Roman Opałka. Anche Opałka 1958 - 1965 / 1 - ∞

Roman Opałka, Sans titre, 1959

 

Dal 23 Settembre 2017 al 18 Novembre 2017

Venezia

Luogo: Galleria MichelaRizzo

Curatori: Michela Rizzo

Costo del biglietto: Ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 041 8391711

E-Mail info: info@galleriamichelarizzo.net

Sito ufficiale: http://www.galleriamichelarizzo.net/


Comunicato Stampa:
La Galleria Michela Rizzo è onorata di presentare - dal 23 settembre al 18 novembre - l’esposizione finora inedita “OPAŁKA anche”, che riunisce esemplari dell’ormai celebre programma OPAŁKA 1965/1 - ∞, oltre a una trasposizione parziale del suo atelier francese, assieme a una selezione di quadri raramente esposti dei precedenti cicli realizzati a Varsavia negli anni ‘50-’60, che anticiparono la sua opera concettuale sul tempo. Questa seconda personale del grande artista-filosofo polacco presso la galleria di Venezia si apre nei nuovi spazi giudecchini in collaborazione con il “Fonds de Dotation Roman Opałka” e la “Succession de l’artiste”.

Le mostre successive alla scomparsa dell’artista sono regolate da indicazioni precise, di pugno dell’artista e a salvaguardia della complessa architettura della propria opera (pittorica, performativa, sonora, filosofica, fotografica, luministica), la cui regola aurea è progredire nell’osservanza dei principi espositivi messi in atto da Roman Opałka durante la sua vitale “progressione numerica” - entro cui ogni mostra è parte integrativa.

Diversamente dalla prima mostra dedicata all’artista nel 2011, allestita allora a Palazzo Palumbo Fossati e in concomitanza con lo svolgersi della Biennale di Arti Visive, l’odierna esposizione alla Giudecca risale dunque all’arte di “Opałka prima di OPAŁKA” (come ebbe a indicare l’artista con una battuta socratica), dando voce alla formazione artistica meno nota e inizialmente introspettiva delle sue ricerche plastiche e concettuali. Si noti che tale produzione giovanile più tecnica e grafica acquisì successo e premi internazionali, nella Polonia comunista e all’estero, grazie alla sua straordinaria sintesi mentale e perizia grafica.

Si aggiunga che quella dedizione alle sperimentazioni d’avanguardia non solo testimonia quanto Opałka fosse allora connesso con le nascenti forme internazionali di arte concettuale, ma prefigura (anche) la svolta con cui si concederà, nel 1965, al suo gran progetto sul tempo, completamente e fino alla morte, al suo programma OPAŁKA (anche).

Perciò, la Galleria Michela Rizzo, dopo avere presentato nel 2011, in maniera bene articolata, il capolavoro della progressione più famosa OPAŁKA 1965/1 - ∞, con Détails, installazione sonora dei numeri pronunciati in polacco, autoritratti fotografici del pittore dopo ogni sessione di lavoro, e Carte di viaggio (un capolavoro la cui durata prosegue ancora e all’infinito), ha la fortuna di proporre oggi alcune opere di Roman OPAŁKA (sia prima che dopo) in un’installazione unitaria e unica, in uno spazio diverso e un diverso contesto storico.

Dodici dipinti del primo Opałka, firmati tra il 1958 e il 1965, sono presentati negli spazi recuperati entro l’ex stabilimento industriale Dreher della Giudecca. È un lotto inedito di opere, fra cui emerge una sequenza del ciclo “Alfabeto greco” (1963-‘65), superfici monocrome a colori densi, spatolati in moti orizzontali e verticali simili a lettere greche (qui Alpha, Sigma, Khi, Alfabeto bianco, et al.) sia “per dare la traccia del movimento verticale mediante sovrapposizione”, sia per strutturare la sonorità di una fuga. Tele di luci o di penombre, coeve di cicli precocemente ritmati dalla visione del tempo (spazio-tempo) come i “Cronomi” (1960-63) e i “Fonemi” (1964). Una Toile bleu pour état assurance (1959) testimonia già la sua propensione per l’infinito. Il legame con l’anno della svolta, ossia il 1965, viene celebrato nella stanza superiore della galleria, dove per l’occasione è ricostituito parzialmente l’atelier di BoisMauclair, tecnologico ma ascetico, e meta di visitatori.

Roman Opalka nasce il 27 agosto 1931 a Hocquincourt, Francia. Di origini polacche, la famiglia ritorna in Polonia nel 1935, ma viene poi deportata in Germania nel 1940, dove rimane in un campo di lavoro sino al termine della guerra. Una volta liberati rientrano in Francia, per poi ritornare finalmente a Varsavia, dove Opalka frequenta la Scuola di grafica di Walbrzych Nowa Ruda (1946– 1948) e di arte e design di Lódz (1949). Tra il 1950 e il 1956 studia all’Accademia di belle arti di Varsavia e nel 1957 si reca a Parigi. Nel 1965 inizia il progetto OPALKA 1965/1 – ∞, a cui dedicherà tutta la vita a partire dal 1970. Opalka si lega così inestricabilmente all’Arte concettuale. L’anno successivo tiene la sua prima personale alla Galeria Dom Artysty Plastyka a Varsavia. A cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 riceve numerosi premi: il Grand Prize della First British International Print Biennial, Bradford (1968), due premi a Tokyo (1970) alla 7a International Biennial Exhibition of Prints e all’Art Museum Ohara, e il Primo premio del Ministero della cultura e delle arti della Polonia (1971). Nel 1972 si reca per la prima volta negli Stati Uniti. Nel 1977 si trasferisce a Teille, in Francia, e viene premiato alla 14a Biennale di São Paulo. Nel 1985 diventa cittadino francese. Tra il 1985 e il 1990 insegna alla Summer Academy di Salisburgo. Negli anni seguenti Opalka espone in numerose occasioni e riceve molti premi, come il Premio nazionale di pittura, Parigi (1991), e il Premio speciale del Ministero degli affari esteri della Polonia, Varsavia (1996). Nel 1992 espone al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e nel 1996 rappresenta la Polonia alla Biennale di Venezia. Nel 2002–2003 un grande antologica della sua opera è esposta in varie città europee. Nel 2009 è insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres a Parigi, e della Medaglia d’oro Gloria Artis a Varsavia. Opalka muore a Chieti, il 6 agosto 2011.

Opening 23.09.2017, 6 pm

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