Black Seas – Scores for the Sonic Eye - Biennale Arte Venezia 2026

Anca Benera & Arnold Estefán, Scores for the Sonic Eye (detail) | Courtesy © the artists

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Giardini - Padiglione Romania

Indirizzo: Viale dei Giardini Pubblici

Orari: Mar - Dom (da Maggio a Settembre) 11.00 - 19.00 (Sab - Dom, solo Arsenale fino alle ore 20.00) | Mar - Dom (da Ottobre a Novembre) 10.00 - 18.00 | Lunedì chiuso (eccetto lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)

Curatori: Ioana Ciocan (commissioner), Corina Oprea, Diana Marincu (curators)

Costo del biglietto: € 30 (giornaliero) | € 40 (tre giorni)

Telefono per informazioni: +39 041 5218711


Black Seas - Scores for the Sonic Eye si dispiega come un'installazione polifonica di immagini in movimento, suono spazializzato e strutture scultoree. Il padiglione è costruito attorno alla comprensione del Mar Nero come un idropaesaggio plurale e connesso, modellato dai fiumi che vi confluiscono portando con sé le intrecciate storie coloniali, politiche ed ecologiche d'Europa. Queste correnti si estendono verso il Mediterraneo e l'Adriatico, situando il mare all'interno di sistemi più ampi di circolazione, migrazione e scambio che storicamente lo collegavano a Venezia e alle rotte tra Asia ed Europa. Nelle sue profondità anossiche — dove il decadimento biologico rallenta quasi completamente e la materia organica può rimanere conservata per millenni — il fondale marino diventa archivio. Attraverso la resurrezione ecologica, forme di vita sospese rientrano nel presente, proponendo un modo di comprendere il futuro viaggiando a ritroso nel tempo. "Come si ripara un mare spezzato?" diventa la domanda guida, mentre l'ascolto — attraverso l'"occhio sonico" — emerge come modo di vedere. Anca Benera e Arnold Estefán dichiarano: "Non esiste un Mar Nero singolare, ma un campo di forze interdipendenti che si plasmano reciprocamente. Esploriamo come creare un contesto in cui il mare possa affermare la propria voce — dove non è più una superficie passiva, ma un interlocutore attivo, capace di rispondere e rifiutare. Per noi, la rivivificazione degli organismi studiata attraverso la resurrezione ecologica non è solo un processo scientifico, ma anche epistemologico: un modo di comprendere il futuro viaggiando a ritroso nel tempo." Il progetto si estende oltre il padiglione fino all'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica, dove accenna ad altri bacini idrici, collegando il Mar Nero al Mediterraneo, all'Atlantico e oltre, attraverso storie materiali e infrastrutturali sovrapposte. Anca Benera e Arnold Estefán collaborano come duo artistico dal 2012 e vivono tra Vienna e Bucarest. La loro pratica basata sulla ricerca abbraccia installazione multimediale, scultura e disegno, esplorando le intersezioni tra storia, ambiente e politiche delle risorse. Le loro opere sono state esposte in istituzioni e biennali internazionali, tra cui Manifesta 15 a Barcellona (2024), la Biennale di Kiev (2025, 2023, 2015), il Museum Tinguely di Basilea (2022) e la Whitechapel Gallery di Londra (2022).

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF