Sylvia Plachy. When Will It Be Tomorrow
Dal 23 Giugno 2018 al 2 Settembre 2018
Luogo: Museo di Roma in Trastevere
Indirizzo: piazza S. Egidio 1/b
Orari: da martedì a domenica ore 10-20 (la biglietteria chiude alle ore 19)
Curatori: Gabriella Csizek
Enti promotori:
- ma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
- Prodotta da Robert Capa Contemporary Photography Center - Budapest - Ungheria con il supporto dell’Accademia d'Ungheria in Roma
Costo del biglietto: Intero: € 7,50, Ridotto: € 6,50. Tariffe residenti: Intero: € 6,50 Ridotto: € 5,50. Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Telefono per informazioni: +39 060608
E-Mail info: museodiroma.trastevere@comune.roma.it
Sito ufficiale: http://www.museodiromaintrastevere.it
"When will it be tomorrow?” (Quando sarà domani?) era quello che chiedevo ogni notte, prima che mia madre mi baciasse e spegnesse la luce. Non c'era risposta - solo una bambina, una brezza che passava attraverso una finestra aperta e il cielo celeste".
(Sylvia Plachy)
L’esposizione When Will It Be Tomorrow, evocando quella memoria, mostra le fotografie di SylviaPlachy attraverso sessant'anni di lavoro, dal 1958 al 2018.
Comunicando i vari livelli d'emozione che accompagnano l'inevitabilità dell'attesa, con compassione e senso dell’umorismo, Sylviaconduce lo spettatore in un viaggio che mostra la sua capacità unica di creare immagini; l’autrice percepisce ciò che sta accadendo e attraverso il suo obiettivo disegna un mondo su carta che prende vita e racconta storie senza parole. (Gabriella Csizek)
La maniera di fotografare di Sylvia può essere letta come una ribellione contro la tirannia della progressione del tempo. È una lotta eroica per riconquistare l'incanto di un'esperienza diretta, non mediata, dove l'esperienza non è la rappresentazione di un evento, ma l'incanto che nasce da quel legame diretto tra la fotografa e ciò che lei vede.
Nei suoi lavori migliori il soggetto non si accorge dello scatto, non c'è sguardo, non c'è posa, non c'è composizione premeditata. Il soggetto di queste immagini - come spesso accade nella grande pittura - non è la registrazione del visibile e neanche l’esperienza della fotografa di questo, ma piuttosto la magica connessione tra la fotografa e il suo oggetto.
Sono incontri non programmati in cui la verità viene visceralmente percepita prima ancora che se ne scorga il significato. Infatti, è quel momento, prima della nascita del suo significato, prima dell’arrivo al suo posto stabilito nella nostra coscienza, che posiziona queste immagini al di fuori del tempo.
Queste immagini, che trasudano calore, immediatezza e fascino, sono di fattoprofondamente sovversive della razionalità strumentale del nostro tempo. Parlano di amore profondo e incondizionato. (Estratti di Kronos e Kairos, di Peter Róna, Fellow. Sala dei Frati Neri dell'Università di Oxford)
André Kertész, suo amico e mentore fin dagli anni del college di Sylvia, riguardo alle sue fotografie ha detto: "Non ho mai visto il momento percepito e intrappolato nella pellicola con maggiore intimità e umanità".
Sylvia Plachy è nata a Budapest durante la seconda guerra mondiale. In fuga dall'Ungheria con i suoi genitori dopo la Rivoluzione del 1956, ha vissuto a New York per la maggior parte della sua vita adulta. Fotografa pluripremiata, le sue fotografie fanno parte di numerose collezioni e musei privati, come il MoMA di New York, il Minneapolis Institute of Art, il San Francisco Museum of Modern Art, l'Houston Museum of Fine Arts, l'High Museum di Atlanta e la Bibliotheque nationale de France. È conosciuta a New York per i suoi 30 anni di lavoro come fotografa per il Village Voice. La sua rubrica settimanale, UNGUIDED TOUR, è diventata il titolo del suo primo libro, che ha vinto l'Infinity Award di ICP nel 1990. Tra gli altri premi ricevuti: il John Simon Guggenheim Memorial Fellowship, una borsa di studio CAPS, il Dr.-Erich-Salomon-Preis per il fotogiornalismo e il Lucie Award. Ha avuto una personale al Whitney Museum at Phillip Morris, al Queens Museum, al Boca Raton Museum of Art e al Minneapolis Institute of Art, e presso gallerie di Berlino, Parigi, Budapest, Berlino, Manchester, Atlanta, Lubiana, Tokyo, Cluj-Napoca, Charlottesville, Los Angeles e New York. Ha pubblicato servizi e saggi fotografici su riviste e giornali di tutto il mondo, tra cui Vogue, The New York Times, Metropolis Magazine e The New Yorker. Tra i libri pubblicati: Unguided Tour, Red Light, Out of the Corner of My Eye, Goings on About Town, Signs & Relics e Self Portrait with Cows Going Home. Sylvia è sposata con Elliot Brody, insegnante di storia in pensione ed è la madre dell'attore Adrien Brody.
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