Silvana Leonardi. Metaritratti in forma di Beatles

© Silvana Leonardi

 

Dal 02 Febbraio 2016 al 19 Febbraio 2016

Roma

Luogo: Studio Arte Fuori Centro

Indirizzo: via Ercole Bombelli 22

Orari: dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20

Curatori: Mario Lunetta

Telefono per informazioni: +39 06.5578101

E-Mail info: info@artefuoricentro.it

Sito ufficiale: http://www.artefuoricentro.it/



Martedì 2 febbraio 2016, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura  la mostra METARITRATTI IN FORMA DI BEATLES di Silvana Leonardi, a cura di Mario Lunetta.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 19 febbraio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00
L’evento è il primo appuntamento di Osservazione 2016,  ciclo di cinque mostre con cui gli artisti dall’Associazione culturale Fuori Centro documentano percorsi, obiettivi ed esiti della propria ricerca nei diversi e multiformi ambiti linguistico/concettuali della sperimentazione contemporanea.
 
Silvana Leonardi espone 5 opere recenti (2014/15) dipinte a olio su tela. Come scrive in catalogo Mario Lunetta: “In questo quartetto di icone dei Beatles a loro modo iconoclaste l’artista romana, segnata in positivo da tutta una serie di esperienze internazionali, attua una strategia straniante e ambigua, dal momento che la sua immagine (che sembra fare il verso alle icone di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr) appare dalla parete di fondo della galleria come la vera coscienza critica dei quattro musicisti. “  Non si tratta dunque di un sia pur irrituale omaggio quanto piuttosto di una sorta di cannibalizzazione ai limiti di una paradossale, laica e a tratti blasfema,  transustanziazione consumata in nome della pittura da parte dell’ artista già avvezza a questa operazione (Garbo, Mozart, Artaud, Madonna…). Nel suo lavoro, scrive ancora Lunetta” Leonardi pratica una sorta di metaritratto allegorico, non è quindi interessata a intrattenere con l’immagine-mito un rapporto di complicità, ma semmai a leggere nei volti ritratti possibili somiglianze, ovviamente interrogative, col proprio volto, in una sfida sempre ad alto rischio. Somiglianze destinate a produrre altre catene di enigmi solo in piccola parte risolvibili nel cerchio stretto di un’esecuzione infallibilmente magistrale in cui il côté  figurativo è invaso da una sorta di astrazione non detta, fatta di magnetismo chimerico. Un tasso insinuante di crudeltà presiede a queste operazioni: e si sa quanto la crudeltà sia determinante tutte le volte che si operi con un linguaggio che non si preoccupa della descrizione ma del rigore del montaggio. Si tratta quindi di un’operazione metafisica di forte spessore pittorico, vigore materico e fermezza esecutiva applicata ancora una volta, con imperterrito impegno e freschissima novità espressiva, a macrosimboli della postmodernità,  in cui l’energia di un’intelligenza professionale altissima si affianca ad una qualità dell’esecuzione semplicemente eccezionale.”
 

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