Mario Francesconi e Leonardo Sciascia. Transiti
Mario Francesconi e Leonardo Sciascia. Transiti, Fondazione Giuseppe Whitaker - Villa Malfitano, Palermo
Dal 15 Marzo 2014 al 30 Aprile 2014
Palermo | Visualizza tutte le mostre a Palermo
Luogo: Fondazione Giuseppe Whitaker - Villa Malfitano
Indirizzo: via Dante Alighieri 167
Orari: da lunedì a sabato 9-13
Costo del biglietto: intero € 6, studenti € 3
Telefono per informazioni: +39 02 36687167
E-Mail info: ufficiostampa@iecservizi.com
Sito ufficiale: http://www.fondazionewhitaker.it
Arriva a Palermo, nella cornice maestosa di Villa Malfitano, sede della Fondazione Giuseppe Whitaker, Transiti, una mostra “a quattro mani”, che racconta la lunga storia dell’amiciziafra il maestro viareggino Mario Francesconi e lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia
Quello tra Francesconi e Sciascia, infatti, prima di essere una liason artistica, è stato un incontro segnato da una grande passione civile e da una reale, umana tensione alla ricerca del vero. Stimato da personaggi straordinari come Mino Maccari o Mario Tobino, Cesare Zavattini, Roberto Longhi, Romano Bilenchi o Sandro Penna, fu proprio Leonardo Sciascia a presentare questo singolare artista toscano alla città di Palermo nel 1970: in occasione di una mostra alla galleria “La Tavolozza”, ne sottolineò la capacità di affrontare e rappresentare “sottilmente e maliziosamente” la realtà delle cose, per ridurla “in parvenze, in illusioni, in astrazioni”. Ma non finì qui: i due artisti si ritrovarono uniti da un naturale sentimento di discrezione, entrambi restii com’erano a crogiolarsi sotto i riflettori della mondanità del tempo.
Adesso, grazie allo studio legale milanese La Scala, impegnato nel sostegno e nella diffusione dell’arte e della cultura in Italia, con la collaborazione dell’associazione “Amici di Leonardo Sciascia”, la mostra che celebra il famoso scrittore di Racalmuto torna alle origini, laddove i due grandi artisti si sono conosciuti. Si tratta, dunque, di un’interessantissima occasione per conoscere il percorso di questo protagonista della letteratura del Novecento e del suo impegno concreto e incessante per la giustizia giusta, visto con gli occhi di una figura appartata e vivacissima dell'arte contemporanea italiana. Mario Francesconi, infatti, ha attraversato oltre cinquant’anni di arte contemporanea senza mai montarsi la testa, senza farsi imbrigliare dalle definizioni di una qualche categoria artistica. È un ritrattista particolare, che compone opere su carta incollando, manipolando. Ma la fotografia, la scrittura, il disegno, il collage o il frammento, non sono tecniche a cui attenersi rigidamente; sono, nelle sue mani, singoli elementi che si compenetrano. E, in questo caso, il soggetto è Sciascia, con tutte le sue sfaccettature: “L’opera – spiega lo storico dell’arte Luigi Cavallo - diventa un pretesto di sconfinamento dove non è necessariamente l’osservatore a guardare il ritratto, ma il soggetto raffigurato a osservare lo spettatore, lanciandolo, attraverso l’uso del chiaroscuro dal ritmo anti-armonico, nel turbinio delle verità sciasciane”.
L’idea della mostra “Transiti” nasce nel giugno 2012, nel corso di un’intervista di Francesco Izzo a Francesconi sul suo rapporto con Sciascia. Izzo, a cui si deve l’organizzazione del ciclo espositivo che è partito da Milano nonché la cura della plaquette-catalogo che lo accompagna, gli aveva chiesto se avesse mai ritratto lo scrittore siciliano. Inaspettatamente, dalla risposta a quella domanda emergeva la scoperta di un numero, sorprendente per varietà, tematica e ampiezza, di ritratti, inediti, che Francesconi aveva realizzato su Sciascia dagli anni ’70 ai giorni nostri.
La mostra, il cui allestimento è curato dallo stesso Francesconi, arriva a Palermo dopo essere stata dal 20 novembre al 31 gennaio, esposta a Milano nell’auditorium dello Studio Legale La Scala.
Quello tra Francesconi e Sciascia, infatti, prima di essere una liason artistica, è stato un incontro segnato da una grande passione civile e da una reale, umana tensione alla ricerca del vero. Stimato da personaggi straordinari come Mino Maccari o Mario Tobino, Cesare Zavattini, Roberto Longhi, Romano Bilenchi o Sandro Penna, fu proprio Leonardo Sciascia a presentare questo singolare artista toscano alla città di Palermo nel 1970: in occasione di una mostra alla galleria “La Tavolozza”, ne sottolineò la capacità di affrontare e rappresentare “sottilmente e maliziosamente” la realtà delle cose, per ridurla “in parvenze, in illusioni, in astrazioni”. Ma non finì qui: i due artisti si ritrovarono uniti da un naturale sentimento di discrezione, entrambi restii com’erano a crogiolarsi sotto i riflettori della mondanità del tempo.
Adesso, grazie allo studio legale milanese La Scala, impegnato nel sostegno e nella diffusione dell’arte e della cultura in Italia, con la collaborazione dell’associazione “Amici di Leonardo Sciascia”, la mostra che celebra il famoso scrittore di Racalmuto torna alle origini, laddove i due grandi artisti si sono conosciuti. Si tratta, dunque, di un’interessantissima occasione per conoscere il percorso di questo protagonista della letteratura del Novecento e del suo impegno concreto e incessante per la giustizia giusta, visto con gli occhi di una figura appartata e vivacissima dell'arte contemporanea italiana. Mario Francesconi, infatti, ha attraversato oltre cinquant’anni di arte contemporanea senza mai montarsi la testa, senza farsi imbrigliare dalle definizioni di una qualche categoria artistica. È un ritrattista particolare, che compone opere su carta incollando, manipolando. Ma la fotografia, la scrittura, il disegno, il collage o il frammento, non sono tecniche a cui attenersi rigidamente; sono, nelle sue mani, singoli elementi che si compenetrano. E, in questo caso, il soggetto è Sciascia, con tutte le sue sfaccettature: “L’opera – spiega lo storico dell’arte Luigi Cavallo - diventa un pretesto di sconfinamento dove non è necessariamente l’osservatore a guardare il ritratto, ma il soggetto raffigurato a osservare lo spettatore, lanciandolo, attraverso l’uso del chiaroscuro dal ritmo anti-armonico, nel turbinio delle verità sciasciane”.
L’idea della mostra “Transiti” nasce nel giugno 2012, nel corso di un’intervista di Francesco Izzo a Francesconi sul suo rapporto con Sciascia. Izzo, a cui si deve l’organizzazione del ciclo espositivo che è partito da Milano nonché la cura della plaquette-catalogo che lo accompagna, gli aveva chiesto se avesse mai ritratto lo scrittore siciliano. Inaspettatamente, dalla risposta a quella domanda emergeva la scoperta di un numero, sorprendente per varietà, tematica e ampiezza, di ritratti, inediti, che Francesconi aveva realizzato su Sciascia dagli anni ’70 ai giorni nostri.
La mostra, il cui allestimento è curato dallo stesso Francesconi, arriva a Palermo dopo essere stata dal 20 novembre al 31 gennaio, esposta a Milano nell’auditorium dello Studio Legale La Scala.
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