Un capolavoro a Perugia: L’Arlesiana di Vincent Van Gogh

© Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma. Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo | Vincent van Gogh, L'arlesiana (Madame Ginoux), 1888, olio su tela, 50x60 cm. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea 

 

Dal 1 Luglio 2026 al 27 Settembre 2026

Luogo: Galleria Nazionale dell’Umbria

Indirizzo: Corso Vannucci 9

Sito ufficiale: http://gallerianazionaledellumbria.it/


Dal 1° luglio un altro straordinario evento espositivo arricchirà le sale della Galleria Nazionale dell’Umbria, la quale porta a Perugia un prestito concesso dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: L’Arlesiana di Vincent Van Gogh.

Il terzo appuntamento con Un capolavoro a Perugia (dopo Le tre età di Klimt e il Nu couché di Modigliani) è immaginato come un percorso a tre tappe, che prevede la collocazione del capolavoro in una parete “tutta per sé”, anticipata da uno spazio preliminare, pensato per illustrare il contesto storico-critico di riferimento, e arricchita da un ambiente immersivo, nel quale, attraverso proiezioni-video, si ripercorrono molteplici aspetti salienti dell’universo formale, tecnico e culturale dell’artista di riferimento.

Il progetto è reso possibile, inoltre, dalla solida e felice collaborazione tra la GNU e il Museo dell’Ottocento di Pescara – Fondazione Di Persio Pallotta, che contribuirà generosamente al percorso con il prestito di sedici opere di artisti italiani contemporanei che hanno operato tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, volte a documentare le tappe più rilevanti dell’affrancamento della ritrattistica dalle regole accademiche di metà Ottocento e ampliare il punto di vista del discorso verificando gli esiti della ricerca degli artisti operanti a Parigi in anni prossimi a quelli dell’impressionismo e di Van Gogh. Saranno esposti ritratti femminili di alcuni tra i pittori italiani che hanno maggiormente avuto rapporti con la Francia negli anni dell’Impressionismo, come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega e Antonio Mancini, i cui volti di donna rivelano un’intensità e una qualità non livellate sull’immagine femminile borghese, elegante e aggraziata, bensì foriera di una nuova visione che apre alle avanguardie del XX secolo.

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF