Ida Saitta. I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneità
Ida Saitta, La bellissima Angelica, figlia del re del Catai: lo sposalizio minacciato dal fratello Argalia, olio, vernice, sabbia e corallo, cm. 97x127
Dal 22 Maggio 2026 al 30 Settembre 2026
Luogo: Palazzo Albertoni Spinola
Indirizzo: Piazza di Campitelli 2
Curatori: Giuseppe Ussani d’Escobar
Telefono per informazioni: +39 06 69332950
Nei nuovi uffici nel cuore di Roma presso Palazzo Albertoni Spinola, in Piazza di Campitelli, In Più Broker Spa ospiterà la personale dell’artista palermitana Ida Saitta fondatrice del “Magnetismo Lineare”: “I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneità”, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar.
L’iniziativa nasce dalla volontà di In Più Broker Spa di aprire i propri spazi professionali all’energia sensibile dell’arte, trasformando il nuovo luogo di lavoro in uno spazio di incontro, dialogo e valorizzazione culturale.
La scelta di Ida Saitta nasce dalla sua capacità di tradurre le radici culturali siciliane in un linguaggio pittorico contemporaneo, intenso e riconoscibile. Con questa inaugurazione desideriamo dare vita a un ambiente che metta al centro cultura, memoria e visione, favorendo relazioni professionali ispirate anche dalla bellezza e dalla creatività.
La mostra rappresenta il primo appuntamento di un percorso che In Più Broker Spa intende dedicare al dialogo tra impresa, arte e territorio.
Il ciclo dei Paladini di Sicilia costituisce un nucleo ben riconoscibile della ricerca dell’artista. Orlando, Angelica, Carlo Magno, Ruggiero, Atlante e Brigliadoro non sono figure cristallizzate nella tradizione, e nemmeno citazioni nostalgiche dell’Opera dei Pupi. “Nelle opere di Ida Saitta, come afferma il curatore Giuseppe Ussani d’Escobar, dalle tavole alle chine, s’incontra il meraviglioso, elemento caratteristico dell’Orlando furioso dell’Ariosto e dei poemi cavallereschi, declinato con spirito e intuizione innovativi e contemporanei. Abbiamo davanti ai nostri occhi, solo in apparenza, l’opera dei pupi che, per un bizzarro e interessante sortilegio, in realtà si trasfigura in una performance di sentimenti e passioni che mirano a contrastare l’alienazione derivante da un mondo contemporaneo privo di anima e che rinnega troppo spesso la memoria” e cosi continua il curatore “l’arte della Saitta può definirsi quale un trascendentalismo del mondo dei pupi nell’espressione, in quanto mira a provocare in una visionarietà e in una proiezione contemporanea l’affioramento e l’attivazione di energie nascoste rivelatrici di tensioni opposte, conflittuali e pacificatrici”. Ida Saitta rilegge il mito cavalleresco, la cultura mediterranea e l’immaginario siciliano come materia interattiva nel presente.
Ussani d’Escobar mette in evidenza come la “Saitta, grazie alla sua originale creatività, genera un’empatia con lo spettatore - osservatore che si abbandona al coinvolgimento, immergendosi e inoltrandosi con entusiasmo nell’avventura pittorica e grafica; le passioni rompono le catene della smania di controllo della mente e si liberano: forme travolte e stravolte, quasi fossero convocate alle armi dal suono profondo del corno di Orlando che porta a conclusione, eroicamente, la sua vita a Roncisvalle, trasmutano in un’interminabile metamorfosi e si dispongono a combattere a fianco di noi mortali per un mondo migliore, assumono le fisionomie del folklore consentendo a un primitivismo battagliero di riemergere, allo spirito ancestrale di recuperare il terreno perduto nella sfida contro il progresso”
La linea, elemento centrale del “Magnetismo Lineare” di cui la Saitta è autrice, per Ussani d’Escobar, è magnetismo, musica, denuncia e testimonianza viva dei Paladini, chiamati a non stancarsi mai di lottare per la libertà e la giustizia.
La scelta di Palazzo Albertoni Spinola rafforza il significato dell’iniziativa. Il palazzo, elegante edificio storico nel cuore di Roma, progettato alla fine del XVI sec. da Giacomo Della Porta e completato nei primi anni del XVII sec. da Girolamo Rainaldi, diventa cornice di un attraversamento tra epoche: la stratificazione architettonica della città, la memoria cavalleresca siciliana, la parola ariostesca, il linguaggio contemporaneo dell’artista e l’identità professionale del promotore.
L’iniziativa nasce dalla volontà di In Più Broker Spa di aprire i propri spazi professionali all’energia sensibile dell’arte, trasformando il nuovo luogo di lavoro in uno spazio di incontro, dialogo e valorizzazione culturale.
La scelta di Ida Saitta nasce dalla sua capacità di tradurre le radici culturali siciliane in un linguaggio pittorico contemporaneo, intenso e riconoscibile. Con questa inaugurazione desideriamo dare vita a un ambiente che metta al centro cultura, memoria e visione, favorendo relazioni professionali ispirate anche dalla bellezza e dalla creatività.
La mostra rappresenta il primo appuntamento di un percorso che In Più Broker Spa intende dedicare al dialogo tra impresa, arte e territorio.
Il ciclo dei Paladini di Sicilia costituisce un nucleo ben riconoscibile della ricerca dell’artista. Orlando, Angelica, Carlo Magno, Ruggiero, Atlante e Brigliadoro non sono figure cristallizzate nella tradizione, e nemmeno citazioni nostalgiche dell’Opera dei Pupi. “Nelle opere di Ida Saitta, come afferma il curatore Giuseppe Ussani d’Escobar, dalle tavole alle chine, s’incontra il meraviglioso, elemento caratteristico dell’Orlando furioso dell’Ariosto e dei poemi cavallereschi, declinato con spirito e intuizione innovativi e contemporanei. Abbiamo davanti ai nostri occhi, solo in apparenza, l’opera dei pupi che, per un bizzarro e interessante sortilegio, in realtà si trasfigura in una performance di sentimenti e passioni che mirano a contrastare l’alienazione derivante da un mondo contemporaneo privo di anima e che rinnega troppo spesso la memoria” e cosi continua il curatore “l’arte della Saitta può definirsi quale un trascendentalismo del mondo dei pupi nell’espressione, in quanto mira a provocare in una visionarietà e in una proiezione contemporanea l’affioramento e l’attivazione di energie nascoste rivelatrici di tensioni opposte, conflittuali e pacificatrici”. Ida Saitta rilegge il mito cavalleresco, la cultura mediterranea e l’immaginario siciliano come materia interattiva nel presente.
Ussani d’Escobar mette in evidenza come la “Saitta, grazie alla sua originale creatività, genera un’empatia con lo spettatore - osservatore che si abbandona al coinvolgimento, immergendosi e inoltrandosi con entusiasmo nell’avventura pittorica e grafica; le passioni rompono le catene della smania di controllo della mente e si liberano: forme travolte e stravolte, quasi fossero convocate alle armi dal suono profondo del corno di Orlando che porta a conclusione, eroicamente, la sua vita a Roncisvalle, trasmutano in un’interminabile metamorfosi e si dispongono a combattere a fianco di noi mortali per un mondo migliore, assumono le fisionomie del folklore consentendo a un primitivismo battagliero di riemergere, allo spirito ancestrale di recuperare il terreno perduto nella sfida contro il progresso”
La linea, elemento centrale del “Magnetismo Lineare” di cui la Saitta è autrice, per Ussani d’Escobar, è magnetismo, musica, denuncia e testimonianza viva dei Paladini, chiamati a non stancarsi mai di lottare per la libertà e la giustizia.
La scelta di Palazzo Albertoni Spinola rafforza il significato dell’iniziativa. Il palazzo, elegante edificio storico nel cuore di Roma, progettato alla fine del XVI sec. da Giacomo Della Porta e completato nei primi anni del XVII sec. da Girolamo Rainaldi, diventa cornice di un attraversamento tra epoche: la stratificazione architettonica della città, la memoria cavalleresca siciliana, la parola ariostesca, il linguaggio contemporaneo dell’artista e l’identità professionale del promotore.
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