Yuval Avital. Persona
Yuval Avital. Persona, Palazzo Marchi, Parma
Dal 10 Settembre 2022 al 30 Ottobre 2022
Luogo: Palazzo Marchi
Indirizzo: Via Repubblica 57
Orari: venerdì, sabato e domenica 11-20
Curatori: Chiara Canali e Camilla Mineo
Enti promotori:
- PARMA 360 Festival della creatività contemporanea
Costo del biglietto: 5 €. Ingresso con visita 1h: 8 €
Sito ufficiale: http://www.parma360festival.it
In mostra circa 40 opere tra sculture e maschere sonore, video art, sound
art, fotografie e installazioni inedite di Yuval Avital. La mostra è realizzata
da Parma 360 in collaborazione con Reggio Parma Festival.
Nell’ambito della macro-opera realizzata da Yuval Avital con il titolo “Il Bestiario della Terra”, progetto dell’anno del Reggio Parma Festival 2022, che si snoda nel corso dei mesi con un palinsesto composto da esposizioni monografiche, installazioni e grandi eventi, Persona è la terza mostra e rappresenta l’indagine sulla maturità, dopo le due precedenti svolte sull’infanzia, con Anatomie squisite (Musei Civici di Reggio Emilia), e sull’adolescenza, con Lessico Animale. Prologo (APE Museo di Parma).
La pratica di Avital, come è risaputo, è di natura poliedrica, multimediale e multidisciplinare. La sua ricerca coinvolge linguaggi artistici eterogenei che spaziano dalla scrittura di partiture musicali alla pittura, dal suono alle installazioni complesse, passando per performance, video-art, fotografia, sculture sonore e nuove tecnologie. Anche nella mostra Persona, Avital ha pensato a un progetto che dialoghi con la sede in cui sarà presentato, per cui verranno realizzate anche opere inedite e suggerite proprio dallo spazio, in una stretta interazione – a volte impostata su un forte contrasto - tra le opere e i bellissimi ambienti del settecentesco Palazzo Marchi. Le principali interpretazioni etimologiche individuano concordemente nel mondo del teatro classico l'origine della parola persona. Il termine italiano persona proviene dal latino ed è connesso al verbo latino personare, formato da per = attraverso + sonare = risuonare, con riferimento agli attori del teatro classico che "parlavano attraverso" la maschera lignea che indossavano in scena. Persona, dunque, in passato significava maschera. Partendo da questi presupposti Avital ha focalizzato la sua ricerca nell’ambito della riflessione in atto sulla natura umana e, come la maschera permette a ciascuno, nascondendolo, di esprimere le verità più profonde, il vero proprio “io” e di conseguenza l’anima primordiale, istintiva e animalesca racchiusa in ciascuno di noi, ha cercato di identificare o aprire diversi canali di comunicazione con il mondo.
Già da diversi anni Avital rimarca nella propria opera l’esigenza di ribadire l’unicità dell’Individuo, anche - e soprattutto - in situazioni esasperate. Basti pensare alla guerra in Ucraina, al continuo flusso migratorio in corso nel Mediterraneo con le tragedie che ne conseguono, agli stravolgimenti naturali e climatici cui assistiamo impotenti: spesso si tende a dimenticare che dietro a questi eventi tragici o estremi, i numeri di cui si sente parlare, quasi senza più prestarvi attenzione, riferiscono a Persone e a storie che meritano - e devono - essere ascoltate.
Per sottolineare la sua personale visione di individuo e di individualità, l’artista intende reagire a questi fondamentali accadimenti nell’hic et nunc creando con i suoi lavori luoghi di riflessione e di dialogo, che accolgano, curino e sostengano.
Per questo, nella mostra Persona, verranno presentate le opere selezionate dall’artista tra quelle che hanno per tema centrale l’individuo, che non sempre è presente, anzi, spesso è offerto al pubblico attraverso la sua assenza.
Tra queste: le celebri Maschere Sonore (realizzate dall’artista in collaborazione con eccellenze artigianali toscane nel 2019, in occasione della mostra monografica Nephilìm al Museo Marino Marini di Firenze, e presentate in diversi sedi tra cui nel 2021, nell’installazione site-specific Mikvé, ai Bagni Misteriosi di Milano) che con la loro forza simbolica e arcaica trasudano mistero, artificio e rito; la video installazione Firedance, una riflessione nata davanti ai tradizionali fuochi di San Giuseppe di Matera, in cui l’ombra di un bambino che alimenta il fuoco va inteso da un lato come messaggio spirituale e purificatore, ma dall’altro si possono vedere le fiamme che, alimentate dalla mano umana, stanno bruciando il pianeta; poi, River Icons un lavoro iconografico in cui il fiume allude al flusso dei migranti che abbandonano le loro terre in fuga e in cui, ripercorrendo con i rifugiati alcuni punti cardinali della vita di ciascun uomo - come la madre, l’ infanzia e così via - Avital innesca un processo di ri-umanizzazione dell’individuo de-umanizzato.
Dopo essersi posto domande e cercato risposte a interrogativi quali “cos’è un corpo, cosa un organo?”, e dopo aver esplorato l’essenza autentica e profonda dell’essere umano nel tentativo di far emergere le sue origini istintive e animalesche, Avital compie un passo in avanti nella sua indagine caleidoscopica, cercando di definire quei confini tra la presenza umana e la sua definizione nello spazio e nel tempo, che la rendono così unica e diversa da ogni altra specie vivente.
Nell’ambito della macro-opera realizzata da Yuval Avital con il titolo “Il Bestiario della Terra”, progetto dell’anno del Reggio Parma Festival 2022, che si snoda nel corso dei mesi con un palinsesto composto da esposizioni monografiche, installazioni e grandi eventi, Persona è la terza mostra e rappresenta l’indagine sulla maturità, dopo le due precedenti svolte sull’infanzia, con Anatomie squisite (Musei Civici di Reggio Emilia), e sull’adolescenza, con Lessico Animale. Prologo (APE Museo di Parma).
La pratica di Avital, come è risaputo, è di natura poliedrica, multimediale e multidisciplinare. La sua ricerca coinvolge linguaggi artistici eterogenei che spaziano dalla scrittura di partiture musicali alla pittura, dal suono alle installazioni complesse, passando per performance, video-art, fotografia, sculture sonore e nuove tecnologie. Anche nella mostra Persona, Avital ha pensato a un progetto che dialoghi con la sede in cui sarà presentato, per cui verranno realizzate anche opere inedite e suggerite proprio dallo spazio, in una stretta interazione – a volte impostata su un forte contrasto - tra le opere e i bellissimi ambienti del settecentesco Palazzo Marchi. Le principali interpretazioni etimologiche individuano concordemente nel mondo del teatro classico l'origine della parola persona. Il termine italiano persona proviene dal latino ed è connesso al verbo latino personare, formato da per = attraverso + sonare = risuonare, con riferimento agli attori del teatro classico che "parlavano attraverso" la maschera lignea che indossavano in scena. Persona, dunque, in passato significava maschera. Partendo da questi presupposti Avital ha focalizzato la sua ricerca nell’ambito della riflessione in atto sulla natura umana e, come la maschera permette a ciascuno, nascondendolo, di esprimere le verità più profonde, il vero proprio “io” e di conseguenza l’anima primordiale, istintiva e animalesca racchiusa in ciascuno di noi, ha cercato di identificare o aprire diversi canali di comunicazione con il mondo.
Già da diversi anni Avital rimarca nella propria opera l’esigenza di ribadire l’unicità dell’Individuo, anche - e soprattutto - in situazioni esasperate. Basti pensare alla guerra in Ucraina, al continuo flusso migratorio in corso nel Mediterraneo con le tragedie che ne conseguono, agli stravolgimenti naturali e climatici cui assistiamo impotenti: spesso si tende a dimenticare che dietro a questi eventi tragici o estremi, i numeri di cui si sente parlare, quasi senza più prestarvi attenzione, riferiscono a Persone e a storie che meritano - e devono - essere ascoltate.
Per sottolineare la sua personale visione di individuo e di individualità, l’artista intende reagire a questi fondamentali accadimenti nell’hic et nunc creando con i suoi lavori luoghi di riflessione e di dialogo, che accolgano, curino e sostengano.
Per questo, nella mostra Persona, verranno presentate le opere selezionate dall’artista tra quelle che hanno per tema centrale l’individuo, che non sempre è presente, anzi, spesso è offerto al pubblico attraverso la sua assenza.
Tra queste: le celebri Maschere Sonore (realizzate dall’artista in collaborazione con eccellenze artigianali toscane nel 2019, in occasione della mostra monografica Nephilìm al Museo Marino Marini di Firenze, e presentate in diversi sedi tra cui nel 2021, nell’installazione site-specific Mikvé, ai Bagni Misteriosi di Milano) che con la loro forza simbolica e arcaica trasudano mistero, artificio e rito; la video installazione Firedance, una riflessione nata davanti ai tradizionali fuochi di San Giuseppe di Matera, in cui l’ombra di un bambino che alimenta il fuoco va inteso da un lato come messaggio spirituale e purificatore, ma dall’altro si possono vedere le fiamme che, alimentate dalla mano umana, stanno bruciando il pianeta; poi, River Icons un lavoro iconografico in cui il fiume allude al flusso dei migranti che abbandonano le loro terre in fuga e in cui, ripercorrendo con i rifugiati alcuni punti cardinali della vita di ciascun uomo - come la madre, l’ infanzia e così via - Avital innesca un processo di ri-umanizzazione dell’individuo de-umanizzato.
Dopo essersi posto domande e cercato risposte a interrogativi quali “cos’è un corpo, cosa un organo?”, e dopo aver esplorato l’essenza autentica e profonda dell’essere umano nel tentativo di far emergere le sue origini istintive e animalesche, Avital compie un passo in avanti nella sua indagine caleidoscopica, cercando di definire quei confini tra la presenza umana e la sua definizione nello spazio e nel tempo, che la rendono così unica e diversa da ogni altra specie vivente.
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