Stefa. Forme del sentire
Stefa, Cellula
Dal 5 Febbraio 2020 al 26 Febbraio 2020
Luogo: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Indirizzo: piazzale Aldo Moro 5
Orari: da lunedì a sabato dalle 15 alle 19
Sito ufficiale: http://www.museolaboratorioartecontemporanea.it
Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza è lieto di presentare Forme del sentire, mostra personale di lavori recenti dello scultore cultore romano Stefa, che aprirà il 5 febbraio alle ore 18. In occasione dell'inaugurazione, alle ore 19, si terrà una performance realizzata in collaborazione con la danzatrice Michaela Galdi.
Il titolo suggerisce l’importanza che attualmente riveste nella poetica dell’artista la riflessione su quell'invisibile risonanza emotiva, caratteristica degli esseri umani, che si innesca nella relazione empatica. Le opere di Stefa per sollecitare questo tipo di reazione negli spettatori si fondano dunque sulla combinazione dell’aspetto visivo, tattile e acustico. L’esplorazione di questo intreccio sensoriale è evidente nell’opera collettiva Piano di curve sonore, realizzata in collaborazione con il musicista Edoardo Maria Bellucci e il filosofo Federico Capitoni, presentata al MACRO di Roma nell’aprile del 2019 e qui riproposta. Questa scultura, realizzata in legno, ferro, acciaio armonico, ghisa e bronzo, si attiva grazie all’intervento dello spettatore, producendo suoni. L’opera non nasce con l’intento di creare un nuovo strumento musicale, ma si offre come un esempio concreto del sincretismo tra diverse forme d’arte, in grado di coinvolgere lo spettatore, sollecitandone la partecipazione empatica.
L’esplorazione di questa poetica continua nella serie di sculture Membrane. Il termine fa riferimento alla biologia umana, e con le sue superfici vibranti di marmo evoca la membrana per eccellenza: la pelle. Si tratta di piccole e sottili porzioni di marmo, ad alcune delle quali vengono applicati microfoni a contatto, amplificati da un sistema elettroacustico capace di rendere udibili le microvibrazioni prodotte dal tocco dei visitatori. Per effetto della forma e della densità di materia propria dei diversi marmi, le Membrane potranno emettere un suono nella coincidenza dell'avvenuto contatto con la superficie scolpita.
L’interesse di Stefa per il mondo scientifico si riscontra anche in Cellule cigliate, lavoro che deve il nome al gioco di parole tra le ciglia degli occhi e le cellule ciliate, i recettori sensoriali del corpo umano responsabili del nostro equilibrio nello spazio. L’opera evidenzia tale funzione e permette allo spettatore una percezione alternativa degli altri, attraverso elementi fluttuanti immersi in un unico fluido vitale che ci comprende insieme inevitabilmente.
Sculture volumetriche propone un medesimo sperimentalismo percettivo. Qui le opere si sottraggono alla vista, coperte da stoffe che impediscono la fruizione tradizionale delle forme scolpite. Le stoffe coprenti hanno forma conica, come i recettori retinici presenti nel nostro occhio, in riferimento a una visione che in questo caso è ostacolata. Con questo stratagemma l’artista invita lo spettatore a fare esperienza soltanto attraverso il senso del tatto, lasciando che sia questo a “dare forma” alla materia celata al di sotto dei drappi.
Forme del sentire si potrebbe definire una mostra tattile e sonora che ripropone quella interattività capace di eludere il visibile per esplorare la materia scolpita e il suo aspetto sonoro.
Stefa – Inizia la sua esperienza artistica nel 1997 e nel 2000 studia scultura presso l’atelier della scultrice Alessandra Porfidia. Nel 2003 vince il primo premio al concorso indetto dalle due Accademie di Belle Arti di Roma e una borsa di studio con iscrizione immediata all’Accademia al corso di scultura che conclude nel 2009. Nel 2004 espone una sua opera all’International Art Fair di Toronto. Nel 2007 l’incontro con l’artista Fabio Mauri di cui diventa assistente. Nel giugno del 2009 espone a Roma presso la Galleria Interno ventidue Arte Contemporanea a Palazzo Taverna partecipando alla collettiva Sursum Corda. Nel 2010 fonda “La piccola scuola delle arti” dove lui stesso insegna scultura. Nel 2011 elabora il progetto Suono Linea Forma senza materia, istallazione che raccoglie in sé musica, poesia, video proiezioni, danza e scultura.
Oggi il fondamento della sua poetica si apre a una ricerca del non materiale dell’uomo, ciò che è lo psichico, usando una lente di ingrandimento posta sulla specifica biologia del corpo umano.
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