12. Un Tempo Sacro di Micaela Cometa Xerra

Micaela Cometa Xerra, dettaglio opera 2026

 

Dal 10 Luglio 2026 al 11 Luglio 2026

Luogo: Cappella dell’Incoronata - Palazzo Riso

Indirizzo: Via Incoronazione 13

Curatori: Pyanocrea.Studio

Enti promotori:

  • Regione Siciliana

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.museoartecontemporanea.it


Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta dall’11 luglio all’11 settembre 2026, presso la Cappella dell’Incoronata, “12. Un Tempo Sacro”, installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra, a cura di Pyanocrea.Studio, che si configura come un’esperienza artistica tra pittura, performance e dimensione rituale.
 
Il progetto, promosso e sostenuto dalla Regione Siciliana, nasce come omaggio a Santa Rosalia, figura centrale della devozione palermitana, e prende ispirazione dai dodici anni trascorsi dalla Santa in isolamento nella grotta di Monte Pellegrino. Questo periodo di reclusione, preghiera e trasformazione spirituale diventa la matrice simbolica dell’intero lavoro, che traduce il tempo sacro in un percorso immersivo, sensoriale e contemplativo. È un progetto che si configura come atto di devozione e riflessione sul tempo interiore. Le opere astratte diventano così “reliquie contemporanee”, presenze silenziose che restituiscono la dimensione dell’attesa, della trasformazione e della santità vissuta nel quotidiano.
 
Dal 2024 la partecipazione attiva del Museo Riso alle celebrazioni rosaliane si concentra su Rosalia come portatrice di valori universali e sempre attuali come dimostra la immediatezza multiforme, varia e creativa con cui gli artisti del nostro tempo accolgono il tema e lo restituiscono alla collettività. In particolare, quest'anno, con il progetto di Cometa Xerra, il linguaggio del contemporaneo si applica a uno degli aspetti identitari da più di quattrocento anni delle celebrazioni di Santa Rosalia. Il festino si fonda sulla partecipazione e immedesimazione del singolo nel prodigio spettacolare che si ripete ogni anno e ciò accade anche quest'anno. nella cappella dell’Incoronata, l’opera di Cometa Xerra interpreta il rito collettivo del Festino.

La pratica di Micaela Cometa Xerra, artista nata a Palermo e attualmente residente a Lanzarote, si fonda su una pittura espansa che integra materiali organici e vulcanici, trasformando la superficie in un campo di forze fisiche e simboliche. Influenzata dai paesaggi della Sicilia e di Lanzarote, la sua ricerca indaga le relazioni tra accumulo, erosione e memoria, dando forma a un linguaggio visivo essenziale e profondamente materico.
 
La Cappella dell’Incoronata viene interpretata da Micaela Cometa Xerra come spazio di soglia, riletto come dispositivo immersivo e rituale. La scelta dello spazio non è casuale: la sua dimensione raccolta e la matericità della pietra diventano metafora fisica e sensoriale della grotta di Santa Rosalia. Oscurata e rivestita da drappi, la cappella assume la forma evocativa di una grotta contemporanea, in continuità con la ricerca dell’artista sulla materia, sul sacro e sulla trasformazione percettiva dello spazio.
 
L’ambiente è concepito come un luogo di immersione totale, in cui il visitatore è invitato a entrare in una dimensione intima e sacrale, compiendo un vero e proprio pellegrinaggio interiore. Le opere si presentano come reliquie contemporanee, accompagnate da candele secondo un gesto votivo e devozionale che attraversa l’intero allestimento.
 
Il percorso espositivo si sviluppa come un cammino simbolico: le opere iniziali, caratterizzate da tonalità terrose, rimandano alla dimensione originaria della grotta attraverso forme circolari, linee geometriche e strutture cubiche che evocano gli elementi essenziali dello spazio vissuto dalla Santa. Proseguendo, si attiva una progressiva trasformazione cromatica in cui i colori della terra lasciano spazio a tonalità di rosa e nero, simboli legati alla città di Palermo e al periodo della peste, segnando il passaggio verso la dimensione salvifica di Santa Rosalia.

Le opere, realizzate su lino con materiali e pigmenti materici, si dispongono verticalmente nello spazio come icone contemporanee. Foglie, cenere, terra di lava e pigmenti naturali costruiscono superfici stratificate che indagano la relazione tra memoria, corpo e paesaggio e che evocano fede e speranza. Alla base di ogni lavoro si trovano fiori e candele, elementi votivi che rafforzano la dimensione rituale dell’installazione, mentre le cromie seguono una progressione simbolica che dalla terra conduce ai toni del rosa e del nero.
 
Il percorso culmina nell’altare sconsacrato, dove è collocata un’immagine iconica di Santa Rosalia, opera che l’artista dona al museo: punto di approdo di un’esperienza che intreccia contemplazione e trasformazione. L’ingresso stesso alla mostra è concepito come una soglia teatrale che separa il mondo esterno dallo spazio sacro dell’opera, introducendo il visitatore in un ambiente sospeso in cui materia, luce e suono costruiscono una narrazione sensoriale sul tempo, sull’isolamento e sulla rigenerazione spirituale.

Il progetto si inserisce in un momento simbolico per la città di Palermo, in occasione del Festino di Santa Rosalia (14 luglio), celebrazione che ricorda la liberazione della città dalla peste del 1624 grazie all’intercessione della “Santuzza”. In questo contesto, l’iniziativa contribuisce a un dialogo tra arte contemporanea, territorio e comunità, attivando una riflessione condivisa sul rapporto tra memoria, devozione e identità collettiva.

Micaela CometaXerra (Palermo, 1985) è un’artista italiana con esperienza internazionale, la cui ricerca si sviluppa attorno all’intersezione tra materialità, corporeità e forze naturali attraverso una pratica di pittura espansa. La sua opera nasce da un rapporto diretto con la materia - cenere, terra di lava, sabbia, sale, pigmenti organici e talvolta elementi più estremi come il sangue - che viene trasformata in superfici pittoriche dense, stratificate e cariche di energia simbolica. Dopo gli studi in Pubblicità presso l’Università di Palermo, si trasferisce a Milano nel 2005, dove lavora come Account Manager per Saatchi & Saatchi; nel 2015 si stabilisce a Lanzarote, paesaggio che diventa centrale nella sua ricerca visiva e concettuale. Dal 2020 si dedica in modo esclusivo alla pittura, dopo anni in cui l’arte rappresentava uno spazio personale e di elaborazione interiore. La sua pratica, influenzata dai paesaggi vulcanici siciliani e canari, riflette processi geologici ed emotivi di accumulo, erosione e trasformazione, traducendo memoria e identità in strutture visive essenziali ma profondamente narrative. Attraverso un linguaggio che dialoga con il neo-espressionismo, l’artista mette in discussione i confini della pittura tradizionale, lasciando che la materia agisca come soggetto attivo dell’opera e generi un’esperienza immersiva e sensoriale per lo spettatore. Le sue opere sono state esposte in contesti internazionali tra Europa e Stati Uniti e sono presenti in collezioni private e pubbliche.  Negli ultimi anni il lavoro di Micaela Cometa è stato presentato in contesti internazionali di rilievo, tra cui Art Basel a Basilea (sia nel 2023 sia nel 2025 nella sezione Kabinett), il Carrousel du Louvre a Parigi nel 2025 e la Biennale di Venezia presso la Galleria Cipriani nel 2024. Nel 2023 ha esposto con la mostra “Los Colores de La Isla” presso la Lanzarote Art Gallery e all’Aeroporto César Manrique di Lanzarote, oltre a una personale presso la NYC Art Gallery di Nolita, a New York. La sua presenza internazionale include anche Art Basel Miami nel 2022, la Biennale di Genova e la Lacuna Art Gallery nel 2020, segnando un percorso espositivo continuo tra Europa e Stati Uniti. Le prossime tappe del suo percorso includono Art Basel 2026, una mostra a Madrid, presso l’aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas nel mese di agosto e infine a settembre a Barcellona all’aeroporto Josep Tarradellas Barcelona-El Prat.

Vernissage: 10 luglio 2026, ore 18.30

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