafisica di un sentimento che sfuma all’orizzonte.
“Mi piace pensare la fotografia non tanto come una singola immagine quanto, piuttosto, come ad una catena di immagini che si rincorrono, cadenzate da brevi o ampie pause, così com’è l’andamento del respiro quando si va in bicicletta coprendo lunghe distanze: a volte il respiro si affanna, altre volte rallenta, piatto e orizzontale come il nostro orizzonte visivo. La pellicola fotografica si distende lungo la linea dell’orizzonte coprendo, linea dopo linea, porzioni di territorio”.
Un catalogo bilingue, pubblicato da Humboldt Books, sarà presentato a febbraio, in occasione della mostra al Museo MAN. Il libro metterà a confronto le diverse idee di orizzonte, le diverse percezioni di sé e del percorso intrapreso, in relazione ai differenti concetti geografici dell’Isola e della Penisola.
Antonio Rovaldi è nato a Parma nel 1975. Attivo tra New York e l’Italia, la sua ricerca si sviluppa attraverso differenti media, come la fotografia, il video, la scultura e il disegno. Vincitore, nel 2006, del premio New York della Columbia University, ha esposto in numerosi musei e gallerie, sia in Italia che all’estero. Tra le sue ultime personali ricordiamo quelle all'Hirshhorn Museum di Washington dc, alla galleria Monitor di Roma e alla galleria The Goma di Madrid.
La mostra di Gavoi viene a costituirsi come la prima parte di un lavoro in due tappe che vedrà la sua conclusione a Nuoro, negli spazi del museo MAN, nel febbraio del 2015, al termine di un nuovo viaggio realizzato - ancora una volta in bicicletta - lungo il perimetro della Sardegna.
“Durante il viaggio in Italia – ha spiegato Rovaldi - ho fotografato la linea dell’orizzonte a intervalli più o meno regolari, a seconda della reazione del mio corpo agli sforzi fisici. Ho raccolto moltissime immagini di orizzonte a differenti ore del giorno e della sera, un lunghissimo pentagramma cromatico guardato dalla costa italiana, da Nord a Sud e poi ancora da Sud a Nord, a risalire”.
Gli spazi vuoti tra un’immagine di orizzonte e quella successiva sono, nel viaggio come nell’installazione fotografica, momenti di vuoto e di sospensione, pause fisiche di un respiro che sembra cogliere la linea sinuosa della costa in un unico sguardo, colmando per un istante la parzialità della nostra visione sul paesaggio. La coscienza precisa della morfologia della costa italiana si fa così immagine astratta e metafisica di un sentimento che sfuma all’orizzonte.
“Mi piace pensare la fotografia non tanto come una singola immagine quanto, piuttosto, come ad una catena di immagini che si rincorrono, cadenzate da brevi o ampie pause, così com’è l’andamento del respiro quando si va in bicicletta coprendo lunghe distanze: a volte il respiro si affanna, altre volte rallenta, piatto e orizzontale come il nostro orizzonte visivo. La pellicola fotografica si distende lungo la linea dell’orizzonte coprendo, linea dopo linea, porzioni di territorio”.
Un catalogo bilingue, pubblicato da Humboldt Books, sarà presentato a febbraio, in occasione della mostra al Museo MAN. Il libro metterà a confronto le diverse idee di orizzonte, le diverse percezioni di sé e del percorso intrapreso, in relazione ai differenti concetti geografici dell’Isola e della Penisola.
Antonio Rovaldi è nato a Parma nel 1975. Attivo tra New York e l’Italia, la sua ricerca si sviluppa attraverso differenti media, come la fotografia, il video, la scultura e il disegno. Vincitore, nel 2006, del premio New York della Columbia University, ha esposto in numerosi musei e gallerie, sia in Italia che all’estero. Tra le sue ultime personali ricordiamo quelle all'Hirshhorn Museum di Washington dc, alla galleria Monitor di Roma e alla galleria The Goma di Madrid.
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