Il Settecento a Roma

quadro del settecento
 

16/11/2005

“Questa mostra copre un lasso di tempo vastissimo e ha l’ambizione di riesaminare un periodo storico molto vicino alla nostra epoca, senza soprassalti cronologici e senza forzature ideologiche ma con intenti precisi che scaturiscono da una serena valutazione delle opere d’arte e delle molte situazioni del tempo, fervido quanti altri mai nella produzione culturale ma difficile da decifrare secondo scansioni su cui ancora oggi non esiste un accordo della storiografia consolidata e, proprio per questo, passibile di nuove ricerche e nuove deduzioni”. Claudio Strinati

“Il Settecento a Roma” è un percorso che, attraversando il secolo, dal linguaggio tardo barocco approda alla modernità. L’esposizione nasce da un progetto ambizioso, costruito in tre anni di ricerca di un comitato scientifico internazionale riunendo opere provenienti da tutto il mondo. Molte di queste tornano a Roma per la prima volta; altre sono state restaurate per l’occasione con uno sforzo organizzativo straordinario.

“Se vuoi conoscere degli uomini, questo è il vero sito, uomini di straordinari talenti, e di nobilissimi requisiti…la libertà in altri stati e in altre repubbliche non è che un’ombra rispetto alla libertà di Roma... Qui si gode il privilegio di pensare in maniera tutta propria”. Così, nel 1756, Winckelmann definiva il clima della città eterna. Roma riveste allora un ruolo fondamentale come capitale della cultura e crocevia d’Europa.

Questo volto sempre più diversificato della città può essere raccontato solo attraverso una molteplicità di testimonianze con le quali è costruita la mostra: dipinti, sculture, pezzi archeologici, arredi, costumi, libri e disegni. Oggetti diversi, accostati fra loro da legami evidenti anche al grande pubblico. 

Uun percorso cronologico e tematico è diviso in sezioni a soggetto. Si parte così dall’enfasi tardo barocca che gradualmente si stempera in grazia e ragionevolezza secondo i dettami dell’Arcadia, seguiti da artisti sia italiani sia stranieri, soprattutto i tanti francesi presenti a Roma.

Per documentare questo passaggio è stata scelta un’opera eccezionale, mai esposta in Italia: il grande dipinto con Apollo che incorona il marchese Pallavicini, mecenate e protagonista del mondo delle arti, dipinta dal suo protetto Carlo Maratti, conservata nella dimora patrizia di Stourhead, in Gran Bretagna.

Le presenze italiane e straniere si mescolano in una città che si mette continuamente in scena alternando spettacoli teatrali, mascherate, feste spettacolari e cerimonie religiose. L’antico, da sempre polo di attrazione della città, dal chiuso delle collezioni private passa ai musei pubblici. Un viaggio ricco di spunti e di opere, circa 230, nasce da un taglio espositivo sintetico e didattico per esprimere un secolo che, nella propria vocazione divulgativa, apre alla modernità.

Il Settecento a Roma
Fino al 26 febbraio 2006
Roma, Palazzo Venezia
Info 06 82077337-305   


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