Veronica Montanino. La bella stagione
Veronica Montanino. La bella stagione
Dal 18 Aprile 2013 al 31 Agosto 2013
Luogo: Casa dell’Architettura
Indirizzo: piazza Manfredo Fanti 47
Orari: da lunedi a venerdi 10-18; sabato 9.30-12.30
Curatori: Giorgio de Finis
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 97604598
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.casadellarchitettura.it
“La bella stagione” è il titolo dell’intervento site specific che Veronica Montanino ha realizzato per l’Acquario Romano e che dal prossimo 17 aprile (data di presentazione del lavoro murario 4 x 4) entrerà a far parte delle preziose cose da visitare di questo edificio storico della capitale. Collocato all’entrata dell’odierna Casa dell’Architettura, questo ingresso della primavera, metafora neopop più che neoplatonica dell’operare stesso dell’arte, dialogherà con i soffitti e i muri affrescati della costruzione, che alla fine dell’Ottocento l’architetto Ettore Bernich progettò per dare forma al sogno dell’ittiologo comasco Pietro Carganico.
Veronica Montanino è un’artista che si è più volte cimentata con l’architettura. Le sue installazioni ambientali hanno trasformato palazzi storici e gallerie prestigiose in un mondo ipertrofico, onirico e fiabesco (proppianamente inteso), universi dove ci si muove in assenza di punti cardinali e al tempo stesso così pieni di indicazioni che ritrovare la strada di casa può risultare a volte difficile.
Una giovane donna si innaffia i piedi; la figura è collocata in un giardino (bosco?), che è evidentemente dissimile da quello che si trova al di là del muro, tutto interiore. Vicino, un albero-fungo-edera che è la somma di tutti gli alberi e nessuno allo stesso tempo, dai cui rami pendono frutti e fiori di ogni tipo, e delle sacche, pance, bolle da cui si generano altre storie, a cascata (se si potesse usare questo termine in assenza di gravità), come nei mille e un racconto di Sherazade.
L’intervento di Veronica Montanino è anche l’ideale porta d’accesso alla – 1 art gallery, lo spazio underground inaugurato un anno e che ogni quattro mesi propone una nuova stanza d’artista a tema. Dopo Lucamaleonte, Diamond, Mr. Klevra e omino71, è ora la volta di AliCè. Ormai si può dire davvero che all’Acquario Romano la “meraviglia” è di casa.
Veronica Montanino espone dal 2000 in numerose mostre personali e collettive, partecipando a diversi premi. La sua arte prende forma in pitture acriliche su tele in pvc e plexiglas sagomati in forme organiche, ma anche su oggetti di design, come per il progetto nel quale ha reinventato, attraverso un pattern fittissimo di gocce multicolor, le trasparenze della Kartell. E’ tuttavia nelle installazioni site-specific, realizzate in palazzi storici come quello dei Capitani ad Ascoli Piceno (2006), che l’artista esprime al meglio la propria attitudine ambientale. Nel 2010 realizza un intervento su mobili, soffitto e pareti perimetrali del Collicola caffè presso il Centro per le Arti Visive – Museo Carandente, entrando a far parte della collezione permanente Collicola On the Wall.?Nel 2011 partecipa alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia presso il Padiglione Italia all’Arsenale. Per il MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia ha realizzato “la stanza dei giochi”, intervento permanente per la ludoteca. Con i suoi lavori, Veronica Montanino ricrea mondi prismatici dalle geometrie plastiche, elaborando arcobaleni cromatici che accolgono la crescita embrionale dei ricordi. Di contro scivola nel nero come seconda pelle, rivestendo altri oggetti con la lava del buio luminoso.
Veronica Montanino è un’artista che si è più volte cimentata con l’architettura. Le sue installazioni ambientali hanno trasformato palazzi storici e gallerie prestigiose in un mondo ipertrofico, onirico e fiabesco (proppianamente inteso), universi dove ci si muove in assenza di punti cardinali e al tempo stesso così pieni di indicazioni che ritrovare la strada di casa può risultare a volte difficile.
Una giovane donna si innaffia i piedi; la figura è collocata in un giardino (bosco?), che è evidentemente dissimile da quello che si trova al di là del muro, tutto interiore. Vicino, un albero-fungo-edera che è la somma di tutti gli alberi e nessuno allo stesso tempo, dai cui rami pendono frutti e fiori di ogni tipo, e delle sacche, pance, bolle da cui si generano altre storie, a cascata (se si potesse usare questo termine in assenza di gravità), come nei mille e un racconto di Sherazade.
L’intervento di Veronica Montanino è anche l’ideale porta d’accesso alla – 1 art gallery, lo spazio underground inaugurato un anno e che ogni quattro mesi propone una nuova stanza d’artista a tema. Dopo Lucamaleonte, Diamond, Mr. Klevra e omino71, è ora la volta di AliCè. Ormai si può dire davvero che all’Acquario Romano la “meraviglia” è di casa.
Veronica Montanino espone dal 2000 in numerose mostre personali e collettive, partecipando a diversi premi. La sua arte prende forma in pitture acriliche su tele in pvc e plexiglas sagomati in forme organiche, ma anche su oggetti di design, come per il progetto nel quale ha reinventato, attraverso un pattern fittissimo di gocce multicolor, le trasparenze della Kartell. E’ tuttavia nelle installazioni site-specific, realizzate in palazzi storici come quello dei Capitani ad Ascoli Piceno (2006), che l’artista esprime al meglio la propria attitudine ambientale. Nel 2010 realizza un intervento su mobili, soffitto e pareti perimetrali del Collicola caffè presso il Centro per le Arti Visive – Museo Carandente, entrando a far parte della collezione permanente Collicola On the Wall.?Nel 2011 partecipa alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia presso il Padiglione Italia all’Arsenale. Per il MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia ha realizzato “la stanza dei giochi”, intervento permanente per la ludoteca. Con i suoi lavori, Veronica Montanino ricrea mondi prismatici dalle geometrie plastiche, elaborando arcobaleni cromatici che accolgono la crescita embrionale dei ricordi. Di contro scivola nel nero come seconda pelle, rivestendo altri oggetti con la lava del buio luminoso.
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