A Palazzo Ducale fino al 29 marzo

Datemi una maschera e dirò la verità: l’opera di Banksy in mostra a Genova

Opera di Banksy. "Il secondo principio di un artista di nome Banksy", Palazzo Ducale, Genova.
 

Francesca Grego

26/11/2019

Genova - “Se vuoi dire qualcosa e vuoi che la gente ti ascolti, allora indossa una maschera. Se vuoi dire la verità devi mentire. Non saprete mai chi sono e ogni verità che dirò sarà mascherata da una bugia”. Parte di qui la grande mostra che Genova dedica a Banksy, l’artista dall’identità incerta che dai muri di Bristol ha conquistato il mondo con provocazioni in grado di parlare a tutti.

Arrivano da numerose collezioni private le 100 opere riunite a Palazzo Ducale per ripercorrere l’intera carriera del misterioso street artist: dai dipinti a mano libera degli inizi agli stencil, marchio di fabbrica dei suoi trascorsi nella giungla urbana, fino alle serigrafie, vitali per diffonderne i messaggi; senza contare oggetti e sculture come Mickey Snake, il Topolino inghiottito da un pitone realizzato per Dismaland, il “parco dei divertimenti non adatto ai bambini” che Banksy allestì nell’estate 2015 in una località turistica del Somerset. Un’arte facile solo in apparenza, ovvia eppure controversa, empatica per attitudine e cattiva per natura, che ha riscosso un successo trasversale affrontando episodi di attualità e fenomeni come la guerra, il capitalismo, il controllo sociale e la libertà.

A Genova un percorso ordinato per temi accompagna il pubblico alla scoperta dell’artista e del suo universo con l’aiuto di video, testi e materiale infografico. In primo piano, il rapporto polemico che Banksy instaura con concetti come l’unicità, l’originalità e la stessa verità dell’opera d’arte, rivoluzionandone lo statuto e i legami con il mercato. E qui entra in gioco la lezione di Andy Warhol, che il nostro rielabora al passo con l’era del digitale. Non a caso, Banksy è considerato da molti la migliore evoluzione della Pop Art, capace di innestare sulle sue radici fermenti contemporanei come quelli della cultura hip hop o del graffitismo e i portati delle nuove tecnologie.

Tornando alle citazioni iniziali, spiega il curatore Stefano Antonelli, se “il primo principio di Banksy stabilisce che egli abbia qualcosa da dire, il secondo ci comunica che quanto ha da dire sia una verità”. Ma la verità si dà a noi programmaticamente sotto forma di menzogna. “E qui la contraddizione diventa irrisolvibile, finché ci accorgiamo che il cortocircuito rende Banksy uno degli artisti più veritieri e profondi del nostro tempo”.

A cura di Stefano Antonelli, Gianluca Marziani e Acoris Andipa, Il secondo principio di un artista chiamato Banksy sarà visitabile a Palazzo Ducale di Genova fino al 29 marzo 2020.

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