Exit. Collettiva
Exit. Collettiva, Roma
Dal 1 Dicembre 2015 al 10 Dicembre 2015
Luogo: Imperium Artis
Indirizzo: via San Giovanni in Laterano 228 - 232
Orari: da martedì a domenica 10-20
Curatori: Anna Mola
Costo del biglietto: ingresso libero
E-Mail info: valeriadipofi@imperiumartis.com
Sito ufficiale: http://www.imperiumartis.com
La mostra “Exit” è composta da opere di fotografia e pittura realizzate da 10 autori provenienti da: Italia, Polonia, Finlandia e Turchia. Ciò che accomuna i lavori è il tema del passaggio, della trasformazione e dei differenti esiti che da questi possono generarsi. Un'uscita positiva e “rinfrescante” è quella rappresentata da Chiara Cadei e Marta Zylska, attraverso le quali entriamo in giardini fioriti e profumati. La prima ha ritratto un non-luogo di passaggio, dove per lei è nato qualcosa. Con la seconda fotografa, invece, conosciamo la realtà dei parchi pubblici polacchi, posti eco-sostenibili di aggregazione e vita comunitaria. Restiamo immersi nella natura con Virpi Leinonen, che ci permette di osservare da vicino la fusione del ghiaccio: una trasformazione naturale che compone e offre all'osservatore figure suggestive e affascinanti. Un passaggio sperato è quello di Serdar Tepe, fotografo turco che immagina una società in cui uomini e donne si scambiano i ruoli tradizionalmente a loro attribuiti. Il passaggio diventa fuga dalla realtà con Ludovica Lanci, che ha realizzato una serie di fotografie che rappresentano le più comuni dipendenze dell'uomo contemporaneo; fughe che poi richiedono a loro volta un'uscita-salvezza. Il cambiamento è anche una sensazione, come mostrano Emanuela Gregolin e Francesco Giardina: Emanuela, infatti, racconta visivamente alcune fasi del suo percorso di superamento di limiti e confini, non solo in senso artistico. Francesco, invece, mostra i sentimenti di paura, incertezza e stupore nell'universo femminile. Di nuovo una donna è protagonista del trittico presentato da Damiano Serra: una ragazza che attraversa un senso di sopraffazione, da cui poi riemerge lentamente. Attraverso Francesco Fillini la riflessione si apre al mondo dell'arte contemporaneo. Il titolo emblematico della sua opera, “The end of image society”, indica un metaforico “buco nero” come uscita di scena di molti elementi. Chiude la mostra la delicata visione degli anziani di Flavio Tecchio: due figure in bianco e nero, simboli allo stesso tempo di indebolimento fisico e di speranza di pace e redenzione future.
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