Femi Vilardo. The dead life
Femi Vilardo. The dead life, Sala Comunale d'Arte, Trieste
Dal 28 Luglio 2013 al 21 Agosto 2013
Trieste | Visualizza tutte le mostre a Trieste
Luogo: Sala Comunale d'Arte
Indirizzo: piazza dell'Unita' d'Italia 4
Orari: feriale e festivo 10-13/ 17-20
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 040 6754033/ 040 6754850
E-Mail info: urp@comune.trieste.it
Sito ufficiale: http://www.retecivica.trieste.it
Le fotografie di Femi Vilardo si sottraggono alla specificità fotografica. E’ da qualche tempo che si dedica alla fotografia, prima il suo mezzo espressivo era la pittura. E della precedente esperienza pittorica vuole conservare le caratteristiche trasferendole negli scatti che catturano meccanicamente immagini del reale. Il suo è un pensiero e un procedimento fuori norma. Fotografa rose, non nel loro pieno fiorire, smaglianti di freschezza, ma nel momento in cui cominciano ad appassire, quando i petali si afflosciano e raggrinziscono. Una predilezione per la decadenza motivata però dal fatto che in questo modo le rose si prestano a sembrare, o divenire, altre cose.
La trasformazione in atto delle rose nel loro declino, permette di suggerire altre letture. Ed è questa mobilità e metamorfosi del soggetto preso in considerazione che affascina l’artista. La possibilità di divenire qualcos’altro. E qui subentra anche la tecnica, anzi le alchimie tecnologiche di photo-shop che, in fase di postproduzione, consentono effetti di luce, di qualità materica, estranei all’immagine originale, conferendo alla rosa appassita trasparenze, carnosità, spessori che in realtà non possiede. Allontanandosi nel contempo dall’intrinseche caratteristiche del linguaggio fotografico per assumere piuttosto quelle pittoriche. Non certo nel senso del “pittorialismo” ottocentesco, ma puntando ad una fragranza materica, intrisa di luce, complice photo-shop, che la avvicina alla sua pittura. E’ come se Femi Vilardo, usando oggi il mezzo fotografico, volesse in realtà continuare a dipingere. Infatti come sfondi per le rose, tutte di grande formato, quasi straripanti dallo spazio in cui sono inquadrate, usa suoi dipinti. Le rose s’innescano e crescono dalla pittura.
Le due sequenze di “multipli”, come li definisce l’artista, segnano un ulteriore passo nel processo di trasformazione. La distanza ravvicinata del soggetto è tale che porta ad inquadrare solo alcuni petali, più o meno assiepati, senza sfondo, tanto che diventano altre cose, pieghe di tessuti, o profili delle forme organiche più impensate, avviandosi verso una sorta di astrazione. Domina sempre una luminosa, suggestiva trasparenza; le forme si gonfiano, si accartocciano, rispondono a esigenze interiori dell’artista, diventano racconto sganciato dal reale, aperto a mille interpretazioni. Un gioco tra realtà e finzione – un’ineludibile simbiosi questa che segna il nostro tempo - dove il mezzo tecnologico svolge un ruolo determinante per trapassare il visibile e riconoscibile, per entrare nel regno del sogno.
Maria Campitelli
La trasformazione in atto delle rose nel loro declino, permette di suggerire altre letture. Ed è questa mobilità e metamorfosi del soggetto preso in considerazione che affascina l’artista. La possibilità di divenire qualcos’altro. E qui subentra anche la tecnica, anzi le alchimie tecnologiche di photo-shop che, in fase di postproduzione, consentono effetti di luce, di qualità materica, estranei all’immagine originale, conferendo alla rosa appassita trasparenze, carnosità, spessori che in realtà non possiede. Allontanandosi nel contempo dall’intrinseche caratteristiche del linguaggio fotografico per assumere piuttosto quelle pittoriche. Non certo nel senso del “pittorialismo” ottocentesco, ma puntando ad una fragranza materica, intrisa di luce, complice photo-shop, che la avvicina alla sua pittura. E’ come se Femi Vilardo, usando oggi il mezzo fotografico, volesse in realtà continuare a dipingere. Infatti come sfondi per le rose, tutte di grande formato, quasi straripanti dallo spazio in cui sono inquadrate, usa suoi dipinti. Le rose s’innescano e crescono dalla pittura.
Le due sequenze di “multipli”, come li definisce l’artista, segnano un ulteriore passo nel processo di trasformazione. La distanza ravvicinata del soggetto è tale che porta ad inquadrare solo alcuni petali, più o meno assiepati, senza sfondo, tanto che diventano altre cose, pieghe di tessuti, o profili delle forme organiche più impensate, avviandosi verso una sorta di astrazione. Domina sempre una luminosa, suggestiva trasparenza; le forme si gonfiano, si accartocciano, rispondono a esigenze interiori dell’artista, diventano racconto sganciato dal reale, aperto a mille interpretazioni. Un gioco tra realtà e finzione – un’ineludibile simbiosi questa che segna il nostro tempo - dove il mezzo tecnologico svolge un ruolo determinante per trapassare il visibile e riconoscibile, per entrare nel regno del sogno.
Maria Campitelli
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A TRIESTE
-
Dal 2 Aprile 2026 al 1 Novembre 2026
Scuderie del Castello di Miramare
Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
-
Dal 22 Aprile 2026 al 30 Settembre 2026
Palazzo Gopcevich
La Contrada: 50 anni e oltre
Visualizza tutte le mostre a Trieste
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 3 Luglio 2026 al 15 Novembre 2026
Roma | Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano
AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana
-
Dal 3 Luglio 2026 al 25 Luglio 2026
Firenze | Palazzo Vecchio
Davide Puma. IO NATURA - La meccanica divina
-
Dal 6 Luglio 2026 al 17 Luglio 2026
Roma | Palazzo Valdina - Camera dei deputati
Renzo Eusebi. Geometrie spirituali
-
Dal 26 Giugno 2026 al 15 Novembre 2026
Roma | Musei Capitolini Centrale Montemartini
Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale
-
Dal 27 Giugno 2026 al 27 Settembre 2026
L'Aquila | Museo Nazionale d’Abruzzo
La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo
-
Dal 1 Luglio 2026 al 20 Settembre 2026
Milano | Palazzo Reale
Mario Raciti. Opere 1952-2025