TRULLO 227_Le Origini
Sabino de Nichilo, Revenant, 2020, gres, smalti, lustro oro, legno, canapa
Dal 4 Settembre 2021 al 5 Settembre 2021
Martina Franca | Taranto | Visualizza tutte le mostre a Taranto
Luogo: Trullo Nicolò
Indirizzo: Via Ostuni 227 M
Curatori: Graziella Melania Geraci
Telefono per informazioni: +39 347 5999666
E-Mail info: grazie.geraci@gmail.com
Un doppio opening, il 4 e il 5 settembre per la quinta edizione del Trullo 227, arte contemporanea e land art dentro e intorno al Trullo Nicolò a Martina Franca. L’evento di quest’anno si trasforma e si sviluppa per diventare un progetto a lungo termine.
Il programma è partito nel 2020 con la realizzazione di un blog, https://trullo227.wordpress.com/racconti/ contenitore di ricordi, voci e video su Le Origini (tematica di questa quinta edizione) accompagnato dalle foto di Vincenzo Mattei che registrano visivamente le testimonianze raccolte e pubblicate online. Proprio l’insieme delle storie e delle riflessioni presenti nella “banca dati” digitale hanno ispirato i dieci artisti (Damiano Azzizia, Gianfranco Basso, Giovanni Battimiello, Pierluca Cetera, Sabino De Nichilo, Alessia Lastella, Ezia Mitolo, Pantaleo Musarò, Massimo Ruiu, Raffaele Vitto) invitati quest’anno alla mostra TRULLO 227_Le Origini, a cura di Graziella Melania Geraci. L’evento pop-up vedrà per due giorni (4-5 settembre) l’arte contemporanea invadere gli spazi interni del Trullo Nicolò ribaltandone l’estetica, mentre le installazioni e le opere di land art rimarranno nella campagna circostante fino al 4 ottobre.
Le opere presentate apriranno differenti scenari che declinano personali interpretazioni e linguaggi. Se Sabino de Nichilo accompagna e avvolge con una lucidissima e colorata ceramica i tronchi spiaggiati, testimonianza di relazioni e comuni origini culturali, Massimo Ruiu cita iconografie antiche con accezioni contemporanee, gioca con slogan quanto mai attuali e trasforma con le sue chiocciole i coni dei trulli. Le piccole e solitarie opere di Damiano Azizzia parlano di angoli di quotidianità arcaiche, identiche ed eterne, fisse nel tempo delle origini. Lo spettatore è chiamato a relazionarsi con le figure dipinte su due sfere da Pierluca Cetera, rappresentanti l’universo maschile e quello femminile, mentre il gesto antico del ricamo di Gianfranco Basso assurge a conduttore di memorie ataviche. I cervelli di Ezia Mitolo prendono vita dalle pietre della Valle d’Itria e grazie all’azione del sole ritornano alle origini, il pane di Raffaele Vitto, plasmato con la terra di Martina Franca, viene pesato e venduto al prezzo del pane vero. L’installazione di Giovanni Battimiello conduce attraverso la luce al percorso uditivo dei racconti distorti che parlano del passato e del presente. Le erbe intrecciate da Alessia Lastella si svincolano dal terreno dando inizio alla ricerca di un nuovo percorso da seguire fino quasi a voler sfiorare il cielo mentre lo spazio costruito da Pantaleo Musarò riporta al centro l’uomo e le relazioni attraverso il tronco di un ulivo colpito dalla xylella che diventa nell’area circolare il simbolo di un’umanità consumata.
In occasione dell’opening del 4 e del 5 settembre dalle 19.00 Barbara Gortan leggerà le sue poesie entrando in relazione con una delle installazioni poste nel terreno adiacente il trullo mentre Enzo Ferrari sussurra con le sue immagini momenti di vita quotidiana, riscoperta di origini chiuse in oggetti e luci che ci appartengono ora come in passato.
“Mi piacerebbe che l’arte contemporanea raccontasse le origini a cui eravamo abituati a pensare prima del Covid, quelle che sono rimaste invariate e quelle cambiate, ma anche quelle personali, l’origine di una evoluzione o di una rivoluzione interiore o di un pensiero, l'origine come storia di un luogo e delle persone che lo hanno vissuto. Vorrei che il blog diventasse un documento utile per la ricostruzione di un ricordo collettivo”. Così definisce la propria scelta Graziella Melania Geraci che ha raccolto nel blog i racconti dei contadini della Valle d’Itria che ancora lavorano la terra con passione, degli industriali e degli stranieri che vivono in zona, degli avvocati, dei politici e dei poeti in una finestra online che rimarrà aperta per nuovi contributi futuri.
L’apertura dell’evento si terrà il 4 settembre dalle ore 17.00 presso il Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA)
Il programma è partito nel 2020 con la realizzazione di un blog, https://trullo227.wordpress.com/racconti/ contenitore di ricordi, voci e video su Le Origini (tematica di questa quinta edizione) accompagnato dalle foto di Vincenzo Mattei che registrano visivamente le testimonianze raccolte e pubblicate online. Proprio l’insieme delle storie e delle riflessioni presenti nella “banca dati” digitale hanno ispirato i dieci artisti (Damiano Azzizia, Gianfranco Basso, Giovanni Battimiello, Pierluca Cetera, Sabino De Nichilo, Alessia Lastella, Ezia Mitolo, Pantaleo Musarò, Massimo Ruiu, Raffaele Vitto) invitati quest’anno alla mostra TRULLO 227_Le Origini, a cura di Graziella Melania Geraci. L’evento pop-up vedrà per due giorni (4-5 settembre) l’arte contemporanea invadere gli spazi interni del Trullo Nicolò ribaltandone l’estetica, mentre le installazioni e le opere di land art rimarranno nella campagna circostante fino al 4 ottobre.
Le opere presentate apriranno differenti scenari che declinano personali interpretazioni e linguaggi. Se Sabino de Nichilo accompagna e avvolge con una lucidissima e colorata ceramica i tronchi spiaggiati, testimonianza di relazioni e comuni origini culturali, Massimo Ruiu cita iconografie antiche con accezioni contemporanee, gioca con slogan quanto mai attuali e trasforma con le sue chiocciole i coni dei trulli. Le piccole e solitarie opere di Damiano Azizzia parlano di angoli di quotidianità arcaiche, identiche ed eterne, fisse nel tempo delle origini. Lo spettatore è chiamato a relazionarsi con le figure dipinte su due sfere da Pierluca Cetera, rappresentanti l’universo maschile e quello femminile, mentre il gesto antico del ricamo di Gianfranco Basso assurge a conduttore di memorie ataviche. I cervelli di Ezia Mitolo prendono vita dalle pietre della Valle d’Itria e grazie all’azione del sole ritornano alle origini, il pane di Raffaele Vitto, plasmato con la terra di Martina Franca, viene pesato e venduto al prezzo del pane vero. L’installazione di Giovanni Battimiello conduce attraverso la luce al percorso uditivo dei racconti distorti che parlano del passato e del presente. Le erbe intrecciate da Alessia Lastella si svincolano dal terreno dando inizio alla ricerca di un nuovo percorso da seguire fino quasi a voler sfiorare il cielo mentre lo spazio costruito da Pantaleo Musarò riporta al centro l’uomo e le relazioni attraverso il tronco di un ulivo colpito dalla xylella che diventa nell’area circolare il simbolo di un’umanità consumata.
In occasione dell’opening del 4 e del 5 settembre dalle 19.00 Barbara Gortan leggerà le sue poesie entrando in relazione con una delle installazioni poste nel terreno adiacente il trullo mentre Enzo Ferrari sussurra con le sue immagini momenti di vita quotidiana, riscoperta di origini chiuse in oggetti e luci che ci appartengono ora come in passato.
“Mi piacerebbe che l’arte contemporanea raccontasse le origini a cui eravamo abituati a pensare prima del Covid, quelle che sono rimaste invariate e quelle cambiate, ma anche quelle personali, l’origine di una evoluzione o di una rivoluzione interiore o di un pensiero, l'origine come storia di un luogo e delle persone che lo hanno vissuto. Vorrei che il blog diventasse un documento utile per la ricostruzione di un ricordo collettivo”. Così definisce la propria scelta Graziella Melania Geraci che ha raccolto nel blog i racconti dei contadini della Valle d’Itria che ancora lavorano la terra con passione, degli industriali e degli stranieri che vivono in zona, degli avvocati, dei politici e dei poeti in una finestra online che rimarrà aperta per nuovi contributi futuri.
L’apertura dell’evento si terrà il 4 settembre dalle ore 17.00 presso il Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA)
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