Raffaello Santi (Raffaello Sanzio)

Urbino 06/04/1483 - Roma 06/04/1520

© Arte.it | Raffaello Sanzio, Presunto autoritratto, 1506 circa, Galleria degli Uffizi, Firenze

Si formò tra il 1491 e il 1494 nella bottega del padre, il pittore Giovanni Santi, attivo per la corte dei Montefeltro. Una delle primissime opere fu l’affresco raffigurante la Vergine in casa Santi. Dopo la morte di Giovanni (1494), Raffaello entrò in contatto con Perugino, da cui derivò il suo stile iniziale e con cui rimase in contatto fino al 1498. In questi anni probabilmente intervenne nel ciclo di affreschi della Sala del Cambio a Perugia. Dal 1499 fu a Città di Castello con la bottega rilevata dal padre dove realizzò lo Stendardo della Santissima Trinità e la Pala di San Nicola da Tolentino (oggi smembrata in diversi musei). Ad inizio ‘500 era già tra gli artisti più richiesti in tutta l’Umbria e, dopo brevi soggiorni a Firenze e Roma, raggiunse l’amico Pinturicchio a Siena, dove realizzò alcuni cartoni per gli affreschi della Libreria Piccolomini. Nel 1504 dipinse il celebre Sposalizio della Vergine (Milano, Pinacoteca di Brera) e nello stesso anno si trasferì a Firenze, dove dipinse per lo più opere di devozione privata, come la Madonna del Cardellino e la Madonna del Belvedere, e ritratti quali Maddalena Strozzi, la Muta e la Dama col Liocorno. Nel 1507 realizzò la celeberrima Deposizione Baglioni per San Francesco al Prato di Perugia, che un secolo dopo Scipione Borghese fece rubare (Roma, Galleria Borghese). Nel 1508 Giulio II lo chiamò a Roma, dove rimase fino alla morte, creando i massimi capolavori tra cui le Stanze Vaticane (Segnatura, Eliodoro, Incendio di Borgo, Costantino) e la Loggia di Psiche alla Farnesina. Divenne anche architetto della Fabbrica di San Pietro e progettò la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo e Villa Madama. Negli ultimi anni dipinse opere come la Fornarina e la Trasfigurazione. Morì nel 1520, lasciando una fiorentissima bottega attiva sul territorio, la cui diaspora conseguente al Sacco di Roma nel 1527, porterà il raffaellismo in tutta Italia.

Biografia di Gianni Pittiglio



Le opere