A Milano l'opera custodita al Museo San Domenico di Forlì
L’Ebe di Canova pronta per l’Expo
Ebe, Antonio Canova
La Redazione
30/08/2014
Forlì-Cesena - “Con grande spirito civico in contrasto con l’infantile campagna campanilistica di molte amministrazioni pubbliche, il sindaco di Forlì Davide Drei e la sovrintendenza si sono detti disponibili a far esporre ad Expo 2015 la Ebe di Antonio Canova, splendida scultura del Neoclassicismo italiano”.
Ad annunciarlo è Vittorio Sgarbi, ambasciatore delle Belle Arti di Regione Lombardia per Expo 2015, che prosegue: “Presentando l’opera del museo San Domenico, il sindaco e la sovrintendenza dimostrano di conoscere bene l’importanza di queste iniziative culturali all’esposizione universale proprio per il bene di tutto il Paese”.
Grazie alla collaborazione della città di Forlì, Sgarbi sigla con successo un primo accordo dopo la catena di polemiche irrisolte legate all’eventuale spostamento dei Bronzi di Riace da Reggio Calabria, alla Nascita di Venere di Botticelli richiesta a Firenze, al dipinto "Sette opere della misericordia" del Caravaggio conservato a Napoli.
La scultura, che ritrae la figlia di Zeus ed Era, venne commissionata a Canova nel 1816 dalla contessa Veronica Zauli Naldi Guarini e in seguito venduta dagli eredi alla città di Forlì.
Ad annunciarlo è Vittorio Sgarbi, ambasciatore delle Belle Arti di Regione Lombardia per Expo 2015, che prosegue: “Presentando l’opera del museo San Domenico, il sindaco e la sovrintendenza dimostrano di conoscere bene l’importanza di queste iniziative culturali all’esposizione universale proprio per il bene di tutto il Paese”.
Grazie alla collaborazione della città di Forlì, Sgarbi sigla con successo un primo accordo dopo la catena di polemiche irrisolte legate all’eventuale spostamento dei Bronzi di Riace da Reggio Calabria, alla Nascita di Venere di Botticelli richiesta a Firenze, al dipinto "Sette opere della misericordia" del Caravaggio conservato a Napoli.
La scultura, che ritrae la figlia di Zeus ed Era, venne commissionata a Canova nel 1816 dalla contessa Veronica Zauli Naldi Guarini e in seguito venduta dagli eredi alla città di Forlì.
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