Riccardo Zipoli. Un Golfo, uno Stretto, un Mare (Iran 1975-1995)

Riccardo Zipoli. Un Golfo, uno Stretto, un Mare (Iran 1975-1995)

 

Dal 14 Giugno 2013 al 15 Ottobre 2013

Venezia

Luogo: Ca' Cappello/ Ca' Foscari

Indirizzo: San Polo 2035

Orari: da lunedì a venerdi 9-19; sabato 9-12; chiuso 12-17 agosto

Curatori: Riccardo Zipoli

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 041 2348811

E-Mail info: comunica@unive.it

Sito ufficiale: http://www.unive.it/


I colori, i paesaggi, i popoli del Golfo Persico come non si era mai visto: in 36 scatti un omaggio ai luoghi e alla storia della regione compresa fra lo Stretto di Hormoz e il Mare di Oman, gli spazi acquei che bagnano le coste meridionali dell’Iran e quelle di numerosi paesi arabi. 
Si chiama Un Golfo, uno stretto, un mare, la mostra fotografica del docente di Ca’ Foscari Riccardo Zipoli, allestita a Ca’ Cappello che inaugurerà il 13 giugno alle ore 17.30 (ingresso libero). 
L’esposizione resterà aperta dal 14 giugno al 15 ottobre 2013 e per la lunga notte di Art Night Venezia, sabato 22 giugno. 
La mostra presenta anche una raccolta di brani musicali, un video con la voce recitante di Ottavia Piccolo, un’antologia di poesie Shamsoddin Mohammad Hâfez, il più importante poeta lirico di lingua persiana, e una serie di schede scientifiche. 
I brani musicali sono stati registrati dal grande iranista Ilya Gershevitch (1914-2001) nel Golfo Persico nel 1956, e sono inediti. Il prodotto è stato realizzato grazie alla generosità dell’Ancient India and Iran Trust di Cambridge (Regno Unito), in collaborazione con il Conservatorio Musicale veneziano Benedetto Marcello. 
L’esposizione si concentra sulla cultura di quei luoghi e trova le radici nella sfera degli affetti e dei ricordi relativi a tre viaggi compiuti da Riccardo Zipoli molti anni fa, nel 1975, nel 1980 e nel 1995, lungo i litorali nel sud dell’Iran. La meta principale fu la provincia dello Hormozgân, con visite a Bandar-e ‘Abbâs e all’isole di Qeshm e di Hormoz, ma venne fatta anche un’escursione più a est, nella zona di Châh-Bahâr, in Balucistan. Dall’archivio fotografico di quei tre viaggi sono state scelte 36 fotografie con il fine di costruire un repertorio che, oltre a essere un diario personale di tre lontane vicende, possa anche dare un’idea di quei luoghi, in un misto di memoria e di documentazione. 
Una mostra che propone un percorso suggestivo in cui fotografie, musiche, poesie, mappe e descrizioni scientifiche si alternano in un itinerario che descrive aspetti del Golfo Persico lontani dallo stereotipo contemporaneo dominato da tematiche economiche e militari. Il quadro che ne esce è quello di una zona estranea alle contese di cui è stata ed è oggetto, una zona bella, affascinante, pacifica. 
La mostra è allestita a Ca' Cappello, palazzo che ospita la sezione del Vicino e Medio Oriente, Caucaso e Subcontinente Indiano del Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea dell'Università Ca' Foscari Venezia. Negli spazi del palazzo, l’itinerario espositivo inizia dalla corte esterna, passa per il pianterreno e prosegue ai piani superiori. I materiali della mostra sono collocati negli ambienti di passaggio (ingressi e scale), con l’eccezione di tre aulette dedicate agli spazi informativi e audiovisivi. L’intento è stato quello di creare un allestimento che entrasse in sintonia con la vita universitaria di questa sede proponendosi come un’iniziativa artistica e come uno stimolo per la riflessione e per il dibattito. Si tratta anche di un omaggio a un palazzo storico dell’ateneo veneziano, un palazzo dove hanno studiato e si sono formati molti studiosi di discipline orientalistiche. 
Sono presenti anche una serie di documenti relativi a Ca’ Cappello, alla sue vicende storiche e artistiche. Il palazzo fu acquistato, il 21 febbraio 1967, dall’Università Ca’ Foscari che ne fece la sede degli studi orientalistici veneziani. Fra i precedenti proprietari spicca la figura dell’ambasciatore inglese Austin Henry Layard, storico, diplomatico, politico e archeologo (fu, tra l’altro, lo scopritore dei siti di Ninive e di Nimrud). Egli vi abitò con la moglie e ne fece un centro di mondanità internazionale e una sorta di galleria d’arte, esponendo opere di valore nelle stanze, nell’atrio e lungo le pareti delle scale. Layard morì nel 1894. In seguito, la moglie cedette alla National Gallery di Londra la ricca collezione di dipinti ospitata nel palazzo, fra cui il famoso ritratto di Maometto II attribuito a Gentile Bellini. È curioso ricordare che proprio a Layard fu dedicata la copia (oggi conservata nella Biblioteca Marciana e proveniente dalla biblioteca di Layard) del famoso album di fotografie realizzate da Luigi Montabone al seguito della prima missione ufficiale (1862) del Regno d’Italia in Iran. 
L'esposizione è stata curata da Riccardo Zipoli, fotografo e docente di Lingua e letteratura persiana e di Ideazione e produzione fotografica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, con la collaborazione di Alberto Prandi, architetto di rinomata esperienza negli allestimenti, e si è avvalsa delle capacità di due stampatori d'eccellenza, la ditta Center Chrome (Firenze), che ha curato la stampa delle immagini fotografiche, e il Gruppofallani (Venezia), che si è occupato della stampa e della messa in posa di tutti gli elementi espositivi. 

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