Comporre, costruire, fotografare. L’architetto Gian Luigi Banfi fotografo razionalista

Fotografia di Gian Luigi Banfi, Fondo Julia e Gian Luigi Banfi, Milano

 

Dal 25 Febbraio 2019 al 15 Marzo 2019

Venezia

Luogo: Università Iuav di Venezia - Cotonificio, Spazio Gino Valle

Indirizzo: Dorsoduro 2196

Orari: Lun - Ven 9 - 19 | Sab e festivi chiuso

Curatori: Giuliano Banfi, Serena Maffioletti, Intervengono:, Giuliano Banfi, Alberto Bassi, Alberto Ferlenga, Serena Maffioletti, Angelo Maggi

Enti promotori:

  • SBD Archivio Progetti
  • Con il patrocinio di:
  • ANED (Associazione nazionale ex-deportati)
  • Pietre d’Inciampo
  • Milano Memoria

Costo del biglietto: Ingresso libero

Telefono per informazioni: +39 041 2571011

E-Mail info: archivioprogetti@iuav.it

Sito ufficiale: http://www.iuav.it/ARCHIVIO-P/


Comunicato Stampa:

Se la fotografia svolge un ruolo imprescindibile nella veicolazione del pensiero architettonico, essa è un singolare specchio e strumento dell’architettura laddove fotografo e architetto coincidono e se in entrambe le arti si palesano un talento e una ricerca tali da alimentare architettura e fotografia con la stessa riflessione estetica. Il caso di Gian Luigi Banfi si offre con questa doppia valenza: architetto di grande pregio nonostante la brevità della vita (Milano 1910 - Mauthausen 1945), protagonista del dibattito italiano entro il gruppo dei BBPR, fu un considerevole fotografo e fotografo di architettura.

L’occasione offerta all’Università Iuav di Venezia dal figlio Giuliano di presentare per la prima volta la ricerca architettonica del padre attraverso l’indagine fotografica da lui condotta consente di sfogliare nuove pagine del Razionalismo italiano, leggendo le opere realizzate e i cantieri, la modernizzazione di Milano, gli allestimenti della Triennale, l’itinerario nell’interior e nell’industrial design, gli esiti dei grandi concorsi di architettura.

Un’indagine dall’interno tramite l'occhio misuratore del compositore e del costruttore, che indaga e fissa architetture e città nel loro farsi nel XX secolo; lo svelarsi attraverso l’obiettivo fotografico dell’architetto che, nel mentre sorveglia e indirizza la costruzione, scruta l’apparire di un nuovo pensiero creativo.

La mostra appartiene alla ricerca che il “sistema” Archivio Progetti sta conducendo fin dalla mostra su Rogers tenuta alla Fondazione Masieri negli anni ’90, ricerca successivamente alimentata dalle donazioni fatte dai BBPR, quindi da quella del fondo Enrico Peressutti da parte della figlia Marina.

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