A Roma il capolavoro dell’arte etrusca acquisito dallo Stato sarà visibile dal 1° luglio
Il Museo Etrusco di Villa Giulia accoglie gli affreschi della Tomba François, capolavoro di pietra e colore
Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi, HF4 Ufficio Stampa
Samantha De Martin
30/06/2026
Roma - “Dopo oltre un secolo viene restituito alla collettività un capolavoro di pietra e di colore che si presenta al pubblico in tutta la sua eccezionale bellezza, arricchendo la conoscenza della civiltà etrusca e dei suoi profondi rapporti con il Mediterraneo antico”.
Con queste parole Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, saluta l’ingresso della Tomba François nella collezione al Museo etrusco. Questo capolavoro dell’arte etrusca, fondamentale per la conoscenza della civiltà e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico, era stato acquistato dallo Stato italiano con un’operazione del valore complessivo di 15 milioni di euro, resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell'opera.
Il capolavoro dialogherà fino al 31 dicembre con la mostra “Il Ritorno degli Eroi”, percorso che, attraverso reperti unici provenienti da musei internazionali, racconta il contesto originario della Tomba.
Grazie alla Fondazione Bvlgari la tomba si potrà adesso ammirare in un allestimento contemporaneo ed evocativo che rende gli affreschi accessibili a tutti.
“La restituzione della Tomba François al patrimonio pubblico, ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rappresenta un traguardo storico. È dal 1914 che lo Stato italiano tentava di acquisirla e oggi, finalmente, la consegniamo in eredità alle giovani generazioni. Questo straordinario complesso custodisce una parte fondamentale della nostra storia. Racconta le radici della civiltà etrusca, il rapporto con Roma e la comune eredità del Mediterraneo”.
Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi, HF4 Ufficio Stampa
Nell’occasione, il ministro Giuli ha anche annunciato la volontà del Ministero della Cultura di entrare nella Fondazione Vulci “Per contribuire direttamente alla tutela e alla valorizzazione di uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, rafforzando la collaborazione con le istituzioni e il territorio”.
L’ingresso degli affreschi nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, eccezionale ciclo figurativo che racconta scene ispirate al mito greco, in dialogo con la tradizione etrusca, è stato celebrato alla presenza del capo dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA), Alfonsina Russo, del direttore generale Musei, Massimo Osanna, della direttrice del Museo, Luana Toniolo. Presente all’inaugurazione anche Jean-Christophe Babin, presidente di Fondazione Bvlgari, organismo che ha sostenuto il progetto espositivo con un intervento mirato di valorizzazione degli spazi espositivi.
“La sfida che oggi si apre, ha sottolineato Alfonsina Russo, è trasformare questa acquisizione in una nuova opportunità di crescita culturale, ampliando le occasioni di accesso, di partecipazione e di conoscenza del nostro patrimonio”.
Era il 1° maggio 1857 quando l’archeologo Alessandro François, nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, portava alla luce la tomba scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi. Grazie alle iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, possiamo ancora oggi riconoscere nomi, volti ed episodi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere. Il ciclo pittorico del IV secolo a.C. racconta episodi della mitologia greca e della tradizione etrusca, come il sacrificio dei prigionieri Troiani per i funerali di Patroclo o la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, passando per il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, fino alle lotte tra eroi etruschi con Macstarna, il futuro re Servio Tullio, che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.

Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi, HF4 Ufficio Stampa
Fino al 31 dicembre la mostra “Il Ritorno degli Eroi” affiancherà al ciclo pittorico oggetti e documenti unici, reperti archeologici rinvenuti nella tomba, oggi conservati in diverse istituzioni museali internazionali, dal Musée du Louvre al British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles ai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Tra gli oggetti concessi dal Musée du Louvre figurano gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, una delle più importanti famiglie aristocratiche di Vulci e alla quale il sepolcro apparteneva, una collane in lamina d’oro, un anello d’oro raffigurante Cassandra e due scarabei. Una collezione di orecchini con granati e animali in pasta vitrea, vasi, tra cui un askos a forma di leone, e una collana con terminali a farfalla della Tomba François provengono dal British Museum di Londra.
L’esposizione restituisce così al pubblico un percorso unitario dedicato a uno dei principali complessi figurativi dell’Etruria antica, mettendo in dialogo pittura, reperti archeologici e testimonianze materiali della famiglia Saties.
L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, diretta da Massimo Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo.
Con queste parole Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, saluta l’ingresso della Tomba François nella collezione al Museo etrusco. Questo capolavoro dell’arte etrusca, fondamentale per la conoscenza della civiltà e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico, era stato acquistato dallo Stato italiano con un’operazione del valore complessivo di 15 milioni di euro, resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell'opera.
Il capolavoro dialogherà fino al 31 dicembre con la mostra “Il Ritorno degli Eroi”, percorso che, attraverso reperti unici provenienti da musei internazionali, racconta il contesto originario della Tomba.
Grazie alla Fondazione Bvlgari la tomba si potrà adesso ammirare in un allestimento contemporaneo ed evocativo che rende gli affreschi accessibili a tutti.
“La restituzione della Tomba François al patrimonio pubblico, ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rappresenta un traguardo storico. È dal 1914 che lo Stato italiano tentava di acquisirla e oggi, finalmente, la consegniamo in eredità alle giovani generazioni. Questo straordinario complesso custodisce una parte fondamentale della nostra storia. Racconta le radici della civiltà etrusca, il rapporto con Roma e la comune eredità del Mediterraneo”.
Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi, HF4 Ufficio Stampa
Nell’occasione, il ministro Giuli ha anche annunciato la volontà del Ministero della Cultura di entrare nella Fondazione Vulci “Per contribuire direttamente alla tutela e alla valorizzazione di uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, rafforzando la collaborazione con le istituzioni e il territorio”.
L’ingresso degli affreschi nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, eccezionale ciclo figurativo che racconta scene ispirate al mito greco, in dialogo con la tradizione etrusca, è stato celebrato alla presenza del capo dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA), Alfonsina Russo, del direttore generale Musei, Massimo Osanna, della direttrice del Museo, Luana Toniolo. Presente all’inaugurazione anche Jean-Christophe Babin, presidente di Fondazione Bvlgari, organismo che ha sostenuto il progetto espositivo con un intervento mirato di valorizzazione degli spazi espositivi.
“La sfida che oggi si apre, ha sottolineato Alfonsina Russo, è trasformare questa acquisizione in una nuova opportunità di crescita culturale, ampliando le occasioni di accesso, di partecipazione e di conoscenza del nostro patrimonio”.
Era il 1° maggio 1857 quando l’archeologo Alessandro François, nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, portava alla luce la tomba scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi. Grazie alle iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, possiamo ancora oggi riconoscere nomi, volti ed episodi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere. Il ciclo pittorico del IV secolo a.C. racconta episodi della mitologia greca e della tradizione etrusca, come il sacrificio dei prigionieri Troiani per i funerali di Patroclo o la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, passando per il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, fino alle lotte tra eroi etruschi con Macstarna, il futuro re Servio Tullio, che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.

Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi, HF4 Ufficio Stampa
Fino al 31 dicembre la mostra “Il Ritorno degli Eroi” affiancherà al ciclo pittorico oggetti e documenti unici, reperti archeologici rinvenuti nella tomba, oggi conservati in diverse istituzioni museali internazionali, dal Musée du Louvre al British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles ai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Tra gli oggetti concessi dal Musée du Louvre figurano gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, una delle più importanti famiglie aristocratiche di Vulci e alla quale il sepolcro apparteneva, una collane in lamina d’oro, un anello d’oro raffigurante Cassandra e due scarabei. Una collezione di orecchini con granati e animali in pasta vitrea, vasi, tra cui un askos a forma di leone, e una collana con terminali a farfalla della Tomba François provengono dal British Museum di Londra.
L’esposizione restituisce così al pubblico un percorso unitario dedicato a uno dei principali complessi figurativi dell’Etruria antica, mettendo in dialogo pittura, reperti archeologici e testimonianze materiali della famiglia Saties.
L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, diretta da Massimo Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo.
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