I sotterranei di Caracalla
I sotterranei di Caracalla, Terme di Caracalla, Roma
Dal 21 Dicembre 2012 al 30 Settembre 2013
Luogo: Terme di Caracalla
Indirizzo: viale Terme di Caracalla 52
Orari: dalle 9 a un’ora prima del tramonto; lunedì 8.30-13; chiuso 25 dicembre e 1° gennaio
Curatori: Marina Piranomonte
Enti promotori:
- Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
- Electa
Costo del biglietto: intero € 7, ridotto € 4
Telefono per informazioni: +39 06 39967700
E-Mail info: ssba-rm@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://archeoroma.beniculturali.it
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma apre per la prima volta al pubblico i sotterranei di Caracalla. Questo evento fa seguito alla riapertura lo scorso ottobre – dopo dieci anni di chiusura - del mitreo. In questa data si inaugura nei sotterranei anche la musealizzazione permanente di circa 45 reperti marmorei mai esposti prima e tutti restaurati per quest’occasione.
Provenienti dalle stesse terme, i reperti marmorei sono suddivisi in 7 isole espositive a creare un Antiquarium. Le trabeazioni architettoniche finemente lavorate sono sistemate in armadiature metalliche e i capitelli, tra cui quelli monumentali provenienti dal frigidarium raffiguranti Ercole, Venere e Marte sono montati su false colonne per restituire, anche se parzialmente, la visione dal basso per la quale erano nati, suggerendo tutta la grandiosità dell’intero complesso, una volta splendidamente decorato da marmi rari, sculture e mosaici. L’allestimento dell’insieme dei reperti è collocato su pedane ricoperte con una finitura verde-azzurro a suggerire l’idea dell’acqua e, con essa, l’ambientazione originaria dei marmi. Per l’apertura dei sotterranei si è anche provveduto all’impermeabilizzazione delle volte che coprono le ampie gallerie e all’illuminazione degli ambienti facendo particolare attenzione ad esaltare i marmi esposti. Il percorso espositivo si articola lungo due gallerie parallele, che dalle scale d’accesso conduce prima alle due isole espositive dedicate alle palestre, poi a quella del frigidarium, per proseguire nella seconda galleria che contiene le isole della natatio e delle biblioteche.
Oltre ai due piani in alzato, che in alcuni punti misurano ben 37 metri d’altezza, delle Terme di Caracalla restano tre livelli sotterranei, di cui si aprono al pubblico, per ora, solo due gallerie dei circa 2 chilometri conservati. È nei sotterranei il fulcro della vita delle terme, il luogo dove lavoravano centinaia di schiavi e di operai specializzati per far funzionare la complessa macchina tecnologica delle terme. Lì erano collocati i forni necessari per il riscaldamento delle acque destinate al caldarium e alle saune.
Provenienti dalle stesse terme, i reperti marmorei sono suddivisi in 7 isole espositive a creare un Antiquarium. Le trabeazioni architettoniche finemente lavorate sono sistemate in armadiature metalliche e i capitelli, tra cui quelli monumentali provenienti dal frigidarium raffiguranti Ercole, Venere e Marte sono montati su false colonne per restituire, anche se parzialmente, la visione dal basso per la quale erano nati, suggerendo tutta la grandiosità dell’intero complesso, una volta splendidamente decorato da marmi rari, sculture e mosaici. L’allestimento dell’insieme dei reperti è collocato su pedane ricoperte con una finitura verde-azzurro a suggerire l’idea dell’acqua e, con essa, l’ambientazione originaria dei marmi. Per l’apertura dei sotterranei si è anche provveduto all’impermeabilizzazione delle volte che coprono le ampie gallerie e all’illuminazione degli ambienti facendo particolare attenzione ad esaltare i marmi esposti. Il percorso espositivo si articola lungo due gallerie parallele, che dalle scale d’accesso conduce prima alle due isole espositive dedicate alle palestre, poi a quella del frigidarium, per proseguire nella seconda galleria che contiene le isole della natatio e delle biblioteche.
Oltre ai due piani in alzato, che in alcuni punti misurano ben 37 metri d’altezza, delle Terme di Caracalla restano tre livelli sotterranei, di cui si aprono al pubblico, per ora, solo due gallerie dei circa 2 chilometri conservati. È nei sotterranei il fulcro della vita delle terme, il luogo dove lavoravano centinaia di schiavi e di operai specializzati per far funzionare la complessa macchina tecnologica delle terme. Lì erano collocati i forni necessari per il riscaldamento delle acque destinate al caldarium e alle saune.
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